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lunedì 29 giugno 2015
La foto della domenica - Giugno/4*2015 - Piazzola sul Brenta
L'ultima domenica del mese si svolge a Piazzola sul Brenta (PD) un enorme mercato dell'antiquariato.
Circa 800 banchi invadono il paese, le barchesse della magnifica Villa Contarini ed un ex Jutificio lì vicino.
Uno spettacolo!
Ce n'è per tutti i gusti e per tutte le tasche: arredamento antico, modernariato, oggettistica, numismatica, stoffe, macchine fotografiche (!), stampe, attrezzi vari, argenterie e bigiotterie.
C'era un bel caldo e così abbiamo saltato quasi a piè pari i banchi al sole, ma comunque il bottino è stato ricco: qualche macchina fotografica per mio marito, delle stampe antiche a tema ornitologico per mia figlia e un bronzetto per me.
Io lo trovo stupendo...
La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta.
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lunedì 31 marzo 2014
La foto della domenica - 30/03/2014 - Mercatino della fabbrica
A casa nostra non c'è domenica senza mercatino dell'antiquariato, o quasi.
Domenica scorsa anche se non ho pubblicato foto ero comunque andata al Valpolicella Vintage, focalizzato sugli anni 50 e 60, mentre ieri siamo "scesi" nelle basse veronesi, fino a Cerea.
Qui ogni ultima domenica del mese si svolge un bel mercatino con più di 200 espositori.
La location è molto suggestiva, visto che è l'ex fabbrica di perfosfati, completamente ristrutturata ed adibita a sede per le più diverse manifestazioni.
Mattoni, travi a vista, grandi finestre.
Le merci esposte vanno dal modernariato all'antiquariato, passando per artigianato, collezionismo e curiosità varie.
Begli oggetti...ma nessuna vecchia Polaroid! Peccato.
La foto della domenica è un'idea di Bim Bum Beta
Domenica scorsa anche se non ho pubblicato foto ero comunque andata al Valpolicella Vintage, focalizzato sugli anni 50 e 60, mentre ieri siamo "scesi" nelle basse veronesi, fino a Cerea.
Qui ogni ultima domenica del mese si svolge un bel mercatino con più di 200 espositori.
La location è molto suggestiva, visto che è l'ex fabbrica di perfosfati, completamente ristrutturata ed adibita a sede per le più diverse manifestazioni.
Mattoni, travi a vista, grandi finestre.
Le merci esposte vanno dal modernariato all'antiquariato, passando per artigianato, collezionismo e curiosità varie.
Begli oggetti...ma nessuna vecchia Polaroid! Peccato.
La foto della domenica è un'idea di Bim Bum Beta
venerdì 14 marzo 2014
Un'anticaglia in carne ed ossa
Come avrete intuito io e il marito siamo assidui
frequentatori di mercatini dell’antiquariato o vintage o anche modernariato, o
anche solo mercatini.
Lo troviamo un passatempo divertente.
Ci si illude di fare grossi affari, si trovano pezzi per
completare le mille collezioni presenti nella nostra “casa-museo”, si passeggia
chiacchierando amabilmente dei tempi andati.
Ultimamente però qualcosa mina la mia bonaria tolleranza di
fronte alle merci esposte.
Sempre più spesso mi imbatto in oggetti che ho usato io in
prima persona.
Non si può più dire: “ah, questo era in casa di mia nonna!” “quello
ce l’aveva la zia nel salotto buono!”.
Questo e quello fanno parte dei miei ricordi recenti.
Recenti. Ecco il punto: un par di ciufoli recenti, visto che sono passati trent’anni almeno.
Allora guarda cosa ho ipoteticamente comprato ad una
esposizione vintage dove sono stata domenica scorsa:
un computer simile al primo che ho usato.
Di quelli con lo
schermo monocromatico, lettere verdi o bianche su fondo nero.
Di quelli dove passavi le ore a mandare un punto luminoso di
qua e di la con una barretta e ti divertivi pure.
Ho trovato anche la telescrivente che usavamo per mandare i
telex in Kuwait o in Nigeria.
Tutto era scritto in
maiuscolo su di un lungo nastro di carta bucherellata e poi lo si faceva
passare per questo marchingegno e ticchettando appariva il testo sul foglio in
striscia continua.
Si perdevano le ore sia a scrivere che ad aspettare le
risposte.
