lunedì 29 aprile 2013

Il video della settimana - 18/2013 - R.E.M.




Questa settimana vi propongo un video molto particolare dei R.E.M., gruppo americano Alternative Rock, attivo dal 1980 al 2011.

"Imitation of life" è una canzone del 2001 che parla presumibilmente della vita “di facciata” che si deve vivere per avere successo a Hollywood ma anche, in senso lato, ovunque.

Il video che ad una prima occhiata racconta il classico party in piscina americano con barbecue, in realtà è concepito come un puzzle cinematico che merita particolare attenzione.

Il regista ha usato 12 cineprese super8 e ha montato solo 30 secondi di girato, lavorando soprattutto in post produzione e mandando in loop i singoli pezzi.

Ogni personaggio viene evidenziato a turno, mentre Michael Stipe continua a cantare in basso a destra muovendosi avanti indietro secondo la tecnica definita “pan-scan".

Ogni volta che lo guardo scopro situazioni che non avevo focalizzato prima.

Come dicono gli americani: amazing!
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domenica 28 aprile 2013

La foto della domenica 28/04/2013 - Invasioni digitali a Vicenza


Invasioni digitali: per i pochi che ancora non sapessero di cosa si tratta, estrapolo la definizione dal sito ufficiale:

“L’iniziativa  prevede l’organizzazione di diversi mini-eventi (invasioni) presso musei e luoghi d’arte italiani e si rivolge a blogger, instagramer, appassionati di fotografia e a qualsiasi persona attiva sui social media.

L’obiettivo è quello di diffondere la cultura dell’utilizzo di internet e dei social media per la promozione e diffusione del nostro patrimonio culturale.

Ogni invasione sarà organizzata secondo la formula del blogtour e sarà possibile partecipare ad una delle invasioni in  programma o organizzarne liberamente una, tutti i partecipanti potranno realizzare i loro contenuti utilizzando il tag #invasionidigitali, saranno utilizzati i seguenti canali social: Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest & Youtube, tutti i contenuti realizzati saranno aggregati su questo portale.”

Le invasioni sono iniziate il 20 aprile e finiranno oggi. 

Spero veramente che l’iniziativa abbia una seconda, terza, quarta e millesima edizione perché è un’idea grandiosa che promuove praticamente a costo zero le bellezze conosciute e soprattutto semisconosciute del nostro territorio.

Si intuisce che ieri ho invaso anch’io?!?!?

Quello che non viene detto nel sito è che oltre a far conoscere al mondo il patrimonio artistico italiano, l’invasione è soprattutto un’occasione di aggregazione tra persone diverse, tra adulti e bambini, di scambio di conoscenze, di amicizia e stimolo per nuove mirabolanti avventure tra musei e monumenti.

Nel mio caso l’invasione è stata organizzata dalle blogger di “Tips 4 Italian Trips”, che altro non sono che la mitica Monica di Viaggi & Baci, Valentina di The Family Company e Alessandra de I Viaggi dei Rospi.

Il loro blog è in inglese (ma c’è anche la versione in italiano) e si rivolge ai turisti che vogliono venire a visitare l’Italia con bambini al seguito suggerendo e consigliando le mete migliori e più adatte ad ogni esigenza "famigliare".

Quindi l’evento di ieri era, per dirla come loro, “family friendly”, con giochini e racconti ad hoc, con momenti dedicati solo ai bimbi mentre i genitori ascoltano “dotte” spiegazioni su quanto stanno visitando.

Dove stiamo stati?
Nella Vicenza di Andrea Palladio, il grande architetto vissuto nel 1500.

La giornata prevedeva anche passeggiate e pranzo al sacco in un parco, ma date le previsioni meteo, le nostre bravissime organizzatrici hanno risolto facendoci mettere a disposizione due bellissime sale del palazzo Barbaran da Porto, dove abbiamo trascorso un paio di piacevoli orette facendo anche un inconsueto pic nic prima di iniziare le invasioni vere e proprie.


La prima invasione è stata organizzata al Teatro Olimpico, ultimo capolavoro del Palladio, morto prima di completare le famose scene prospettiche, realizzate in seguito da un altro grande architetto vicentino, Vincenzo Scamozzi.


Per noi è stato allestito anche un mini spettacolo di Suoni e Luci che ha reso ancora più magica l’atmosfera fiabesca di questo luogo meraviglioso.


La seconda invasione è stata quella del nuovo Palladio Museum, dove uno dei curatori, Marco Riva, ci ha illustrato tutte le caratteristiche del modo di progettare e costruire del Palladio, accompagnandoci attraverso le sale, tra modellini in legno, disegni originali e ologrammi, facendoci scoprire quanto delle idee e delle soluzioni architettoniche palladiane ci sia in tutto il mondo, dall’Inghilterra agli Stati Uniti, alla Russia fino all’Africa.


