Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post
lunedì 29 giugno 2015
La foto della domenica - Giugno/4*2015 - Piazzola sul Brenta
L'ultima domenica del mese si svolge a Piazzola sul Brenta (PD) un enorme mercato dell'antiquariato.
Circa 800 banchi invadono il paese, le barchesse della magnifica Villa Contarini ed un ex Jutificio lì vicino.
Uno spettacolo!
Ce n'è per tutti i gusti e per tutte le tasche: arredamento antico, modernariato, oggettistica, numismatica, stoffe, macchine fotografiche (!), stampe, attrezzi vari, argenterie e bigiotterie.
C'era un bel caldo e così abbiamo saltato quasi a piè pari i banchi al sole, ma comunque il bottino è stato ricco: qualche macchina fotografica per mio marito, delle stampe antiche a tema ornitologico per mia figlia e un bronzetto per me.
Io lo trovo stupendo...
La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta.
Etichette:
arte,
collezionismo,
LaFotoDellaDomenica,
turismo
lunedì 8 giugno 2015
La foto della domenica - Giugno/1*2015 - Isola del Garda
Una domenica "sudata" ma piena di bellezza quella di ieri.
Vi ho raccontato spesso del Lago di Garda, meta comoda e sempre piacevole per noi che abitiamo a Verona, ma nonostante anni e anni di gite ieri ho visitato un posto che non conoscevo, bellissimo e pieno di storia: l'Isola del Garda, nella zona bresciana, comune di San Felice del Benaco. (Informazioni dettagliate qui)
Motivo scatenante è stato l'invito all'inaugurazione della mostra fotografica "Confettura dal Lago di Garda" di Pierluigi Cottarelli che qui esporrà fino al 18 ottobre 2015.
L'isola è lunga poco più di un chilometro e larga nel punto più ampio 160 metri.
É coperta di vegetazione lussureggiante, frutto di secoli di passione per il giardinaggio dei vari proprietari che si sono succeduti, i quali hanno portato terra fertile tra gli scogli, costruito mura di sostegno e creato i giardini all'inglese e all'italiana che oggi possiamo ammirare.
La villa in stile neogotico veneziano sorge sui resti di un antico monastero dove pregò anche San Francesco e perfino Dante ha soggiornato in questo luogo citandolo nella sua Divina Commedia.
Gli attuali proprietari, i sette fratelli Borghese Cavazza, aprono la propria dimora da Aprile a Ottobre.
Si arriva da diversi porti del lago, con un tragitto che va dai 15 ai 30 minuti a seconda del punto di partenza.
Si tengono concerti e si possono organizzare eventi, matrimoni e quant'altro.
Piccole costruzioni adibite a varie attività circondano la villa principale, ponticelli, sentieri, balconate...
Alberi e fiori meravigliosi, agavi e limoni: insomma tutto il necessario per diventare verdi d'invidia di chi può abitare qui sempre.
Alcune stanze si possono visitare, quella della musica e dei giochi, quella dei ricordi di viaggio, una camera da letto e la terrazza col bel soffitto affrescato.
La vista da ogni finestra è spettacolare.
Ma come dicevo il motivo di questa bella escursione era anche e soprattutto quello di ammirare le opere di Pierluigi Cottarelli che sono frutto di un progetto di arte concettuale che unisce fotografia e scultura per rappresentare il Lago di Garda.
Partendo dall'idea che il lago appartiene a tre province, distinte ma unite dall'acqua, Pierluigi ha creato una struttura in acciaio dove le punte da un lato si uniscono e dall'altro puntano in direzioni differenti.
Ha portato questa scultura in 24 diversi alberghi del Lago, l'ha fotografata in bianco e nero con pellicola Polaroid 665 ponendola sempre su un tavolino all'ora della colazione.
Ha poi scansionato le foto, le ha stampate in formato 4x5in. mettendo ognuna in un barattolo di vetro con tanto di coperchio con etichetta e nastrino.
Una confettura, appunto, che contiene i vari elementi che creano la bellezza del Lago di Garda.
La foto 25 è stata invece scattata sull'Isola del Garda dalla terrazza, a rappresentare proprio il centro di tutta l'opera e un punto immaginario di partenza o di arrivo per conoscere tutto il lago.
I vasetti sono esposti nelle stanze di un'antica casa contadina, dove un video ci fa conoscere meglio il pensiero dell'artista.
Ingrandimenti delle foto sono esposti vicino alle grotte, in un'altra location particolare.
Ancora una volta la vecchia Polaroid si presta a progetti d'arte speciali.
Le foto sono scarne, essenziali, non manipolate.
Basta un tavolino su una terrazza e sullo sfondo il lago per far venire voglia di andare a far colazione in uno di questi luoghi.
Le foto trasmettono calma e bellezza.
Bravo a Pierluigi e grazie per avermi fatto conoscere un'altra perla del Lago di Garda!