Ecco uno dei telefoni che ho avuto sulla scrivania: enorme con i bottoni per
trasferire la linea al capo e tenere in attesa le altre.
Ma c’erano anche le calcolatrici col nastro di carta, i
primi fax, le macchinette Dymo che scrivevano in rilievo le targhette….
Mancavo solo io, seduta su qualche sediolina girevole non
ergonomica, con un bel tailleur simil Armani ed i capelli gonfi sulla testa.
![]() |
| Io in ufficio negli anni '80 |
Usata, ma ben tenuta e perfettamente funzionante. Più o meno…
.
.
.
domenica 23 febbraio 2014
Radio Cubo Brionvega - La foto della domenica - 23/02/2014
Oggi abbiamo festeggiato gli 80 anni di mia madre in un bel ristorante a Valeggio sul Mincio.
La scelta è caduta su questo paese a pochi chilometri da casa nostra per un paio di ottimi motivi: i famosi tortellini ed il mercatino mensile dell'antiquariato.
Così, dopo un pranzo pantagruelico, abbiamo sgranchito le gambe per le vie del centro.
E lei era lì.
La mia radio.
La radio che ci ha accompagnato in tutti i nostri viaggi con la roulotte in giro per il mondo.
Esattamente uguale: color beige.
La radio Brionvega modello TS 502 detta Cubo.
Disegnata da Zanuso e Sapper, lanciata nel 1964 e diventata negli anni un'icona del design italiano.
E' una radio a transistor portatile. Pesa come un piccolo macigno.
Una volta estratta l'antenna la si faceva girare in cerca di un suono familiare, di una musica che ricordasse "casa".
E qui bisogna tornare indietro nel tempo.
A quando non c'era nemmeno il Walkman, a quando se eri in Turchia o in Marocco da settimane, non avevi alcuna notizia dall'Italia.
Era una festa trovare un Corriere della Sera, stampato su carta velina, vecchio di 5 o 6 giorni.
Ma la Brionvega, soprattutto verso sera, riusciva a beccare qualche canale italiano.
E stavamo lì, seduti intorno al tavolo abbassabile della roulotte, giocando a scala quaranta con il sottofondo delle canzoni di Celentano o dei Camaleonti.
Capitava di ascoltare anche romanzi a puntate. Cose che adesso è difficile perfino immaginare.
Poi si andava a dormire e io me la mettevo vicino all'orecchio, a volume bassissimo, e ascoltavo Supersonic e Pop off, programmi di musica ggggiovane che i miei non apprezzavano molto.
Più di una volta mi sono svegliata nel cuore della notte perchè ci avevo sbattuto addosso la testa.
Poi mio padre deve aver pensato che era sorpassata, che non si potevano ascoltare le musicassette (altro cimelio del passato) e l'ha sostituita con una schifezza plasticosa, che però ai tempi sembrava il top.
La Brionvega buttata o regalata. Chissà.
Ma oggi mio marito l'ha trovata, funzionante e a prezzo ragionevole.
Finora infatti avevamo sempre rinunciato a ricomprarla perchè, tornata di moda, è abbastanza cara.
Adesso, ripulita e fornita di nuove pile, è a mia disposizione.
Chissà se stanotte, ruotando lentamente l'antenna, sentirò ancora la voce di Carlo Massarini che annuncia "Pop off: Un'ora di sana e solida musica rock!".
La foto della domenica è un'idea di Bim Bum Beta
#radio #cubobrionvega #CarloMassarini #Popoff
La scelta è caduta su questo paese a pochi chilometri da casa nostra per un paio di ottimi motivi: i famosi tortellini ed il mercatino mensile dell'antiquariato.
Così, dopo un pranzo pantagruelico, abbiamo sgranchito le gambe per le vie del centro.
E lei era lì.
La mia radio.
La radio che ci ha accompagnato in tutti i nostri viaggi con la roulotte in giro per il mondo.
Esattamente uguale: color beige.
La radio Brionvega modello TS 502 detta Cubo.
Disegnata da Zanuso e Sapper, lanciata nel 1964 e diventata negli anni un'icona del design italiano.
E' una radio a transistor portatile. Pesa come un piccolo macigno.
Una volta estratta l'antenna la si faceva girare in cerca di un suono familiare, di una musica che ricordasse "casa".
E qui bisogna tornare indietro nel tempo.