E’ stata una bellissima giornata nonostante la pioggia battente e adesso non ci resta che rivivere la bellezza di ciò che abbiamo visto nelle centinaia di foto taggate #invasioni digitali ed aspettare con impazienza di trasformarci di nuovo in “Invasori digitali”.


La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta
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sabato 27 aprile 2013

L'ironia nelle foto - Robert Doisneau



Ieri siamo riusciti finalmente ad andare a Milano per visitare la mostra fotografica dedicata a Robert Doisneau che chiuderà il prossimo 5 maggio.

Si intitola “Paris en Liberté” e raccoglie più di 200 foto in bianco e nero scattate dal 1931 al 1994 anche se la maggioranza si collocano tra gli anni ’50 e ’70.

Nonostante fosse stata inaugurata in febbraio c’erano un sacco di visitatori che mi hanno rovinato tutta l’atmosfera.

Comunque l’estro e la bravura di Doisneau sono riusciti ugualmente a colpirmi.

Mi sono divertita.
Mi sono ritrovata a sorridere di fronte ai ritratti irriverenti delle statue dei più famosi generali francesi coperte di guano oppure ai ritratti di cani e padroni a passeggio.
Decine di persone che rischiano la vita attraversando Place de la Concorde, sospese per aria mentre sullo sfondo un muro di automobili sfocate si avvicina minaccioso.
La faccia dei visitatori davanti la Gioconda al Louvre. 
Quella dei passanti che guardano un quadro di una donna nuda in una vetrina.  


Il nostro fotografo è come un pescatore.  Individua un’esca e fotografa quelli che abboccano.

Ha fotografato quelli che scattano foto turistiche.  
Bambini che giocano, donnine allegre, sale da ballo.

La vita quotidiana di una Parigi che forse non c’è più, catturata con occhio benevolo e sornione.

Ha creato divertenti collage di interni domestici e immortalato il dietro le quinte di locali osè, con ballerine annoiate o infastidite pronte a cambiare espressione appena si apre il sipario.

Avendo anche lavorato per la rivista Vogue ha ritratto i più famosi stilisti, da Coco Chanel a Jean Paul Gaultier.

C’era esposta anche la sua famosa foto del bacio dell’Hotel de la Ville, bella ma ormai inflazionata.
Molte altre mi hanno colpito, così evocative e romantiche. 

Un vero street photographer e quando le strade sono quelle di Parigi, il risultato difficilmente sarà deludente!
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martedì 23 aprile 2013

L'architettura dei miei viaggi


Quando Monica di Viaggi&Baci comunica al mondo il tema mensile de “I sensi dei miei viaggi” io parto. 
Resto purtroppo ferma con il corpo ma la mente ripercorre i viaggi fatti ed elabora tutte le combinazioni possibili di foto, che devono sempre essere solo (!) tre e chiaramente pertinenti al tema.

Che taglio dare al post? 
Saltabeccare da un angolo all’altro del pianeta o approfondire una particolare zona? 
Uniformare lo stile o andare quasi a caso e vedere cosa ne viene fuori?

Il tema di questo mese può essere sviluppato in mille modi: stili, tipologie di edifici, urbanistica.

Io adoro il gotico e mi ero già immaginata un exursus partendo dal tetto del duomo di Milano, passando per la cattedrale incompiuta di Batalha in Portogallo per finire sulla quinta strada di NewYork davanti a San Patrizio.
Ma erano tre chiese. 
Hai visto mai che un prossimo tema sia sui luoghi della religione? Me lo tengo buono per il futuro.

Poi avevo pensato ai grattacieli o ai castelli.  Mah…

Alla fine ho deciso di concentrami sul luogo piuttosto che sul genere e così, mentre per il tema del mese scorso sono rimasta in Italia, questa volta attraverso l’Atlantico e mi fermo negli Stati Uniti.

La qualità delle immagini non è il massimo, portate pazienza!


La prima foto - ma serve dirlo? - rappresenta la Casa Bianca a Washington.

Disegnata da James Hoban in stile neoclassico e sulle orme dello stile palladiano, venne inaugurata nel 1800.

Vederla è stato emozionante, così come visitare l'intera capitale, con il Campidoglio, il monumento ai caduti del Vietnam, la biblioteca del Congresso, il museo Smithsonian.  

Una città che ti fa canticchiare l’inno americano anche senza volerlo…



La seconda foto è del Museo Salomon Guggenheim a New York.

