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lunedì 29 giugno 2015

La foto della domenica - Giugno/4*2015 - Piazzola sul Brenta







L'ultima domenica del mese si svolge a Piazzola sul Brenta (PD) un enorme mercato dell'antiquariato.


Circa 800 banchi invadono il paese, le barchesse della magnifica Villa Contarini ed un ex Jutificio lì vicino.


Uno spettacolo!

Ce n'è per tutti i gusti e per tutte le tasche: arredamento antico, modernariato, oggettistica, numismatica, stoffe, macchine fotografiche (!), stampe, attrezzi vari, argenterie e bigiotterie.


C'era un bel caldo e così abbiamo saltato quasi a piè pari i banchi al sole, ma comunque il bottino è stato ricco: qualche macchina fotografica per mio marito, delle stampe antiche a tema ornitologico per mia figlia e un bronzetto per me.
Io lo trovo stupendo...


La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta.

lunedì 11 maggio 2015

La foto della domenica - Maggio/2*2015

Quale regalo migliore per mia figlia, che da grande (ops, ma è già grande..) vuole fare l'ornitologa che portarla in un'oasi naturalistica dove sono presenti tantissime specie di uccelli?


L'Oasi di Sant'Alessio, vicino Pavia, ci ha accolto sotto una nevicata di piumini di pioppo, gioia per tutti gli allergici presenti...

Scende bianca giù dal ciel....

A parte questo problema, che oltre ad essere "sanitario" rendeva tutto il paesaggio bianco e i vari laghetti simili a pozzanghere schiumose, abbiamo potuto ammirare un gran numero di volatili e non solo, anche rettili e coloratissime farfalle.


L'ingresso all'oasi avviene attraverso un bel castello medioevale, con un torrione centrale ed il suo bravo fossato intorno.

Molto suggestivo.

E' emozionante vedere i colibrì!

Però l'impressione è che il tutto avrebbe bisogno di parecchi lavori di manutenzione: il castello, le voliere, le staccionate.



La vegetazione sta prendendo il sopravvento e i vari stagni sono veramente torbidi.
Molte postazioni hanno vetri così sporchi che è impossibile capire cosa si dovrebbe vedere attraverso...

Mancheranno i fondi immagino. L'eterno problema italiano.

Mio "genero" con il suo super obiettivo...

Io e il mio nuovo amico volatile...

La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta

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lunedì 16 marzo 2015

La foto della domenica - Marzo/3* 2015 - Sirmione

Perchè ogni paesino sul Lago di Garda è un gioiello.
Non ci sono eccezioni.

Da Verona noi però di solito girovaghiamo per la riva orientale, più comoda, così piena di ricordi e punti di riferimento...

Sabato mattina invece, complice un impegno con alcuni amici fotografi, dovevamo andare verso Desenzano e, siccome eravamo in anticipo, ci siamo fermati a Sirmione.

Abbiamo stabilito che mio marito non ci andava da 50 anni ed io da più di 25!

L'ultima volta era una caldissima sera di luglio... avevo fatto il bagno in questa spiaggetta


e girato intorno al castello.




Questa volta invece abbiamo iniziato a passeggiare lungo la penisola dove sorge il centro e siamo arrivati fino alle Grotte di Catullo.

Ho scoperto che non si tratta di grotte, bensì di una enorme Domus Romana, crollata in gran parte, che i primi visitatori avevano battezzato così dato che era semi sepolta dai detriti e dai rovi.


É solo dall'inizio del 1800 che è stata avviata una campagna di scavi seria che ha portato alla luce un enorme villona a pianta rettangolare, 167x105 metri, appartenuta forse al poeta Valerio Catullo che soggiornò in queste zone e decantò Sirmione nei suoi scritti.




L'area è vasta e coperta di oliveti. La vista spettacolare.


Lungo i percorsi alcune tabelle mostrano come dovevano apparire i vari locali e si può visitare anche un museo dove sono esposti reperti trovati in questa zona, dal periodo delle palafitte fino a quello medioevale.



Insomma un'altra bella gita a pochi chilometri da casa.


La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta.


lunedì 2 marzo 2015

#unviaggiovintage 2 - Il mio primo viaggio all'estero

Ci ho preso gusto.
La bella iniziativa di Monica del blog Alla ricerca di Shambala ha scatenato il web e i post si susseguono incessanti, uno più bello e interessante dell'altro.

Io me li sto leggendo con piacere e nello stesso tempo con una punta di mestizia, dato che vengono considerati "vintage" anche viaggi che risalgono a nemmeno 10 anni fa...

Con il mio contributo odierno invece vi trasporto indietro di mezzo secolo.