.
.
La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta
Vi ho raccontato spesso del Lago di Garda, meta comoda e sempre piacevole per noi che abitiamo a Verona, ma nonostante anni e anni di gite ieri ho visitato un posto che non conoscevo, bellissimo e pieno di storia: l'Isola del Garda, nella zona bresciana, comune di San Felice del Benaco. (Informazioni dettagliate qui)
Motivo scatenante è stato l'invito all'inaugurazione della mostra fotografica "Confettura dal Lago di Garda" di Pierluigi Cottarelli che qui esporrà fino al 18 ottobre 2015.
L'isola è lunga poco più di un chilometro e larga nel punto più ampio 160 metri.
É coperta di vegetazione lussureggiante, frutto di secoli di passione per il giardinaggio dei vari proprietari che si sono succeduti, i quali hanno portato terra fertile tra gli scogli, costruito mura di sostegno e creato i giardini all'inglese e all'italiana che oggi possiamo ammirare.
La villa in stile neogotico veneziano sorge sui resti di un antico monastero dove pregò anche San Francesco e perfino Dante ha soggiornato in questo luogo citandolo nella sua Divina Commedia.
Gli attuali proprietari, i sette fratelli Borghese Cavazza, aprono la propria dimora da Aprile a Ottobre.
Si arriva da diversi porti del lago, con un tragitto che va dai 15 ai 30 minuti a seconda del punto di partenza.
Si tengono concerti e si possono organizzare eventi, matrimoni e quant'altro.
Piccole costruzioni adibite a varie attività circondano la villa principale, ponticelli, sentieri, balconate...
Alberi e fiori meravigliosi, agavi e limoni: insomma tutto il necessario per diventare verdi d'invidia di chi può abitare qui sempre.
Alcune stanze si possono visitare, quella della musica e dei giochi, quella dei ricordi di viaggio, una camera da letto e la terrazza col bel soffitto affrescato.
La vista da ogni finestra è spettacolare.
Ma come dicevo il motivo di questa bella escursione era anche e soprattutto quello di ammirare le opere di Pierluigi Cottarelli che sono frutto di un progetto di arte concettuale che unisce fotografia e scultura per rappresentare il Lago di Garda.
Partendo dall'idea che il lago appartiene a tre province, distinte ma unite dall'acqua, Pierluigi ha creato una struttura in acciaio dove le punte da un lato si uniscono e dall'altro puntano in direzioni differenti.
Ha portato questa scultura in 24 diversi alberghi del Lago, l'ha fotografata in bianco e nero con pellicola Polaroid 665 ponendola sempre su un tavolino all'ora della colazione.
Ha poi scansionato le foto, le ha stampate in formato 4x5in. mettendo ognuna in un barattolo di vetro con tanto di coperchio con etichetta e nastrino.
Una confettura, appunto, che contiene i vari elementi che creano la bellezza del Lago di Garda.
La foto 25 è stata invece scattata sull'Isola del Garda dalla terrazza, a rappresentare proprio il centro di tutta l'opera e un punto immaginario di partenza o di arrivo per conoscere tutto il lago.
I vasetti sono esposti nelle stanze di un'antica casa contadina, dove un video ci fa conoscere meglio il pensiero dell'artista.
Ingrandimenti delle foto sono esposti vicino alle grotte, in un'altra location particolare.
Ancora una volta la vecchia Polaroid si presta a progetti d'arte speciali.
Le foto sono scarne, essenziali, non manipolate.
Basta un tavolino su una terrazza e sullo sfondo il lago per far venire voglia di andare a far colazione in uno di questi luoghi.
Le foto trasmettono calma e bellezza.
Bravo a Pierluigi e grazie per avermi fatto conoscere un'altra perla del Lago di Garda!
.
.
La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta
lunedì 1 dicembre 2014
La foto della domenica - 5/11 - Polaroiders in festa
Sabato pomeriggio trasferta a Maranello per il "Polaroiders Collection 2014 Party".

Nell'Impossible Store di Alan Marcheselli era esposta una foto per ogni Polaroiders tra tutte quelle prodotte recentemente.
Una selezione fantastica, dominata dalla presenza di un opera del grande Nubuyoshi Araki e per me ugualmente importante (insomma sono la mia famiglia) da una della coppia Massimo e Silvia Pedrina...

Alan è sempre un perfetto padrone di casa e ha fatto in modo che ci sentissimo liberi di fare i fotografi seri ma anche faceti, invitando una modella professionista, molto dolce, carina e disponibile nonostante il nome (Miele Rancido) ma permettendoci anche di giocare sul set e improvvisarci modelli a nostra volta.
Ognuno con la sua Polaroid, tutte diverse e particolari, i fotografi si sono sbizzarriti e sul sito Polaroiders i risultati non hanno tardato ad arrivare.
