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giovedì 19 dicembre 2013

I doveri delle festività




Io non sono entusiasta di tutta questa atmosfera natalizia. 
   
Si può dire o “fa brutto”?

Mi piace trascorrere 15 giorni con marito e figlia in ferie, ma è il corollario addobbi-pranzi-cene-doni che mi pesa sempre di più.

Mi stufo. 
Mi annoio. 
Non ho voglia. 

Una forzatura.

Bisogna decorare, bisogna inventarsi i menù, bisogna pensare a qualche regalo, bisogna stamparsi la faccia delle feste e ricordarsi di fare gli auguri a tutti quelli che si incontrano.

E’ tutto monotematico, alla tv, nei negozi, per strada e nei blog.
Tutti post uguali, tutte foto uguali, tutti discorsi uguali.

Avendo i soldi mi piacerebbe partire oggi e tornare il 6 gennaio. 

Esattamente come si legge nel romanzo Fuga dal Natale di John Grisham dove i protagonisti si erano organizzati proprio in questo modo, salvo poi restare invischiati nel solito meccanismo e far buon viso a cattivo gioco.

I Natali trascorsi sono troppi evidentemente, e mai rispondenti allo stereotipo classico.

Solo mia madre invitata, una delle persone più antipatiche che io abbia mai conosciuto.
Non si può dire? 
Io lo dico: mia madre è una rompicoglioni che dopo cinque minuti insieme vorresti spararti o spararle.
Fate voi. Sgradevole in ogni sua manifestazione, perfino quando ti fa un regalo.

Pensa te che bella tavolata di Natale che mi si prospetta.  Uguale così da sempre…

Gli altri parenti se ne guardano bene dall’invitarci perché gli toccherebbe anche lei e non vogliono rovinarsi l’appetito. 
Non posso biasimarli.

Ma tant’è. Oggi sto studiando i ricettari e meditando il da farsi. 

Superato il Natale in fondo la strada è tutta in discesa. 
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mercoledì 19 dicembre 2012

A che ora è la fine del mondo?



Siamo agli sgoccioli. Voglio dire: tra due giorni tutto dovrebbe finire.
 
Se ne parlava molto di più tempo fa. 
Adesso che la fine del mondo è alle porte siamo tutti troppo occupati con gli acquisti degli ultimi regali e la lista della spesa del pranzo di Natale.

Questo avvenimento non poteva capitare in un periodo peggiore…


Si sa che in questi giorni frenetici non si può prestare attenzione a tutto. 
E allora depenniamo lo scomodo pensiero del calendario dei Maya e concentriamoci sui problemi contingenti: “La vigilia ravioli al salmone o tagliolini zucchine e gamberi?”.

Però ogni tanto tra una corsa e l’altra mi ritrovo a pensare: “Se fosse tutto vero?”. 
Si è visto in tanti film. 

L’umanità pressoché ignara continua a vivere secondo le proprie abitudini, compra, litiga, si ama, costruisce, progetta… 
Solo il solito gruppo di militari ottusi, scienziati squattrinati e incompresi, astronomi schizzati ed informatici geniali è al corrente dell’imminente catastrofe.  
Chi di dovere ha già il suo rifugio antiatomico corredato di ogni comfort e gli altri? 

Ce lo dicono all’ultimo momento.  
Di solito in una conferenza stampa in mondovisione del presidente degli Stati Uniti che, occhi lucidi, conclude con un “God bless you” e chi s’è visto s’è visto.

D’altro canto penso sia più utile continuare come niente fosse, anche perché aspettare dopo il 21 per completare tutte le commissioni natalizie è un suicidio. E allora il risultato non cambia.

Io incrocio le dita e, scaramanticamente, ho organizzato per venerdì  una seratina speciale per me e mio marito in occasione del nostro anniversario di matrimonio.  

Ho anche pagato in anticipo…sarebbe proprio una fregatura se andasse a monte tutto!
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mercoledì 23 novembre 2011

Avvento = dieta impossibile


Stanno cominciando ad arrivare. 
A voce, via mail, per telefono.

Sono loro: gli inviti a trovarsi per "farsi gli auguri".

Non c'è fine settimana di dicembre che non sia già occupato da cene, pranzi, bicchierate e tagli di Pandoro con la cioccolata calda.