Non avevamo ancora la roulotte, mio padre non faceva diapositive ma solo negativi in bianco e nero, che sviluppava e poi stampava nella sua camera oscura.
Ai tempi aveva una Rolleiflex che vorrei tanto non avesse venduto!

Aveva appena comperato una Fiat 1300 e una tendina avveniristica tipo igloo, gonfiabile.

I miei vaghissimi ricordi mi vedono dormire in mezzo a loro, che avevano una brandina ciascuno, mentre io stavo su un materassino telato blu.
Ricordo che allungavo in alto la manina per stringere quella di mia madre e mio padre, da friulano duro qual era, dopo un po' se ne usciva con un "basta con queste smancerie!".

Eccoci qui nel camping di Porec in Istria, allora facente parte della Jugoslavia.



Avevamo fatto amicizia con altri italiani, tra i quali una famiglia di Bolzano, con un bambino mio coetaneo. Sparivo spesso per giocare con lui e quando mia madre chiedeva agli altri se mi avevano visto, loro rispondevano che ero in giro col figlio del "dinamitardo".  (In quegli anni i tirolesi volevano affrancarsi dall'Italia e vennero fatti saltare molti tralicci e ci furono diversi morti).
Io ovviamente non capivo...

Le altre foto che ho recuperato sono state scattate al Limski Kanal o canale di Leme, lungo 11,5 chilometri, che ho visitato anche pochi anni fa e ho trovato sempre bellissimo.


Una chicca per i più giovani: nel 1958 qui era stato girato il film "I Vichinghi", con Kirk Douglas e Tony Curtis.
Il canale ricorda un Fiordo Norvegese e quindi vennero costruiti qui tutti i vari set.
Quello che vedete è il villaggio vichingo che è stato sfruttato dagli jugoslavi a scopi turistici fino a quando non è crollato, penso negli anni '70.




La cosa che ricordo bene della Ex Jugoslavia di allora erano le scarpe delle cameriere dei ristoranti, di tela con i lacci, ma aperte sulla punta e sul tallone.
Si pagava con i Dinari e si beveva la JugoCola.
La foto di Tito era ovunque.

Preistoria.
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domenica 8 febbraio 2015

#unviaggiovintage - 70 giorni/10.000 chilometri


-“Non posso esimermi”-

Così ho risposto alla simpatica Monica del blog Alla ricerca di Shambala quando ha lanciato l’idea di un post che raccontasse un vecchio viaggio con relative foto, rigorosamente analogiche.
Possibilimente qualcuna doveva anche ritrarci, in modo che fosse proprio evidente l'implacabile trascorrere del tempo, dico io!

Ho smesso di viaggiare, nel senso “serio” del termine, negli anni ’80, quindi molto prima dell'avvento del digitale.
Non c'era problema, se non quello di scegliere fra migliaia di diapositive.

In realtà ho subito deciso che cosa vi avrei raccontato o meglio cosa avrei tentato di raccontarvi dato che mi sono resa conto che dopo 40 anni la memoria è leggermente offuscata e molte foto che credevo di avere erano purtroppo solo nella mia mente e altre non mi dicono nulla e non so assolutamente dove sono state scattate.

Comunque in qualche posto tra Verona e Aleppo nell'estate del 1973...


PREMESSA

Noi dovevamo andare in Persia. 
Sì Persia, si diceva ancora così.
C’era lo Scià e non c’era alcuna guerra o tensione religiosa.

In Turchia c’eravamo già stati 3 anni prima ma eravamo rimasti nella parte occidentale.
Ci mancava di visitare la Cappadocia e da lì avremmo proseguito verso est.


SVOLGIMENTO

Prego notare la mappa “homemade”, bisnonna di Google Maps, dove avevo disegnato il percorso e dove compaiono nazioni ormai sparite da decenni.
Comunque grazie a questo cimelio sono riuscita a dare un nome a molte delle tappe che ricordavo solo vagamente.


La prima foto dovrebbe essere di fronte al parlamento di Belgrado.
Eccomi lì, con mia madre, sgraziata come solo una tredicenne può essere…


Segue foto scattata su qualche spiaggia vicino a Salonicco, dove mi sto togliendo la sabbia dai piedi.


Noi dentro ad una moschea o forse è Santa Sofia a Istanbul ma forse no. (Se riconoscete il posto vi prego di dirmelo)
P.S. Ho scoperto che è la chiesa ortodossa di San Marco a Belgrado...


Dopo Ankara, verso Kayseri, vicino ad un ponte romano sul fiume Kizilirmak.


In Cappadocia, nella valle di Goreme.




Io con la guida nella città sotterranea.


Verso il nulla e nel nulla, tra terra e sabbia, pecore, pastori e bambini cenciosi.

