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martedì 18 novembre 2014

Il video della settimana - 47/2014 - Lucio Battisti

É sempre difficile trovare "la canzone" quando si parla di quelli che hanno fatto la storia della musica.
Infatti devo ancora condividere qualcosa dei Beatles o dei Pink Floyd.

Del caro Lucio Battisti avevo già parlato in occasione del 40° compleanno de "La canzone del sole", ma lì era tutto un discorso nostalgico.
Come qui del resto!

Come non avere nostalgia di Lucio Battisti?!? Ancora oggi, quando penso che non ci sarà mai più nessun album di cui aspettare l'uscita mi sento attraversata dallo sgomento e dalla tristezza.
Dopo tanti anni è ancora così.

Pur preferendo tutte le sue canzoni con i testi di Mogol faccio un'eccezione per l'album Don Giovanni, del 1986, che considero un capolavoro unico nel suo genere.

Qui Pasquale Panella è riuscito a creare metafore e giochi di parole che mi colpiscono e affascinano ancora oggi.
C'è ironia, c'è romanticismo, ci sono rime ardite e aggettivi inventati.

Ascoltavo queste canzoni sul lettore a cassette della mia Citroen 2CV, spesso versando lacrime che ben si accompagnavano al testo de "Il diluvio" che condivido oggi.

... e piove piove, siamo annaffiatoi, dopo di noi il diluvio....

Oggi per fortuna c'è il sole!













mercoledì 26 ottobre 2011

La canzone del sole

Ieri ho letto che la Canzone del Sole di Lucio Battisti compie 40 anni.
Nonostante lo sgomento iniziale, facendo un po' di conti e mettendo in ordine gli avvenimenti, è vero: è già passato tutto questo tempo.

Questo pezzo, molto più di altri, è intriso di ricordi per me e penso anche per tutta la mia generazione.

E' la canzone delle gite scolastiche, cantata negli scompartimenti dei treni che andavano a Firenze o a Roma, con i sedili allungati e tutti sdraiati insieme con gli eskimo e le Clarks attaccati alle Lacoste e ai Levis501.

E' la canzone dei falò sulle spiagge la sera. Tutti in cerchio, cosparsi di latte doposole, col cuore palpitante per qualcuno appena incontrato e che non si rivedrà mai più.

E' la canzone di quando la scuola era occupata e l'autogestione consisteva nel cantare tutti insieme La locomotiva, Compagno di scuola, In fila per tre e lei, anche se forse Battisti "è un fascista!", perchè era troppo bella e poi la sapevano tutti.

E' la canzone con tre accordi che tutti sanno suonare, tranne me, che tutti sbagliano la seconda strofa ma non importa che poi si parte con "o mare nero o mare ne" e si va avanti all'infinito.

E' la canzone delle serate nella taverna di qualcuno, a mangiare polenta e salsicce, bere vino scadente, tirare fuori una chitarra scordata e provare a suonare qualcosa, a ricordare la scuola, i primi amori e quindi lei, il sottofondo simbolo della nostra gioventù.

E' la canzone che ascoltavo quando ero incinta, credendo alla diceria che il feto è cosciente dei rumori esterni e impara e memorizza. Ho passato ore e mesi con tutta la discografia di Battisti in sottofondo, cantando e accarezzandomi la pancia.  Considerando i gusti musicali di mia figlia ho fallito miseramente, ma è stato comunque bellissimo.

E' la canzone che se stiamo viaggiando in auto, io e mio marito sospiriamo, e non c'è bisogno di dire niente.
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