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domenica 21 agosto 2011

I figli so' piezz'e core


Adesso vi racconto la storia di questo cosplay.

Innanzitutto per chi non sapesse cos’è:  si tratta di un travestimento al fine di assomigliare il più possibile ad un personaggio dei fumetti, dei cartoni, delle serie televisive o anche ad una persona reale del mondo dello spettacolo.

A sinistra, l’inquietante figuro chiamato Hitsugi (in italiano “bara”) chitarrista dei Nightmare, gruppo visual kei giapponese.  Da noi hanno raggiunto una discreta notorietà tra i fan del manga “Death Note”, in quanto autori delle sigle dell’anime che ne è stato tratto.
La foto che tiene in bocca copre un numero imprecisato di piercing che gli forano il labbro inferiore.

A destra potete ammirare mia figlia. 
Fan sfegatata dei Nightmare, con una passione malsana ed allo stesso tempo tenera per il tipo in questione.

Da mesi ci tediava con questa idea:  fare il cosplay di Hitsugi. 
Tutto perché aveva trovato un servizio fotografico che il gruppo aveva fatto con delle Polaroid da collezione.  
Dato che mio marito aveva tra le sua enorme raccolta di macchine fotografiche anche il modello della foto,  si è deciso di accontentarla.

Abbiamo cercato nei vari negozi di bigiotteria la spilla con le piume. I bracciali con le borchie. 
Trovato la parrucchiera che le colorasse delle ciocche di questo rosso improbabile.

Dal nostro guardaroba abbiamo pescato io la giacca nera e la camicia bianca, mio marito il guanto di pelle e la cravatta.

Sui piercing al sopracciglio e tra gli occhi siamo stati irremovibili. NO.

Così abbiamo trascorso un pomeriggio ad allestire lo studio fotografico in salotto: sfondo drappeggiato, faretti, trucco e capelli, provini vari.

Si è dovuto fare per prima l’autentica foto Polaroid da tenere tra le labbra e dopo la foto digitale finale.

Un lavorone.  Ore tra preparazione e prove.

Ma alla fine perfino mio marito era soddisfatto del risultato e poi si sa: i figli so piezz'e core!
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giovedì 29 luglio 2010

Commessi scazzati

Esiste un luogo dell'orrore in un vicolo del centro, con un nome che sembra una presa in giro: Funcity. In questo antro stanno incastrati milioni di manga e fumetti vari, statuine degli anime e gadget.

Ma il vero problema è lui: il commesso scazzato.

Questa specie di commesso in verità è diffusa ovunque. Si tratta di individui per i quali viene spontaneo chiedersi: "Glielo avrà ordinato il dottore di fare questo lavoro?".

Rispondono malamente al saluto (non sono mai i primi a salutare) e si immergono quasi subito nella lettura o nella videata del computer o peggio in una telefonata personale.

La domanda: "Posso aiutarvi?" è sconosciuta e rispondono a monosillabi se interpellati.

Quasi sempre quello che gli chiedi non c'è (non c'è la taglia, non c'è il colore, non c'è quel numero di quel manga...) e non c'è una volta che dimostrino un minimo di interesse a procurarti un'alternativa o almeno un minimo di rammarico per non averti potuto accontentare.

Ma non sono lì per VENDERE???? Se anche non sono i padroni del negozio, prenderanno una percentuale sul venduto o no ?????

Io depenno periodicamente i negozi dove operano questi tristi figuri, ma accade che certi prodotti li vendano solo in "quel" negozio e così parto già di malumore per l'inevitabile incontro con lui: IL COMMESSO SCAZZATO.

E sogno...sogno di essere il protagonista di un film mitico: Un giorno di ordinaria follia, e cominciare a far fuori uno per uno queste squallide nullità, indolenti e maleducate.
Fino alla prossima volta, quando di nuovo succube della mania filo giapponese di mia figlia, tornerò nell'antro maledetto a spendere soldi con un bel sorriso di circostanza.
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