domenica 5 giugno 2011

L'importanza delle date

Tra qualche giorno sarà il mio compleanno.

Vorrei davvero fare finta di niente, come se la cosa non mi riguardasse e non lo sapesse nessuno.
Invece la data è lì, sul calendario che mi aspetta da sempre, puntuale.

Ma perchè?  Perchè bisogna ribadire che il tempo passa? E poi sopportare tutti quelli che ti fanno gli auguri ed essere sorridenti, fare battute, schermirsi di fronte ai complimenti veri o fasulli, e, orrore, festeggiare ?!?

Già il 23esimo compleanno mi aveva dato fastidio.
Non so, era un numero che non mi piaceva.
Pure 27 mi era antipatico.  A 30 ero disperata.
Pensavo che a quel punto non sarei mai stata madre e sembravo Meg Ryan in "Harry ti presento Sally", quando singhiozzando dice che solo gli uomini possono fare figli fino a 80 anni (Harry giustamente rispondeva: "però non riescono a tenerli in braccio!).

Il giorno del mio 33esimo compleanno ero esattamente di quell'umore...un po' triste e un po' rassegnata.
Avevo appena chiuso una storia senza senso, con una specie di "toy boy" adorante ma del tutto inaffidabile in prospettiva.
Volevo solo mangiarmi un pizzetta con la Elena, parlare con lei dei vecchi tempi (già allora...), fare due passi in centro e andarmene a dormire presto.

Invece lei aveva pensato di invitare i due soci di un'azienda dove aveva comprato il programma di contabilità e che le facevano la manutenzione periodica.
"Ma dai, sono simpatici, uno è di Padova...ha una bellissima voce...".
Della serie: è orrendo ma almeno ha qualche pregio, ho pensato subito.

Cominciavano già a girarmi vorticosamente le palle.
"Dimmi qualcosa di più".
"E' separato".
"Azz...".
"...con due figli...".
"NO, ma allora sei scema!!! Cioè, ancora uomini occupati?!?

Quelli che tornano sempre dalla moglie e dai figli, che ti dicono che ti meriti di meglio, che loro non ce la fanno, che la moglie sta male e si sentono in colpa, che i bambini piangono, che se ti avessero conosciuto in un'altra vita, ecc. ecc. ?!?".

Ero livida, volevo solo che la serata finisse presto e che questo dannato compleanno passasse.

Ci siamo trovati in una pizzeria dove almeno tre scolaresche festeggiavano la fine della scuola, il rumore era assordante e i camerieri inesistenti.
Nessuno portava le birre, nessuno azzeccava le pizze giuste.
Ragazzini correvano intorno ai tavoli e c'era un tasso di umidità amazzonico.

Meno di tre mesi dopo mi ha chiesto di sposarlo.

Ed eccoci qua, con almeno una cosa bella da festeggiare: il nostro primo disastroso incontro.
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1 commento:

  1. l'ho appena letto...avevo qualche arretrato....troppo bello!!
    Beh..almeno qualcosa di utile l'ho fatto in vita mia...
    Certo che hai una memoria che agli elefanti gli fa 'na sega....io non mi ricordo quasi più nulla...
    e che dicono che sono una che si ricorda tutto! sto perdendo colpi....
    peccato che il periodo più bello per te sia stato solo l'inizio di uno dei miei peggiori e che tutt'ora dura...
    un bel record!

    ciao baci da
    la Zorza

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