Qualcosina ho scattato anch'io, ma ho preferito godermi lo spettacolo e cercare di imparare dai fotografi "veri".
La foto della domenica è un'idea di Bim Bum Beta
Etichette:
arte,
artisti,
fotografia,
LaFotoDellaDomenica,
Polaroid
lunedì 15 settembre 2014
Mostri dopo la mostra
Il Padova Vintage Festival è finito ieri sera ed io mi sto trascinando per casa tipo zombie, tra occhiaie e piedi a cotechino, con la testa ancora piena di tutte le belle cose vissute in questi tre giorni – quasi quattro – di trasferta.
Una grande fatica, un bagno di folla inusuale per noi, orsi di natura.
Saltati tutti i nostri riti, orari, abitudini.
Non abbiamo mai parlato tanto, sorriso tanto, conosciuto tante persone tutte in una volta.
Mia figlia, la più orsa di tutti, dopo essere stata fotografata, intervistata, trascinata a destra e sinistra come una pop star con tanto di richiesta di selfie e autografi, ieri sera ha avuto il crollo della tensione con senso di vomito e pianto incontrollato.
Per fortuna che è andata bene, le ho detto.
Pensa se ti avessero stroncato o peggio ignorato…
Per chi non lo conoscesse il Padova Vintage Festival – quest’anno alla quinta edizione – è la più grande kermesse italiana del settore.
Inserita nella favolosa location del Centro Culturale San Gaetano, un palazzo del 1600 completamente ristrutturato con soluzioni avveniristiche di vetro e acciaio, mostra ogni anno tutti i più diversi aspetti del vintage, dall’abbigliamento all’oggettistica, dalle attività dimenticate ai movimenti culturali passati, libri, musica, balli, con un occhio di riguardo a quelle attività che pur partendo dal passato sono rivedute e corrette in chiave moderna.
L’esempio perfetto era dato dalla nostra presenza: l’uso di un mezzo obsoleto come una macchina fotografica istantanea, ormai fuori produzione, per ottenere qualcosa di estremamente innovativo e moderno.
Siamo stati letteralmente presi d’assalto dalla gente.
I più maturi ricordavano perfettamente di avere avuto tra le mani una Polaroid ed i più giovani l’avevano magari vista in qualche film o video.
Ma quasi tutti non sapevano che oggi sono disponibili di nuovo le pellicole per poterle usare e che con queste pellicole si possono creare vere opere d’arte.
Noi esponevamo assieme ad altri due artisti: Marco Ragana ed Alan Marcheselli.
Tre modi diversi e spettacolari di usare le nuove pellicole di Impossible Project, dal più classico alla manipolazione estrema.
I tre workshop dedicati alle tecniche della fotografia istantanea hanno registrato sempre il tutto esaurito e l’ultimo ha visto partecipare anche Silvia che ha mostrato in diretta come partendo da una foto si possa ottenere una base sulla quale dipingere con penne e acquerelli.
Davanti alle sue opere c’era un grande stupore.
Molti pensavano che si trattasse di decalcomanie o peggio di elaborazioni al computer.
Invece ha passato tutta l’estate a perderci gli occhi, curva come una vecchietta, dipingendo con i pennelli più sottili e pregiati per non omettere il più piccolo dettaglio dei suoi “Neornithes”.
Da oggi, impegni scolastici permettendo, inizierà a caricare le immagini sulle sue pagine di DeviantART e su Society6, dove chiunque ami i suoi lavori potrà vederli ed eventualmente comprarli, dalla più classica riproduzione su cartoncino ai cuscini, borse, cover per cellulari ecc.
Comunque, a parte il nostro successo personale, tutto il Festival è stato un trionfo.
Padova era invasa da una folla che sembrava uscita dal un film di Pupi Avati: gonne a ruota, cappellini, gilet e baffi a manubrio, bretelle, papillon e mezzi guanti.
I visitatori si sono comportati come se ci fosse un dress code ed è stato uno spettacolo solo il vederli passeggiare.
Le ragazze sembravano tutte più carine, così femminili e aggraziate ed i ragazzi erano troppo divertenti, con tube o bombette e scarpe bicolori.
Anch’io ho voluto strafare, portando i tacchi per tre giorni di fila.
Oggi mi sto muovendo tipo bradipo.
Un bradipo molto felice e orgoglioso però!
| Io tra le installazioni di "From sex to punk" |
.
Etichette:
#PadovaVintage,
arte,
artisti,
figli,
impossible project,
mostre,
Polaroid
giovedì 4 settembre 2014
Non è bello ciò che è bello ...
Il quotidiano online di Repubblica tra ieri e oggi mi fornisce lo spunto per parlare ancora una volta di fotografia.
La prima segnalazione è quella della pubblicazione di un libro da parte di una casa editrice olandese dal titolo "In almost every picture 13".