A quando non c'era nemmeno il Walkman, a quando se eri in Turchia o in Marocco da settimane, non avevi alcuna notizia dall'Italia.
Era una festa trovare un Corriere della Sera, stampato su carta velina, vecchio di 5 o 6 giorni.
Ma la Brionvega, soprattutto verso sera, riusciva a beccare qualche canale italiano.
E stavamo lì, seduti intorno al tavolo abbassabile della roulotte, giocando a scala quaranta con il sottofondo delle canzoni di Celentano o dei Camaleonti.
Capitava di ascoltare anche romanzi a puntate. Cose che adesso è difficile perfino immaginare.
Poi si andava a dormire e io me la mettevo vicino all'orecchio, a volume bassissimo, e ascoltavo Supersonic e Pop off, programmi di musica ggggiovane che i miei non apprezzavano molto.
Più di una volta mi sono svegliata nel cuore della notte perchè ci avevo sbattuto addosso la testa.
Poi mio padre deve aver pensato che era sorpassata, che non si potevano ascoltare le musicassette (altro cimelio del passato) e l'ha sostituita con una schifezza plasticosa, che però ai tempi sembrava il top.
La Brionvega buttata o regalata. Chissà.
Ma oggi mio marito l'ha trovata, funzionante e a prezzo ragionevole.
Finora infatti avevamo sempre rinunciato a ricomprarla perchè, tornata di moda, è abbastanza cara.
Adesso, ripulita e fornita di nuove pile, è a mia disposizione.
Chissà se stanotte, ruotando lentamente l'antenna, sentirò ancora la voce di Carlo Massarini che annuncia "Pop off: Un'ora di sana e solida musica rock!".
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#radio #cubobrionvega #CarloMassarini #Popoff
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lunedì 6 gennaio 2014
Museo Nicolis - La foto della domenica - 05/01/2014
Eccomi qui ormai in cronico ritardo...
La scorsa settimana abbiamo fatto proprio il pieno di visite a mostre e musei.
Ieri la degna conclusione: il Museo Nicolis a pochissimi chilometri da casa, a Villafranca di Verona.
Un edificio modernissimo che colpisce subito per la presenza di ben tre aerei sul tetto.
Quando la passione per il collezionismo è foraggiata dalla possibilità economica si ottiene questa meraviglia.
Una raccolta di automobili dagli albori ad oggi, di motociclette, biciclette, macchine da scrivere, fotografiche, organetti e strumenti musicali, giocattoli, juke box e ancora abiti e cappelli, pompe di benzina, pezzi di ricambio vari e altro che dimentico sicuramente.
Se avete mariti o figli appassionati di auto e moto questo è il paradiso.
Ma ci sono motivi di interesse per tutti e vale decisamente la pena spendere un paio d'ore in questo bel posto, dove tutto è curato in ogni dettaglio e dove è proprio facile sognare.
La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta
La scorsa settimana abbiamo fatto proprio il pieno di visite a mostre e musei.
Ieri la degna conclusione: il Museo Nicolis a pochissimi chilometri da casa, a Villafranca di Verona.
Un edificio modernissimo che colpisce subito per la presenza di ben tre aerei sul tetto.
Quando la passione per il collezionismo è foraggiata dalla possibilità economica si ottiene questa meraviglia.
Una raccolta di automobili dagli albori ad oggi, di motociclette, biciclette, macchine da scrivere, fotografiche, organetti e strumenti musicali, giocattoli, juke box e ancora abiti e cappelli, pompe di benzina, pezzi di ricambio vari e altro che dimentico sicuramente.
Se avete mariti o figli appassionati di auto e moto questo è il paradiso.
Ma ci sono motivi di interesse per tutti e vale decisamente la pena spendere un paio d'ore in questo bel posto, dove tutto è curato in ogni dettaglio e dove è proprio facile sognare.
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domenica 8 dicembre 2013
La foto della domenica - Strani effetti del collezionismo...
Usciamo dagli schemi, dall’Avvento, dai problemi di
allestimento Albero&Presepio.
Tagliamo quest’aria che profuma troppo di mandorlato e pandoro.
Tagliamo quest’aria che profuma troppo di mandorlato e pandoro.
Come qualche mio affezionato lettore saprà, io sono sposata
con un collezionista compulsivo delle più disparate cose, da qualche anno
soprattutto macchine fotografiche analogiche e Polaroid.