Ci sono le cene aziendali alle quali mio marito non può mancare per ovvi motivi.
C'è quella per tutti i famigliari con distribuzione di regali e borse di studio. Come evitarla?

Ci sono le cene di clienti e fornitori. Si va, altrimenti si offendono.
C'è il pranzo dell'associazione di appartenenza. Qui magari troviamo una scusa...

Ci sono i vecchi amici di Padova, ci sono quelli di Verona.
Tra capo e collo potrebbe pure entrarci una reunion di parenti.

La cena con alcuni vecchi compagni delle elementari di mia figlia, dato che è da quest'estate che rimandiamo, bisognerà andare.

Mettici dentro l'arrivo di Santa Lucia con il suo piatto di dolci e anche l'anniversario di matrimonio e arriviamo a Natale con almento 3 chili di troppo e il colesterolo impazzito.

Il giorno di Natale ovviamente non si parla di dieta e quindi tutto è rimandato al nuovo anno.

Sì, perchè il 28 partiamo per la Val di Non e lì ci sono i canederli che ci aspettano intrisi di burro fuso e grana.
Come rinunciare? 
Cercheremo di smaltire qualcosa sciando, ma si sa che al ritorno dalle piste lo strudel è in agguato...
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venerdì 10 dicembre 2010

Pubblicità ingannevole

Sin da piccola ho sempre pensato che c'era qualcosa che non andava, qualcosa di falso e di esagerato. Di cosa sto parlando? Ma degli spot natalizi naturalmente!

Eccole lì, in tutte le salse, le belle e numerose famiglie che si riuniscono in casa presumibilmente dei nonni, tutti sorridenti, eleganti, luccicanti.   I cuginetti non litigano, le cognate ammiccano, i generi bevono liquori gran riserva, tutto fila liscio... Non si sa chi ha cucinato per tutta questa gente, ne' chi sparecchierà e pulirà dopo.

Ogni cosa sa di ricchezza, dall'arredamento all'apparecchiatura, dagli abiti ai gioielli.
Ma la cosa più stridente è che tutti vanno d'accordo, sprizzano generosità e amore da tutti i pori.

Io ho 4 zii e 9 cugini e ho avuto nonni e perfino bisnonni fino all'età adulta: mai e poi mai ci siamo trovati a Natale a casa di uno o dell'altro...
Mia nonna materna era una maniaca della pulizia e dell'ordine (il nonno era succube) ti obbligava a mettere le pattine appena entrato in casa... era visibilmente sulle spine con più di due ospiti per volta.
Aveva uno di quei salotti dove se entri per sbaglio ti viene subito un brivido lungo la schiena. Lucidissimo marmo per terra, vasi in rame con rigide sansevierie, buffet e controbuffet in noce scurissimo, tavolo tondo con al centro zuppiera in ceramica su centrino, una colonnina a torciglione con un bronzetto antico in bilico. Nessuno ha mai pranzato in quella stanza...

Gli altri nonni invece se ne fregavano della pulizia ma erano avarissimi. Quindi avremmo dovuto portarci da mangiare e forse dare anche un contributo per luce e gas.

Quanto agli zii, uno era separato e quindi in disgrazia, da non doverlo nemmeno nominare.  L'altro andava sempre ai tropici durante le vacanze.  Mie zie materne dovevano sempre andare dai loro suoceri.
Quindi io mi ricordo di pranzi tristissimi a casa nostra, con i nonni materni. Mai quelli paterni perchè se avessero accettato l'invito avrebbero dovuto magari portare un regalo ...

Non ci vestivamo eleganti perchè tanto venivano solo i nonni e di conseguenza anche l'apparecchiatura era quella di tutti i giorni...

Adesso, a decenni di distanza, le cose non sono cambiate granchè.  Le motivazioni sono diverse ma il risultato è lo stesso.   Niente grandi riunioni di famiglia ma pranzetto sfizioso tra di noi.

Tutti quelli con cui parlo mi dicono che anche per loro più o meno è così: al massimo si trovano con i suoceri o con un fratello, ma mai con tutta la famiglia al completo.

Eppure a me resta sempre la voglia di uno di quei pranzi lì, di quelli dello spot dell'Asti Cinzano...oh happy day...oh happy daaayyyyyy....

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