Costa 25 euro e racchiude una raccolta di scatti dai primi del 900 ad oggi dove è presente il più classico degli errori fotografici: il dito del fotografo nell'inquadratura.
La seconda segnalazione riguarda il progetto chiamato "Nude portraits" di un fotografo dell'Utah che si presenta a chi vuole farsi ritrarre da lui completamente nudo per fissare con la fotocamera la reazione del soggetto.
Allora, uno e uno due: ce n'era proprio bisogno?
Repubblica doveva proprio dar risalto a tanta pochezza?
Non ci sono abbastanza foto e progetti fotografici scadenti in giro?
Ieri la reazione alle foto "col dito" è stata immediata.
Un gruppo di fotografi di mia conoscenza ha subito creato il gruppo su Facebook #FingerPics - io ci metto il dito (sulla foto) , con chiaro intento ironico e una leggera vena polemica.
Oggi la notizia del fotografo nudo salito agli onori della cronaca è stata come la ciliegina sulla torta.
É veramente sconsolante per i veri appassionati di fotografia e soprattutto per i fotografi "bravi" vedere tutta questa merda in giro.
Scusate il francesismo, ma non c'è descrizione migliore.
Non si salvano neppure quelli che erano degli ottimi fotografi.
Anzi, alcuni cavalcano quest'onda della foto "diversa" e dimenticano bellamente tutte le regole di esposizione, inquadratura, contrasto e messa a fuoco.
É di qualche mese fa la notizia di una serie di scatti del famoso Chuck Close ad attori del cinema ritratti al loro peggio, con espressioni vacue, obbiettivo troppo vicino che distorce tutto il viso, luce sbagliata.
E tutti a sperticarsi in complimenti, ma che bellezza, ma che intensità, ma che maestro!
Nessuno che ha il coraggio di dire la verità: hai sprecato delle favolose pellicole Polaroid 20x24 per fare dei ritratti di merda.
Se io fossi Scarlet Johansson (magari!) gli avrei sputato in un occhio!
Si è perso il gusto del bello, e non solo nella fotografia.
Ok a non essere troppo figurativi, realistici, leccati e banali, ma un minimo di tecnica, almeno tecnica di base dico, ci vorrebbe ancora.
No, sono io che sbaglio, sicuramente, ma non posso stare sempre zitta.
Ho trascorso troppe ore in camera oscura, ho visitato troppe mostre di veri maestri, ho letto troppo di foto per accettare supinamente ogni cazzata modaiola.
Dai, adesso mi sento già un po' meglio!
.
.
.
martedì 26 agosto 2014
Una famiglia in mostra
Come accennato nel post precedente, vi racconto in modo più dettagliato il progetto artistico che ha impegnato per tutta l’estate mia figlia Silvia e, in parte, anche mio marito Massimo.
Si sa della passione per la fotografia istantanea di mio marito, con la sua collezione di macchine Polaroid dagli albori alle ultime prodotte, della quale ho spesso scritto sul blog.
E-bay e mercatini della zona vengono passati al setaccio in cerca del pezzo mancante.
Vecchi rottami vengono riparati perfettamente e sono usati spesso e volentieri durante le nostre passeggiate e viaggetti vari.
Questo suo hobby ci ha portato a conoscere diversi altri appassionati e a frequentare fiere e mostre del settore.
Alan Marcheselli è un Polaroider tra i più conosciuti e quotati e ha avuto la brillante idea di suggerire a mia figlia, della quale conosceva la passione per il disegno e per l'ornitologia, di provare a "contaminare" le istantanee di suo padre dipingendoci sopra: qualora il risultato fosse stato buono se ne poteva fare una mostra presso il suo negozio-atelier di Maranello.
![]() |
| Dettagli... |
Così un giorno Silvia, guardando una foto scattata alla vasca dell’Arsenale di Verona, ha pensato di disegnarvi sopra alcuni fenicotteri.
Prima però ha eseguito un “lift off”, che altro non è che un procedimento che stacca la parte impressionata dalla base cartacea.
Lo scollamento avviene immergendo in acqua la foto e poi con grande attenzione si trasporta la parte gelatinosa sulla base prescelta (nel caso di mia figlia, cartoncino per acquerelli).
Una volta che si è “ridistesa” la foto (magari lasciando alcune pieghe e qualche strappo ad hoc), si lascia asciugare e poi vi si può disegnare sopra.
Il risultato è stato così soddisfacente che tutti insieme abbiamo pensato ad una serie di opere nello stesso stile e cioè: angoli di Verona e uccelli esotici.
![]() |
| Dove sono appollaiati questi gufi? |
Quindi siamo andati in spedizione per la città, con Silvia che indicava cosa fotografare dato che già immaginava il tipo di volatile e in quale posa l'avrebbe disegnato.