Un edificio che rimarrei a guardare per ore, al di là delle meraviglie che contiene.

Disegnato nel 1943 da Frank Lloyd Wright è considerato uno dei capolavori dell’architettura moderna.  

E’ concepito come un nastro che si avvolge su sé stesso e nell’idea di Wright doveva assomigliare ad una torre di Babele rovesciata, uno Ziggurat, che univa i popoli attraverso la cultura.
I quadri sono disposti lungo la rampa che sale dolcemente e sono illuminati dalla grande cupola vetrata.

Visitarlo è stato uno dei momenti “topici” della mia vita.


Con un salto coast to coast arriviamo a San Francisco, la città più europea degli Stati Uniti.

Intorno ad Alamo Square e in tutto il quartire di Pacific Hights si possono ammirare le tipiche case vittoriane in stile Queen Anne, piene di torrette e bow windows, dipinte in colori pastello e situate lungo strade ripidissime.

Passeggiare per questo quartiere è stupefacente.  La vista sulla baia è magnifica e solo il perenne fiatone vi distrarrà da tanta bellezza.

Finito.
Però avevo tante altre architetture da mostrare…uffa!
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lunedì 22 aprile 2013

Il video della settimana - 17/2013 - Cranberries


Una canzone scritta di getto dalla bravissima Dolores O'Riordan dei Cranberries, in seguito ad un attentato dell'IRA dove erano morti due ragazzini.

Il testo si sofferma soprattutto sulla disumanità della violenza e su come la violenza sia ormai parte integrante della realtà.
Gli zombie sono quelli che non vedono, ormai assuefatti come dei morti viventi, l'insensatezza della violenza senza fine capace di spezzare il cuore di un'altra madre.

Mi è sembrata pertinente dopo l'attentato alla maratona di Boston.
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domenica 21 aprile 2013

Dear Photograph - La foto della domenica - 21/04/2013

La foto di oggi non è proprio della domenica, è piuttosto "lo scatto del 20 aprile".
Ma ha una sua storia che merita di essere raccontata.
Partiamo dal famigerato "Weekend Hashtag Project" di Instagram.
La settimana scorsa il tema a cui ispirarsi era "Dear Photograph".


"Dear Photograph" è un blog famosissimo negli Stati Uniti, fondato circa tre anni fa dal 21enne Taylor Jones.
Un giorno in nostro eroe si trovava con suo fratello a casa dei nonni e guardando vecchie fotografie si è reso conto che il fratello era seduto a tavola nella stessa posa di una foto di tanti anni prima e ha pensato di fotografare la foto incastonandola nel presente.

Ripetuto l'esperimento con altre foto le ha pubblicate nel suo blog ed è stato un successone.
Nel 2011 Time Magazine lo ha proclamato tra i migliori 50 siti del mondo ed è stato visitato da milioni di utenti.
Riceve ogni giorno migliaia di scatti, tra i quali ne viene scelto solo uno - lo scatto del giorno - e le migliori 200 foto pervenute fino all'anno scorso sono state raccolte in un libro divenuto presto un best-seller.

In un'intervista Taylor raccontava come le persone tendano a fotografare spesso foto che ritraggono parenti e amici che non ci sono più, per darsi l'illusione di essere ancora insieme.
E' un tripudio di nostalgia e rimpianto di cui evidentemente molti sono vittime.
Altri invece tornano nel vecchio quartiere, davanti la casa della loro infanzia o davanti la chiesa dove si sono sposati e riproducono la stessa inquadratura.
Molte persone hanno raccontato di aver riallacciato rapporti con parenti che non vedevano da anni solo per ricreare la stessa foto ripescata in fondo a qualche baule.
Le nuove generazioni (diciamo dal '95 in poi) si rammaricano di non avere quasi foto stampate da usare, visto che ormai tutto viene salvato sul computer e sono spariti i cari vecchi album da sfogliare con tenerezza.

Potevo non essere affascinata da questo tema?!?

Fatte le mie brave tre foto, domenica scorsa le ho caricate su Instagram e, a dir la verità, per una ho ricevuto il maggior numero di "Mi piace" della mia storia: 45!
Il risultato era confortante e speravo veramente di essere tra le 9 migliori scelte del lunedì.
Ma così non è stato.
Le foto europee non vengono quasi mai considerate ed è praticamente impossibile farsi notare.

Mi rodeva. Più del solito.
Così ieri sono andata alla fonte, al sito "Dear Photograph" e ho spedito il mio scatto direttamente a loro.

