Bozeglav, chi era costui?
Reduce da una serata di reunion con vecchi colleghi, sto
ancora rimuginando.
Queste occasioni sono
un grande pungolo per rimettere in circolo vecchi ricordi, uno stimolo che
andrebbe consigliato contro l’invecchiamento delle cellule cerebrali, come la
Settimana Enigmistica.
Dunque ci siamo ritrovati in una ventina.
Ai tempi eravamo più di cento, ma il
risultato è stato comunque notevole visto lo scarso preavviso.
Così, dopo i primi momenti tra l’imbarazzato e il formale,
cercando di collegare il nostro aspetto attuale con quello fissato
indelebilmente nella memoria a vent’anni fa, ecco che il ghiaccio si è rotto e
sembrava quasi quasi una di quelle serate che trascorrevamo così spesso
insieme, dopo il lavoro.
Io ero ancora la segretaria del direttore tecnico, i manager
erano ancora loro e sembrava strano dargli del tu, i ragazzi avevano i capelli
grigi o nemmeno quelli, ma erano loro lo stesso.
I miei ragazzi.
Quelli che arrivavano in ufficio freschi
freschi di stage da programmatore e mi chiedevano se era vero che avrebbero
dovuto indossare un completo e la cravatta.
Quelli che quando gli consegnavamo i biglietti aerei
dicevano che avevano paura di volare.
Gli stessi.
Così abbiamo iniziato a rievocare episodi divertenti, ma
anche quelli negativi, dove però ogni cosa, siccome eravamo giovani, in fondo sembrava positiva e degna di qualche
rimpianto.
Abbiamo un po’ sparlato degli assenti e fatto qualche
pettegolezzo di troppo, ma ci sta.
E abbiamo iniziato a scrivere la lista dei nomi.
Del tipo:
formazione del ’90.
Così è passata la serata, cercando di dare un nome a un
soprannome o a una descrizione fisica.
Oppure si partiva con un aneddoto e bisognava collocarvi
tutti i protagonisti.
Oppure uno diceva un nome e gli altri a chiedersi chi cazzo
era.
Tutti li, con i nostri bravi occhialetti da presbite sul
naso a sforzarci come ad un quiz preserale.
Bozeglav…adesso mi sono ricordata chi era: quello che
scroccava sempre le sigarette!
Non ci avrei dormito stanotte.
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