Una volta ottenuti diversi scatti “papabili” (cosa non così scontata con le foto Polaroid…) aggiunti ad alcuni che avevamo già, è iniziata la parte più lunga e faticosa, tutta a carico di Silvia.
Settimane china sul tavolino della sua camera, musica in sottofondo e libri naturalistici aperti tutto intorno. Sullo schermo del computer primi piani di casuari, are, colibrì, a seconda del momento.
L’occasione per esporre al Vintage Festival di Padova ce l’ha fornita proprio Alan Marcheselli, al quale è stato dato l’incarico di organizzare una mostra e alcuni workshop dedicati alla fotografia istantanea.
Insomma saremo lì, al Circolo Culturale San Gaetano – ex Tribunale – di Padova il 12-13-14 settembre.
Silvia inoltre collaborerà con Alan al Workshop di domenica 14, dedicato alle manipolazioni delle istantanee.
Io vi aspetto, tanto mica sono artista: posso dedicarmi alle pubbliche relazioni e vivere di luce riflessa.
Tutte le informazioni sul Vintage Festival 2014 qui
mercoledì 25 giugno 2014
Il giorno perfetto a Verona
Prendo il coraggio a piene mani e
con questo post partecipo al concorso "La battaglia delle nazioni" indetto da HRS tra i blogger europei sulla città più meritevole
di essere visitata in un fine settimana.
Di fronte avrete il Liston, il largo marciapiede della piazza, con i suoi bar e ristoranti, dove poter mangiare e bere sotto i grandi tendoni
e ammirare il nostro grande anfiteatro romano: l’Arena.
In Arena durante la bella stagione si svolgono il Festival Lirico e molti concerti di artisti famosi.
In inverno invece, all’interno dei suoi arcovoli, si tiene la Rassegna Internazionale dei Presepi indicata dall’enorme stella bianca metallica.
In questa piazza si trovano anche Palazzo Barbieri che ospita il Municipio e il palazzo della Gran Guardia, sede di mostre artistiche.
Ogni sua traversa meriterebbe una deviazione, tenetelo presente per future visite…
Io vi segnalo solo, verso la fine, di girare a destra in Vicolo Scudo di Francia e localizzare la Bottega del Vino, un locale storico molto bello dove mangiare, ma anche solo bere un aperitivo, per ammirarne gli interni.
Alla fine di via Mazzini avrete alla vostra sinistra Piazza delle Erbe e alla vostra destra Via Cappello, dove si trova la Casa di Giulietta.
Entrate nel suo cortile e sospirate sotto al balcone.

Tornando indietro verso Piazza delle Erbe sarà come essere in mezzo ad un concentrato della storia di Verona: qui era l’antico foro romano, qui palazzi e torri scaligere, palazzetti veneziani e strette case del ghetto ebraico.
La berlina, la fontana di Madonna Verona, la colonna col Leone di San Marco, il caffè Filippini …
Sia con i banchi coperti da grandi ombrelloni che vuota (la domenica), la piazza è magnifica.
Passateci sotto e arriverete in Piazza dei Signori, nel cuore medioevale della città.

Entrate nei cortili laterali sulla destra, il primo, del Mercato Vecchio, consente di accedere alla Torre dei Lamberti, da dove ammirare tutta la città dall’alto.
Il secondo cortile è quello del Tribunale e attraverso i due grandi fori vetrati potete vedere i sottostanti scavi scaligeri
(Qui è possibile inoltre visitare le mostre presso il Centro Internazionale di Fotografia che sono allestite proprio tra gli scavi).
Tornando in Piazza dei Signori potete proseguire verso le Arche Scaligere, i monumenti funerari degli antichi signori di Verona.
L’unico modo per vedere una parte dell’interno è mangiare all’Antica Osteria del Duca, poco più avanti.
Nella saletta superiore una finestra vi consentirà di sbirciare il vecchio cortile dei Montecchi.
Da via Arche Scaligere girate a sinistra e dopo pochi metri troverete alla vostra destra Piazzetta Pescheria
e a sinistra via Sottoriva.
Due luoghi molto pittoreschi.
Magari proseguite per qualche metro fino al Lungadige Donatelli che è pedonale e vi consente di rientrare in Via Sottoriva dalla metà.
Dal Ponte Pietra la visuale a sinistra spazia dalla Chiesa di San Giorgio a quella di Santo Stefano.
Ma quanto stanchi siete?!? Io continuo, tanto sono seduta davanti al computer …
Ripassate il Ponte Pietra e girate subito a destra verso Piazza Broilo.
Siamo nel quartiere del Duomo.
Vi direi di fare una piccola deviazione di pochi metri a destra verso Corte Sgarzarie (ne ho parlato qui)
Poi ancora diritti fino ad attraversare la Porta e ancora diritti per Corso Cavour.
Potete attraversare il ponte levatoio ed entrare nel bel cortile.