In basso dei bambini ci salutano. Gli regalerò alcuni Topolino

Si aspetta la corriera. Sullo sfondo un paese con case a cupola. Come si chiamerà?

Incontri abituali. A volte pecore a volte cicogne.

Mio padre ha chiesto il permesso per fotografare l'acconciatura tipica

Senza parole....

L’IMPREVISTO

All’altezza di un posto chiamato Tunceli la strada verso la Persia finiva.
Nel senso che i turchi la stavano rifacendo completamente.

Dopo un tentativo da parte di mio padre di percorrerla ugualmente (che aveva dato come risultato la rottura del pavimento della roulotte e di un ammortizzatore) si è deciso di tornare sui nostri passi e di proseguire poi verso sud per andare a visitare Palmira, in Siria.

Questa foto dovrebbe essere stata scattata vicino a Tarso. 


Ricordo vagamente battute sulla luce che doveva colpirci sulla strada di Damasco…

Aleppo, famosa per i suoi pini, ci è apparsa arida e torrida.



Io sono quella col cappello, di spalle

C’erano 46 gradi e per un paio di giorni siamo usciti solo dalle 7 alle 9 del mattino, passando il resto del tempo sotto i pochi alberi del campeggio, facendoci una doccia ogni mezz’ora per sopravvivere.

Ad un certo punto mio padre ha preceduto di molti anni Forrest Gump con la battuta: “sarei un po’ stanchino” e ha deciso di tornare indietro in Turchia, verso la costa meridionale.

Sempre di spalle....
Lì ricordo campeggi bellissimi, gestiti dalla BP, con cucine a disposizione degli ospiti e bagni immacolati.
Un mare meraviglioso e una brezza che ci ha rimesso in forze dopo le disavventure precedenti
(tipo quella raccontata nel post "Le disavventure dei miei viaggi").

 
Spiagge deserte nonostante fossimo a fine luglio.
Il castello di Korikos, di fronte a Silifke.





IL RITORNO

C’è un vuoto di memoria e di foto fino alla Bulgaria. 

Probabilmente mio padre non ha voluto fare doppioni dato che tutta la zona di Efeso, Smirne, Troia, Pamukkale, così come Istanbul era già stata ampiamente fotografata tre anni prima.

Si è deciso di cambiare strada e puntare verso Vienna, passando dalla Bulgaria e dall'Ungheria.
Qui sotto il Monastero di Rila.


Sosta a Budapest.



Visita prolungata a Vienna, da dove eravamo scappati l’anno prima a causa della pioggia incessante.


'Sti calzettoni, non si possono vedere!



CONSIDERAZIONI FINALI

I miei ricordi di quell’estate sono quelli di una ragazzina. 
Cosa mi aveva colpito durante quei 70 giorni?
  • Un cane randagio incontrato nel campeggio di Kayseri.
    Gli davamo una porzione di pastasciutta e quando ci vedeva arrivare la sera ci correva incontro velocissimo tanto da meritarsi il soprannome di Fiasconaro (antico atleta italiano…).
  • Delle specie di piccole donnole, che in turco si chiamano “ghelenghe” (scrivo come si pronuncia) che correvano veloci tra i camini delle fate e le chiese rupestri in Cappadocia.
  • I Lokum, dolcetti ad alto peso specifico, profumati di rosa, di mandorle o di agrumi.
  • I bambini che toccavano i nostri vestiti e scappavano via ridendo.
  • Gli uomini che chiedevano a mio padre di aprire il cofano della sua Fiat 124 Special perché era appena uscita anche in Turchia, dalla fabbrica di Bursa.  Alcuni si buttavano anche a terra per vedere sotto la macchina.
  • Le donne che ci offrivano il te bollente su vassoi tenuti da catenelle e volevano vedere dentro la roulotte e poi ci invitavano nelle loro casette, e tutti ci guardavamo sorridendo parlando a gesti.
  • Tutte le bibite e i gelati che mi sono stati proibiti per paura della dissenteria.
  • La super dissenteria che ha colpito mia madre….
  • Le tre ore al confine tra Ungheria e Austria, sotto tiro di una sentinella col mitra, mentre funzionari doganali passavano lo specchio sotto auto e roulotte e ispezionavano ogni cosa. Moduli e moduli da compilare spiegando ai miei cosa scrivere (mio padre sapeva un po’ di francese e l’unica che capiva l’inglese ero io).
  • Appena entrati in Austria il sollievo di essere tornati alla civiltà e alla libertà (Bulgaria e Ungheria ai tempi erano drammatici da attraversare…).
  • Gli uccellini e gli scoiattoli del parco di Schoenbrunn che mangiavano dalle mie mani.