giovedì 28 luglio 2011

Sogni, scelte e rimpianti

Oggi ho letto questa frase: "Noi siamo la generazione che non sceglie: dai 20 ai 45 pensiamo a cosa faremo da grandi, dai 45 in poi pensiamo a quello che avremmo potuto diventare…".
Penso sia drammaticamente vero.

Io sono nella fase del rimpianto e del "se quella volta...", però almeno alcune scelte, anche importanti, le ho fatte.

Il dubbio che viene ad una certà età è se le scelte fatte sono state quelle migliori.
Ma chi può dirlo?
Bisognerebbe poter vivere molte vite e poi tirare le somme per saperlo.

Sul cosa avrei fatto da grande ho simpatici ricordi.
Alle medie pensavo che avrei potuto fare la giornalista.
Questo perchè l'insegnante di italiano mi aveva detto che era una possibilità, visto e considerato il mio carattere e il mio modo di scrivere.
Già in prima superiore avevo cambiato idea, avendo cambiato anche insegnante.

Sono figlia, nipote e pronipote di "colletti bianchi" e per i miei genitori era chiaro che avrei fatto l'impiegata e tanto mi hanno tormentata che alla fine per qualche anno l'ho fatto.

Ma tornando un po' indietro sognavo di imbrogliarli e riuscire a fare la hostess.
Ho fatto pure il concorso all'Alitalia e, stando alla lettera ricevuta poco dopo, mi terranno presente.

Ho cercato di lavorare anche in un'agenzia di viaggi e pure lì mi hanno detto che quando fossi tornata da Londra, mi avrebbero fatto sapere.

Una volta ho deciso che avrei disegnato stoffe.
Ho comprato i colori e per un paio di giorni ci ho dato dentro come una pazza.

Poi, come ho raccontanto in un vecchio post, ho fatto l'indossatrice per un paio di stagioni e alla fine è calata la mannaia della banca.

Dalla banca sono passata a una ditta che è fallita a causa di Tangentopoli e da lì a una multinazionale americana della consulenza dove, devo dire, non si stava male.

Però mi piaceva avere sempre quell'aria un po' insoddisfatta, di chi fa questo ma avrebbe potuto e voluto essere altrove.

Davo la colpa ai miei, che mi avevano tarpato le ali, passavo per quella "imprestata" ai lavori d'ufficio, ma destinata a ben altro.

A cosa non si sa bene, ma era bello avere degli alibi e vagheggiare cambiamenti radicali.

In realtà mi ero bella che rassegnata e avevo il mio bravo fondo pensione, il mio bilocale tutto bello arredato, gli scatti di anzianità e qualche concreta prospettiva di carriera.

Poi ho incontrato lui, l'uomo della mia vita, e in pochi mesi mi sono licenziata, ho venduto casa e ho cambiato città.
Anzi, dalla città mi sono trasferita sui Colli Euganei per fare la viticoltrice.

Lui, a sua volta, aveva chiuso la sua attività e deciso di gestire un podere di famiglia che era stato fino a quel momento affidato a dei mezzadri.

Due pazzi incoscienti.
Per cinque anni abbiamo fatto di tutto, dai braccianti agli enologi, dagli orticoltori ai produttori di vino e marmellate, entusiasti e sognatori.

Ma i conti non tornavano.
Troppo lavoro, pochi soldi, molte preoccupazioni, niente tempo libero.

Alla fine siamo tornati in città, al posto sicuro, alle ferie pagate.

E questi sono gli anni in cui le domande sono sempre quelle: "se avessimo resistito ancora un po'...", "se avessimo aperto un agriturismo...", "se....se...se".

Ma in definitiva, la scelta importante è stata quella di metterci insieme.

E finora non sembra sbagliata.

Tutto il resto, si sa, poteva essere diverso, ma non ci lamentiamo più di tanto.

Solo un po', giusto per far vedere che non ci siamo adagiati.
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9 commenti:

  1. cavoloooooo...ho ancora un anno di tempo !!! ;-) devo sgambettare !! :-))
    Silvia Griff -

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  2. Favoloso riassunto!

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  3. E poi avete fatto una figlia meravigliosa, il che non è di poco conto...
    :-)
    Silvia Griff -

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  4. Grazie! Averla è stata sicuramente una scelta azzeccata...

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  5. e se...e se... e se tu scrivessi un libro di tutte queste avventure???? :-) .... ci sono ancora tante scelte da fare!!!!! bacione !

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  6. Mai avere rimpianti adorabile Annalisa, mille rimorsi , ma rimpianti, no, per favore.
    Avessi dei rimpianti vivrei ancora peggio di come sto vivendo ora. Spesso si ricordano occasioni che abbiamo avuto, ma senza rimpianto tanto per dire, per ricordare.
    E poi con un curriculum così stile americano, puoi essere più che soddisfatta di avere provato tante cose, che inevitabilmente hanno avuto una fine, tranne la più importante: l'amore... Vi adoro!

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  7. No, vabbeh! Io se fossi Massimo mi scioglierei ... ;)

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  8. Beh Annalisa la domanda è sempre quella: meglio i rimorsi o i rimpianti? Non so... Ognuno ha le proprie risposte ma tu ti sei messa in gioco parecchio, a volte è andata bene altre.meno. Poi alla fine si fa un bilancio... Che dici? :)

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