Il castello ospita all’interno un museo di arte medioevale, rinascimentale e moderna.
La struttura è stata restaurata dal famoso architetto Carlo Scarpa.
Dal cortile si esce direttamente sul ponte scaligero.
Se avete ancora voglia di qualcosa di sfizioso vi consiglio una sosta all’antica Gelateria Savoia.
Comunque non ho dubbi che vorrete tornare perché, come ha ben rappresentato mia figlia in questi due acquerelli, Verona è una città che ti resta dentro!
La mappa del percorso
Tutte le foto sono state scattate da me o da mio marito, Massimo Pedrina.
Gli acquerelli sono realizzati da nostra figlia Silvia
.
.
Ho la fortuna di essere nata a
Verona e quindi perché no?!?
Una premessa è necessaria: una giornata non basta per visitare bene Verona.
![]() |
| Panorama dal Santuario sulle Torricelle |
Una premessa è necessaria: una giornata non basta per visitare bene Verona.
Questo comunque è un “problema”
comune a tutte le città piene di arte, di storia e di eventi come la mia.
Così io vi farò fare un giro orientativo, durante il quale eventualmente prendere appunti per un
successivo approfondimento, magari già il giorno successivo (se le gambe vi
reggono!).
L’ingresso più spettacolare nella
mia città lo avrete se uscirete dall’autostrada a Verona Sud.
Da lì si arriva in centro per un
lungo vialone che punta diritto verso Piazza Brà.
Se per caso fosse una limpida e
fredda giornata invernale la vista dal cavalcavia di Viale Piave vi regalerà la
prima emozione: città, colline e monti Lessini innevati sullo sfondo.
Vi consiglio di lasciare l’auto nel bel parcheggio coperto di Piazza Cittadella, a pochi metri dai Portoni della Brà (numerosi cartelli vi indirizzeranno facilmente).
![]() |
| I Portoni della Brà |
Vi consiglio di lasciare l’auto nel bel parcheggio coperto di Piazza Cittadella, a pochi metri dai Portoni della Brà (numerosi cartelli vi indirizzeranno facilmente).
Incamminatevi verso Piazza Brà e leggete la targa alla vostra
sinistra… Shakespeare vi dà il benvenuto.
![]() | |
| There is no world without Verona walls.... |
Di fronte avrete il Liston, il largo marciapiede della piazza, con i suoi bar e ristoranti, dove poter mangiare e bere sotto i grandi tendoni
![]() |
| Le auto che corrono la storica Millemiglia passano davanti al Liston |
e ammirare il nostro grande anfiteatro romano: l’Arena.
In Arena durante la bella stagione si svolgono il Festival Lirico e molti concerti di artisti famosi.
In inverno invece, all’interno dei suoi arcovoli, si tiene la Rassegna Internazionale dei Presepi indicata dall’enorme stella bianca metallica.
In questa piazza si trovano anche Palazzo Barbieri che ospita il Municipio e il palazzo della Gran Guardia, sede di mostre artistiche.
In piazza Brà si possono
noleggiare le biciclette.
C’è anche la fermata del trenino turistico, così come la possibilità di fare un giro in carrozzella.
C’è anche la fermata del trenino turistico, così come la possibilità di fare un giro in carrozzella.
Percorso tutto il Liston si imbocca Via Mazzini, una via pedonale piena di bei
negozi.
![]() | |
| Via Mazzini sulla sinistra e l'Ala dell'Arena a destra |
Ogni sua traversa meriterebbe una deviazione, tenetelo presente per future visite…
Io vi segnalo solo, verso la fine, di girare a destra in Vicolo Scudo di Francia e localizzare la Bottega del Vino, un locale storico molto bello dove mangiare, ma anche solo bere un aperitivo, per ammirarne gli interni.
Alla fine di via Mazzini avrete alla vostra sinistra Piazza delle Erbe e alla vostra destra Via Cappello, dove si trova la Casa di Giulietta.
| |
| Qui si possono celebrare anche i matrimoni civili |
Entrate nel suo cortile e sospirate sotto al balcone.
Un’altra targa con una frase di Shakespeare sottolineerà l’avvenimento.
In fondo a via
Cappello sulla sinistra c’è la Pasticceria Cordioli, ottima per un caffè e uno "zaletto" tiepido.
Proseguendo sorpasserete alla vostra sinistra la Biblioteca Civica e poi arriverete in Via Leoni dove oltre all’omonima porta sono presenti alcuni interessanti scavi.
Proseguendo sorpasserete alla vostra sinistra la Biblioteca Civica e poi arriverete in Via Leoni dove oltre all’omonima porta sono presenti alcuni interessanti scavi.

Tornando indietro verso Piazza delle Erbe sarà come essere in mezzo ad un concentrato della storia di Verona: qui era l’antico foro romano, qui palazzi e torri scaligere, palazzetti veneziani e strette case del ghetto ebraico.