Oltre a collezionarle le ripara molto bene e, una volta che
tornano a funzionare, le usa.
In questo mondo digitalizzato decidere di fotografare alla
vecchia maniera significa doversi procurare le pellicole che ormai sono rare
quasi quanto le macchine sulle quali vanno caricate.
Ma c’è il mitico EBay e poi tutta una serie di forum, siti e
congreghe di pazzi scatenati che si sostengono in queste malsane passioni e si
scambiano informazioni succulente su anziani rivenditori e vecchi negozi di materiale fotografico, su fondi
di magazzino e, peggio mi sento, è anche nato il progetto Impossible Project (ne ho
parlato qui) oltre alla Fuji che sta
puntando su un mercato di nicchia producendo rullini e alcuni tipi di pellicole
istantanee.
Tutto questo per arrivare alla spinosa questione della sistemazione di questa merce preziosa (e
quando dico preziosa non è un eufemismo…):
le pellicole devono stare al fresco per conservarsi.
Così è iniziata la lenta invasione.
Prima un angolino e poi due e poi intere parti del mio
meraviglioso frigorifero Smeg sono state
invase da scatolette di pellicole accatastate che un po’ alla volta mi hanno
costretta a lasciare la verdura sul balcone e a fare la spesa quasi ogni giorno dato che non avrei saputo dove mettere le scorte.
Così è stato comprato un piccolo frigorifero solo per le
pellicole, ma nel giro di un anno eravamo punto e a capo con una nuova lenta
occupazione del mio da parte di rarissime pellicole che non potevano
assolutamente rovinarsi.
E siccome accade
sempre che i collezionisti desiderino infantilmente possedere i “giochi” l’uno
dell’altro, una volta visto uno scintillante frigo della Coca Cola nel negozio
Impossible di Maranello, mio marito ha deciso che doveva averne uno uguale.
Detto, fatto.
Ebay anche questa volta non ha deluso le aspettative ed ecco
che lunedì scorso io, mia figlia e un camionista cingalese abbiamo
faticosamente scaricato dal camion l’elettrodomestico incriminato, non senza
imprecazioni bilingue e maledizioni verso il nostro destino sfortunato…
Unto e bisunto, leggermente ammaccato ma perfettamente
funzionante, dopo una sommaria pulita l’ho lasciato alle cure amorevoli di mio marito arrivato a casa
venerdì pomeriggio, trepidante come un neo papà.
Va detto che martedì mattina via Skype glielo avevo mostrato
girandoci intorno col portatile…
Bello è bello.
Tutto illuminato, le colorate confezioni di pellicole all’interno,
la possibilità finalmente di attaccare i magneti che sul frigo in acciaio
inox della cucina cadevano miseramente.
Mi sono riappropriata dei miei spazi di stivaggio e ammiro
affettati e formaggi finalmente liberi
di stendersi sui ripiani.
domenica 22 settembre 2013
Antico banco ottico - La foto della domenica - 22/09/2013
Questo fine settimana il mio personale Italian Picker ha colpito ancora.
Sabato mattina siamo andati alla Basilica di San Zeno perchè volevo fotografare le famose formelle del portale bronzeo per il progetto "Doortodoor" di Instagram.
Quindi è stata colpa mia. O merito mio, a seconda dei punti di vista.
Infatti sulla piazza antistante la Basilica era in corso il mercatino mensile dell'antiquariato del quale ci eravamo completamente dimenticati.
"Ma si" dice mio marito "sono quattro banchi. Facciamo un giretto tanto per dare un'occhiata..."
Ed eccola lì, il mostro in bella vista:
Tedesca, datata 1900, completa di obiettivo originale e di due telai portalastra, in ottimo stato.
Mio marito faticava a trattenere l'entusiasmo, ma ha recitato la parte dell'acquirente sprovveduto da pokerista consumato.
Dopo una breve trattativa in cui è riuscito praticamente a convincere il venditore che gli faceva un favore dato che gli risparmiava la fatica di riportare a casa tutto il catafalco, la macchina/banco ottico è stata nostra.
Per fortuna che il tutto si può chiudere e diventa una bella valigetta di legno e ottone con la sua brava maniglia.
Abbiamo aspettato di mettere il nostro acquisto al sicuro nel bagagliaio dell'auto prima di esultare e darci il cinque.
Mio marito era così esaltato che una volta che nostra figlia ci ha raggiunto in centro, ci ha offerto aperitivo e pranzo fuori.