Questa mattina ho dato la solita controllata ad Instagram per vedere la situazione delle mie foto di questo weekend (tema: "petportraits") e, constatato il misero bottino di 28 likes, ho aperto la pagina generale...
Tra gli scatti dei fotografi che seguo, campeggiava la mia foto rebloggata dal sito di Taylor con ben 945 "mi piace", alla faccia della giuria di Instagram! (adesso mentre scrivo siamo a 1190)

Aperto il sito mi trovavo davanti alla mia foto scelta come scatto del 20 aprile, con più di 800 note.

Una sola cosa turba la mia perfetta ruota di pavone: non riuscendo a tenere dritta la vecchia foto e nello stesso tempo inquadrare col cellulare, la cui custodia si chiude sempre sul più bello...ho fatto fare lo scatto a mio marito!
Insomma il merito è anche suo, e se vogliamo dirla tutta anche di mio padre autore della foto originale.
Ma sì: condividere questa soddisfazione con gli uomini del mio cuore è una cosa che posso fare.


La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta



giovedì 18 aprile 2013

730 mantovano


Questa mattina devo portare la documentazione per la denuncia dei redditi al commercialista.
Dov’è la stranezza? Che noi abitiamo a Verona e il commercialista a Mantova.

Scomodo…soprattutto quando mi tocca tornare a ritirare le carte e a pagarlo, verso giugno, e si muore dal caldo. (Mantova in questo senso somiglia ad un girone infernale).

Nel 2000, fuggiti dall’Eden dei Colli Euganei ci siamo trasferiti in provincia di Mantova, in un posto dimenticato da Dio e dagli uomini che si chiama Libiola.   
Mio marito era stato chiamato per una consulenza in un’azienda di Sustinente e così per un anno e mezzo abbiamo abitato in una villa con giardino messa a nostra disposizione…come rifiutare?!?

E’ stato un periodo abbastanza surreale, ma sotto certi aspetti molto bello.


Mio marito andava a lavorare in moto, facendo le stradine sugli argini del Po’ ed io accompagnavo nostra figlia all’asilo in bicicletta.

Il giardino era molto grande e ci ho lavorato con passione e grande soddisfazione. 
C’era un pero generoso di frutti, un melograno, un magnolia, un paio di bellissimi gingko biloba e poi piccoli aceri e cespugli di buddleja pieni di farfalle, pini argentati e rose che avevo portato a nuova vita dopo anni di abbandono.

Lungo il vialetto a primavera erano spuntate le calle e le peonie ed il prato sul davanti era delimitato dagli iris.  

La casa in precedenza era stata abitata dalla nonna del proprietario che adesso viveva con lui nella villetta a fianco della nostra. 

La cosa assurda era che la vecchia era ancora convinta di abitare lì e veniva con le cesoie a tagliarsi i fiori da portare via e si prendeva anche la nostra posta dalla cassetta.

Io le spiegavo che lei adesso abitava di fianco, ma mi guardava come un’usurpatrice e andava via agitando le mie meravigliose rose dal gambo lungo con fare minaccioso…

Una figura inquietante: pattugliava la strada tutto il giorno, con uno strofinaccio in mano, parlottando da sola e lanciando anatemi.

A parte questo non sono mancate altre emozioni nel nostro periodo mantovano: c’è stata la grande alluvione che per giorni ci ha lasciato col fiato sospeso. 
Il Po’ aveva invaso tutta la zona barenale e ogni giorno dall’argine lo guardavamo lambire i bordi e rischiare di oltrepassare la china e arrivare dritti a casa nostra…  
Nei vari paesi c’erano file di sacchetti sabbia a contenere i fontanazzi che si aprivano in continuazione e l’umidità ti spaccava le ossa.
Il male di schiena che abbiamo patito io e mio marito durante quell’inverno ce lo ricorderemo per sempre.
Un clima poco salubre in quelle zone! Mia figlia ha avuto un’otite che si è trascinata per mesi, costretta a soffiare con il naso dentro a dei palloncini, a fare aerosol, a prendere antibiotici a manetta.

Ci si sono arrugginite varie apparecchiature che avevamo messo in garage e perfino la lavatrice è stata da cambiare quando abbiamo traslocato a Verona.  
Ma abbiamo trovato il commercialista dei nostri sogni e così non l’abbiamo più cambiato.

E’ biondo, con una chioma leonina e ti riceve nel suo studio in pieno centro di Mantova indossando caftani ed infradito.   
Ha uno Yorkshire come cane da guardia ed è così rilassato che fa sembrare la stesura del 730 una piacevole incombenza.
Così un paio di volte all’anno faccio volentieri  questi  40 chilometri e lo vado a trovare per rivivere un po’ del mio periodo umido, tra il Po’ e i pioppeti.

Chissà se la vecchia è ancora viva…
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