![]() |
| Io alla fontana di Madonna Verona |
La berlina, la fontana di Madonna Verona, la colonna col Leone di San Marco, il caffè Filippini …
Sia con i banchi coperti da grandi ombrelloni che vuota (la domenica), la piazza è magnifica.
Passateci sotto e arriverete in Piazza dei Signori, nel cuore medioevale della città.
| |
| Piazza dei Signori, detta anche Piazza Dante |

Entrate nei cortili laterali sulla destra, il primo, del Mercato Vecchio, consente di accedere alla Torre dei Lamberti, da dove ammirare tutta la città dall’alto.
Qui si trova anche la Scala della
Ragione che porta all’omonimo palazzo sede della Galleria d'Arte Moderna
Achille Forti.
Il secondo cortile è quello del Tribunale e attraverso i due grandi fori vetrati potete vedere i sottostanti scavi scaligeri
(Qui è possibile inoltre visitare le mostre presso il Centro Internazionale di Fotografia che sono allestite proprio tra gli scavi).
Tornando in Piazza dei Signori potete proseguire verso le Arche Scaligere, i monumenti funerari degli antichi signori di Verona.
L’unico modo per vedere una parte dell’interno è mangiare all’Antica Osteria del Duca, poco più avanti.
Nella saletta superiore una finestra vi consentirà di sbirciare il vecchio cortile dei Montecchi.
Mangerete, se vorrete, un tipico
piatto veronese: la Pastissada de Caval.
Ma per chi non osa, il menù offre
valide alternative.
Da via Arche Scaligere girate a sinistra e dopo pochi metri troverete alla vostra destra Piazzetta Pescheria
e a sinistra via Sottoriva.
Due luoghi molto pittoreschi.
![]() |
| L'Adige, il Teatro Romano e Castel San Pietro visti dal Lungadige Donatelli |
Magari proseguite per qualche metro fino al Lungadige Donatelli che è pedonale e vi consente di rientrare in Via Sottoriva dalla metà.
Tanto per non perdervi
nulla!
Tra vecchie osterie, enoteche,
negozi di antiquariato alla fine vi troverete dietro alla Chiesa di Santa
Anastasia (se ce la fate visitatela…) e potrete proseguire verso il Ponte
Pietra per l’omonima via.
A destra il bar “Terrazza al Ponte”. Vale la pena entrare e bere qualcosa nella deliziosa terrazzetta sul fiume. Da qui la vista del ponte e del Castel San Pietro è notevole.
![]() |
| Un simpatico incontro al bar Terrazza al Ponte |
A destra il bar “Terrazza al Ponte”. Vale la pena entrare e bere qualcosa nella deliziosa terrazzetta sul fiume. Da qui la vista del ponte e del Castel San Pietro è notevole.
![]() |
| Panorama dalla scalinata di Castel S.Pietro |
Dal Ponte Pietra la visuale a sinistra spazia dalla Chiesa di San Giorgio a quella di Santo Stefano.
Ognuna delle due meriterebbe una
visita.
Di fronte trovate la scalinata che sale al Castel San Pietro (molto romantica…) e a destra, un po’ nascosto, il Teatro Romano.
Di fronte trovate la scalinata che sale al Castel San Pietro (molto romantica…) e a destra, un po’ nascosto, il Teatro Romano.
Qui è ospitata l’Estate Teatrale
Veronese con spettacoli Shakespeariani e Goldoniani, ma anche balletti e concerti di
artisti vari, come pure la rassegna Verona Jazz .
Il teatro si può visitare e al suo interno si trova anche il Museo Archeologico.
Il teatro si può visitare e al suo interno si trova anche il Museo Archeologico.
Oltre alla qualità delle opere
esposte é molto bella la struttura che lo ospita e la vista sulla città che si
gode dalle sue finestre.
Ma quanto stanchi siete?!? Io continuo, tanto sono seduta davanti al computer …
Ripassate il Ponte Pietra e girate subito a destra verso Piazza Broilo.
Siamo nel quartiere del Duomo.
Proseguite per Piazza Vescovado e
arrivate in Piazza Duomo.
Oltre alla nostra Cattedrale
potrete visitare anche l'Antica Biblioteca Capitolare.
Vi consiglio una sosta al Bar Caffetteria al Duomo: un delizioso giardino interno accoglierà le vostre stanche membra.
| |
| Piazza Broilo, Piazza vescovado, Biblioteca Capitolare e Duomo |
Vi consiglio una sosta al Bar Caffetteria al Duomo: un delizioso giardino interno accoglierà le vostre stanche membra.
Così ritemprati potrete proseguire
in fondo a sinistra verso Via Garibaldi e via Rosa arrivando così in Corso
Santa Anastasia, la via degli antiquari, che vi riporterà in Piazza delle Erbe.