Adesso questa meraviglia è in camera nostra e lui la guarda con amore.
Quasi quasi sono un po' gelosa!
La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta
Sabato mattina siamo andati alla Basilica di San Zeno perchè volevo fotografare le famose formelle del portale bronzeo per il progetto "Doortodoor" di Instagram.
Quindi è stata colpa mia. O merito mio, a seconda dei punti di vista.
Infatti sulla piazza antistante la Basilica era in corso il mercatino mensile dell'antiquariato del quale ci eravamo completamente dimenticati.
"Ma si" dice mio marito "sono quattro banchi. Facciamo un giretto tanto per dare un'occhiata..."
Ed eccola lì, il mostro in bella vista:
Tedesca, datata 1900, completa di obiettivo originale e di due telai portalastra, in ottimo stato.
Mio marito faticava a trattenere l'entusiasmo, ma ha recitato la parte dell'acquirente sprovveduto da pokerista consumato.
Dopo una breve trattativa in cui è riuscito praticamente a convincere il venditore che gli faceva un favore dato che gli risparmiava la fatica di riportare a casa tutto il catafalco, la macchina/banco ottico è stata nostra.
Per fortuna che il tutto si può chiudere e diventa una bella valigetta di legno e ottone con la sua brava maniglia.
Abbiamo aspettato di mettere il nostro acquisto al sicuro nel bagagliaio dell'auto prima di esultare e darci il cinque.
Mio marito era così esaltato che una volta che nostra figlia ci ha raggiunto in centro, ci ha offerto aperitivo e pranzo fuori.
Adesso questa meraviglia è in camera nostra e lui la guarda con amore.
Quasi quasi sono un po' gelosa!
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domenica 10 marzo 2013
La foto della domenica - 10/03/2013
Questo fine settimana è stato dedicato a ben 3 manifestazioni.
Venerdì pomeriggio io e mia figlia siamo andate a visitare l'edizione primaverile di Abilmente a Vicenza.
Solito caos di donne impazzite e di trolley assassini ma anche solita abbondanza di idee meravigliose e di manualità e creatività ai massimi livelli.
Bellissimi lavori patchwork, cake design vero e "crocchettato" e mille stand per soddisfare desideri e bisogni di chi ama il craft & diy, il cucito in tutte le sue forme, la creazione di bigiotteria, la decorazione...
Sabato mattina è stata la volta del Mercante in Fiera di Parma.
Erano anni che volevo tornarci ed ogni volta c'era qualche altro impegno che ci impediva di andare.
Mobili ed oggetti di antiquariato e modernariato stipavano tre padiglioni interi.
Non tutto era di buon gusto, ma sicuramente tutto è stato interessante da vedere e da commentare.
In qualcuno dei miei incubi tornerà lo sgabello ricavato da una zampa di elefante, ma rimpiangerò di non essere stata milionaria ripensando ai vasi Gallè e Lalique, alle radio Catalin, agli antichi secretaire pieni di cassettini nascosti, alle ceramiche Lenci...
Questa mattina ultima spedizione della serie "mostre e mercati" al Valpolicella Vive Vintage di Sant'Ambrogio.
Qui, in forma molto più ridotta, c'erano esposti oggetti di modernariato tipo Mercante in Fiera, ma l'attenzione era posta più sull'abbigliamento e sugli accessori vintage.
Uno spazio a parte era dedicato alle Vespe ed alle automobili d'epoca.
Una cosa simpatica era la possibilità di farsi pettinare e truccare in stile anni '50/'60 e noleggiare i vestiti adatti per una foto d'altri tempi...
Molti ragazzi erano attratti da questa cosa ma a me sembra ieri che mia madre e le mie zie avevano questo look.
Nel mio caso ci sarebbero volute le crinoline per convincermi ad un travestimento!
La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta.
Venerdì pomeriggio io e mia figlia siamo andate a visitare l'edizione primaverile di Abilmente a Vicenza.
Solito caos di donne impazzite e di trolley assassini ma anche solita abbondanza di idee meravigliose e di manualità e creatività ai massimi livelli.
Bellissimi lavori patchwork, cake design vero e "crocchettato" e mille stand per soddisfare desideri e bisogni di chi ama il craft & diy, il cucito in tutte le sue forme, la creazione di bigiotteria, la decorazione...
Sabato mattina è stata la volta del Mercante in Fiera di Parma.
Erano anni che volevo tornarci ed ogni volta c'era qualche altro impegno che ci impediva di andare.
Mobili ed oggetti di antiquariato e modernariato stipavano tre padiglioni interi.
Non tutto era di buon gusto, ma sicuramente tutto è stato interessante da vedere e da commentare.
In qualcuno dei miei incubi tornerà lo sgabello ricavato da una zampa di elefante, ma rimpiangerò di non essere stata milionaria ripensando ai vasi Gallè e Lalique, alle radio Catalin, agli antichi secretaire pieni di cassettini nascosti, alle ceramiche Lenci...
Questa mattina ultima spedizione della serie "mostre e mercati" al Valpolicella Vive Vintage di Sant'Ambrogio.
Qui, in forma molto più ridotta, c'erano esposti oggetti di modernariato tipo Mercante in Fiera, ma l'attenzione era posta più sull'abbigliamento e sugli accessori vintage.
Uno spazio a parte era dedicato alle Vespe ed alle automobili d'epoca.
Una cosa simpatica era la possibilità di farsi pettinare e truccare in stile anni '50/'60 e noleggiare i vestiti adatti per una foto d'altri tempi...
Molti ragazzi erano attratti da questa cosa ma a me sembra ieri che mia madre e le mie zie avevano questo look.
Nel mio caso ci sarebbero volute le crinoline per convincermi ad un travestimento!
La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta.
lunedì 8 ottobre 2012
Una domenica diversa
Ieri niente “Foto della domenica”.
Sono stata impegnata fino a tardi e così per una settimana ho saltato il
consueto appuntamento.
Ma alcune foto sono state ugualmente scattate e servono a documentare una
domenica “artistico-commerciale” in quel di Milano.
Infatti per tutto il giorno siamo stati impegnati a vendere e divulgare “il
verbo” Polaroid presso la Galleria ARTRA, dove era in corso il Festival della
Fotografia Istantanea ISO600.
Abbiamo allestito il nostro banchetto con decine e decine di macchine
fotografiche Polaroid, dalle più vecchie degli anni ’40 fino alle ultime uscite
negli anni 2000.
Ed anche flash,
custodie, accessori rari e rivestimenti fantasiosi.
E’ stato faticoso ma esaltante allo stesso tempo.
Mio marito non si è mai seduto, coinvolto in
mille spiegazioni e descrizioni delle varie tipologie di macchine, in consigli
e trucchi per non sbagliare dove non esiste ne’ Photoshop ne’ anteprima di
stampa.
Lo guardavo mentre teneva banco, parlando di ciò che ama a gente che
pendeva dalle sue labbra.
Non capita tutti i giorni.
Avere una passione e poterne parlare senza stancare chi ti ascolta ed anzi
essere incalzato a parlarne di più e, cosa ancora più stupefacente, da persone
molto più giovani di te.
Sono così frequenti ormai le occasioni in cui noi che abbiamo superato gli “anta”
ci sentiamo ormai tagliati fuori, inutili e obsoleti come qualche vecchio
elettrodomestico da rottamare.
Siamo imbranati con gli smartphone, non capiamo le abbreviazioni, il 3D ci
stanca gli occhi… i giovani sbuffano e ci guardano spesso con compatimento.
Invece ieri no.
Ieri il contrasto
tra mio marito, capello corto brizzolato, con i suoi bravi pantaloni con la
piega e la camicia botton down grigia ed i suoi interlocutori era quanto di più
tremendo e divertente io potessi immaginare.
Dreadlocks, piercing, tatuaggi.
Caftani, anfibi e borchie, gonnelloni e
look etnici.
Persone che in un altro
contesto non si sarebbero mai incontrate ne’ tantomeno parlate, ieri
conversavano ed era tutto uno scambiarsi idee ed indirizzi mail per futuri
bisogni.
Persone che usano parole come “equosolidale” e “vegan”, coppie gay
abbracciate, qualche cinquantenne con pelata ma residui capelli raccolti in
coda di cavallo: tutto un mondo avulso dai nostri abituali contesti.
Ci siamo resi conto di essere antichi e provinciali.
Ogni tanto un tuffo in
qualche realtà metropolitana ci vuole.
Tra un paio di mesi probabilmente replicheremo a Bologna.
Lì c’è il DAMS… saranno scintille!
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