Dalla piazza proseguite diritti
per Corso Portoni Borsari.
![]() |
| Corte Sgarzarie |
Vi direi di fare una piccola deviazione di pochi metri a destra verso Corte Sgarzarie (ne ho parlato qui)
Poi ancora diritti fino ad attraversare la Porta e ancora diritti per Corso Cavour.
Castelvecchio vi attende alla
fine, sulla destra, dopo l’Arco dei Gavi.
Potete attraversare il ponte levatoio ed entrare nel bel cortile.
Il castello ospita all’interno un museo di arte medioevale, rinascimentale e moderna.
La struttura è stata restaurata dal famoso architetto Carlo Scarpa.
Dal cortile si esce direttamente sul ponte scaligero.
Attraversatelo come fanno tutti i
bambini di Verona: salendo sui camminamenti e spiando dalle feritoie!
Arriverete ai giardini dell'Arsenale e potrete ammirare in lontananza, alla destra del ponte, la Basilica di San Zeno, il patrono di Verona.
Arriverete ai giardini dell'Arsenale e potrete ammirare in lontananza, alla destra del ponte, la Basilica di San Zeno, il patrono di Verona.
![]() | ||||
| Vasca dell'Arsenale e a sinistra in lontananza San Zeno |
Prendete nota per una visita successiva, dato che il suo portale di
formelle bronzee è un capolavoro unico.
Ripassate il ponte e, se fosse l’ora di cena, vi consiglio di mangiare alla Cantina del 15, esattamente di fronte al Circolo Ufficiali.
Ripassate il ponte e, se fosse l’ora di cena, vi consiglio di mangiare alla Cantina del 15, esattamente di fronte al Circolo Ufficiali.
Fatevi dare un tavolo nella
piccola terrazza sul greto dell’Adigetto, un antico canale che partiva dal
fossato del castello e seguiva le mura fino a gettarsi nel fiume all’altezza
dell’attuale ponte Aleardi.
Un’oasi verde e silenziosa che non
ti aspetti…
Usciti dal ristorante girate a destra verso via Roma (la riconoscete dal monumento a Cavour all’inizio) che percorrerete fino in fondo.
![]() |
| Castelvecchio visto da Via Roma (dietro gli alberi a destra si intravvede l'Arco dei Gavi) |
Usciti dal ristorante girate a destra verso via Roma (la riconoscete dal monumento a Cavour all’inizio) che percorrerete fino in fondo.
Se avete ancora voglia di qualcosa di sfizioso vi consiglio una sosta all’antica Gelateria Savoia.
I suoi gelati da passeggio sono
una gioia per il palato.
Ora siete di nuovo in Piazza Brà e potete trascinarvi alla vostra auto ripassando il Portoni della Brà e girando a sinistra in vicolo Ghiaia verso Piazza Cittadella.
Ora siete di nuovo in Piazza Brà e potete trascinarvi alla vostra auto ripassando il Portoni della Brà e girando a sinistra in vicolo Ghiaia verso Piazza Cittadella.
Sareste abbastanza vicini alla Tomba di Giulietta, ma segnatevela per la prossima volta: è in Via Pallone 35 e
il biglietto di ingresso comprende anche la visita al Museo degli Affreschi.
Di fronte si trova pure il Museo
della Radio, ospitato nell’Istituto Galileo Ferraris.
Mancano alcune cose, molte chiese e musei per esempio.
Mancano alcune cose, molte chiese e musei per esempio.
Qualche piazza,
qualche palazzo, ma dopo un giro così avrete una idea abbastanza completa della
mia città.
La prossima volta ricordatevi di alzare lo sguardo, di sbirciare nei portoni, di avventurarvi per i vicoli, di leggere le molte targhe di marmo sui muri...sarà come una caccia al tesoro, dove il tesoro non è uno solo, ma decine e decine per tutti quelli che sapranno scoprirli!
La prossima volta ricordatevi di alzare lo sguardo, di sbirciare nei portoni, di avventurarvi per i vicoli, di leggere le molte targhe di marmo sui muri...sarà come una caccia al tesoro, dove il tesoro non è uno solo, ma decine e decine per tutti quelli che sapranno scoprirli!
Comunque non ho dubbi che vorrete tornare perché, come ha ben rappresentato mia figlia in questi due acquerelli, Verona è una città che ti resta dentro!
![]() | |
| Una figura in bianco e nero inizia la sua passeggiata dal Liston e alla fine assorbe tutti i colori e le bellezze della città |
La mappa del percorso
Tutte le foto sono state scattate da me o da mio marito, Massimo Pedrina.
Gli acquerelli sono realizzati da nostra figlia Silvia
.
.
Iscriviti a:
Post (Atom)











































