lunedì 19 maggio 2014

La foto della domenica - 18/05/2014 - Il vino Silvia

Etichetta fatta in casa
Quando è nata mia figlia, nel 1996, noi abitavamo sui Colli Euganei ed avevamo una piccola azienda vitivinicola.

La nostra produzione era per la maggioranza di uva bianca - pinot, chardonnay e garganega - ma avevamo anche un 25% di uva nera mista (cabernet frank e sauvignon, barbera, merlot), le vigne più vecchie piantate ancora dal nonno di mio marito, su alcuni piccoli terrazzamenti difficilissimi da curare.

Si partiva sempre a vendemmiare l'uva bianca e dopo qualche giorno si finiva con la nera che trasformavamo in un robusto vino chiamato Nerolegno.

Quell'anno, fortunatamente solo dopo la raccolta dell'uva bianca, grandinò.

L'uva nera era praticamente distrutta, così io e mio marito raccogliemmo i pochi grappoli rimasti in una decina di cassette e decidemmo di farci un vino alla vecchia maniera.

Infatti il quantitativo di uva non giustificava l'uso dei grossi macchinari professionali della nostra cantina, così usammo un piccolo torchio in legno e mettemmo i mosto in due damigiane.

Aspettammo la prima fermentazione e poi, dopo una filtratura sempre manuale, lo imbottigliammo per ottenere che facesse la seconda fermentazione in bottiglia (metodo sur lie), per trasformarsi in una sorta di lambrusco, che avremmo chiamato "Vino Silvia" in onore dell'ultima nata.
Usammo delle bottiglie pesanti, con tappo spumante e gabbietta.

Le mitiche bottiglie

Ne ricavammo una quarantina di bottiglie che decidemmo di tenere per le occasioni speciali, su tutte il diciottesimo compleanno di Silvia.

Queste bottiglie ci hanno seguito nei nostri due traslochi e c'è da dire che nel corso degli anni ne abbiamo aperta più di una.
Mano a mano che il tempo passava la media era di una decente su due o anche su tre.
Non era certo un vino adatto all'invecchiamento, soprattuto visti i trattamenti artigianali che aveva subito.

E veniamo a ieri, festa del 18° compleanno di mia figlia.

Avrei voluto filmare l'operazione stappatura e assaggio perchè meritava.
Quasi tutti i tappi si sono sbriciolati, alcuni finendo dentro il vino.
Il colore era ovviamente ossidato, ma questo è il meno.
Il gusto andava dall'allappante con spunto acetico al marsalato feccioso.

10 bottiglie su 10 da buttare.

L'ex viticoltore ed il figlio stappano l'ennesima orrenda bottiglia

Per fortuna che eravamo stati previdenti e il buon vino in cantina non mancava.

Però l'idea era carina, dai.




La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta

venerdì 16 maggio 2014

Evoluzioni delle feste di compleanno



Come cambiano le cose pensavo, mentre caricavo due fusti di birra da cinque litri ciascuno sul carrello.

17 anni fa...
Una volta la spesa per la festina di compleanno di mia figlia consisteva in quintalate di riso soffiato e Mars, succhi di frutta e the.
Si faceva sempre questa specie di gettata di cacao, riso e Mars sciolti e poi se ne ricavavano dei quadrotti che andavano a ruba.
Caramelle gommose, M&M, patatine e salatini.

14 anni fa...
Ecco, questi sono rimasti.
Però insieme adesso dobbiamo preparare lo Spritz.
E allora vai con Aperol e prosecco, ma anche succo d’arancia (per diluire, ha detto mio marito…).

Il mio piccolo giardino domenica sarà invaso da un branco di diciottenni in libera uscita.
Vogliono preparare la grigliata da soli, dicono. 
A noi sembra ancora impossibile dargli il permesso di maneggiare roba vicino al fuoco.
Certe paure sono dure a morire.

Sembra ieri che gonfiavo palloncini e organizzavo i giochi a premio, che asciugavo lacrime e sedavo bisticci per accaparrarsi qualche pupazzo.
C’era tutto un iter: arrivo dei piccoli invitati con le mamme, ricevimento regali da aprire dopo un po’, candeline e torta, canzoncina e foto di gruppo, ricordino da distribuire, arrivederci e grazie.

Questa cosa qui, invece, questa cosa “da grandi” mi sta destabilizzando. 

Ce la faremo io e mio marito a stare in disparte? 
Premesso che non avremo nemmeno una sedia dove sederci, visto che le metteremo tutte fuori, resisteremo a non spiare dalla finestra il nostro povero prato calpestato da questa orda scatenata?

Ma sì, ci rifugeremo in cameretta, guardando la TV piccola, consolando Tabù che sarà spaventatissimo. 

Penseremo a quando il problema era se stampare le principesse Disney o i Pokemon sugli inviti…

10 anni fa!
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mercoledì 14 maggio 2014

Qualche giorno in Camargue


Avere una figlia che vuole fare l’ornitologa da sempre. Questo ha influito molto.

Così in occasione del suo diciottesimo compleanno (18, non me ne capacito ancora…) abbiamo organizzato questa breve vacanza nel delta del Rodano, la Camargue appunto.

Abbiamo fatto base a Les Saintes Maries de la mer, un delizioso paesino affacciato sul mare.

E’ tutta autostrada fino ad Arles, poi da lì si lasciano i classici paesaggi della Provenza e si percorrono una quarantina di chilometri tra stagni, risaie, saline.

Spariscono quasi completamente le abitazioni e si entra in un’altra dimensione.   
Qui l’essere umano è solo un ospite.


Padroni indiscussi sono i grandi fenicotteri, le garzette, gli aironi, le anatre.
In cielo volano anche i nibbi e i gabbiani reali.


Tra gli acquitrini pascolano i bellissimi cavalli bianchi tipici della zona, così come i piccoli tori neri dalle corna all’insù.


 

Come dicevo il paese è molto pittoresco: una bellissima chiesa romanica domina la zona e tanta casette bianche la circondano.


Il centro è strutturato ad uso e consumo dei turisti: bistrot, ristorantini, negozietti di souvenir, però basta spostarsi di cento metri e ci si può immergere nella dimensione più autentica di questo posto.


Noi abbiamo noleggiato le biciclette e, sbattuti da un furioso Mistral, abbiamo pedalato fino al Faro della Gacholle. Un’impresa che ricorderemo a lungo!


Abbiamo assistito all'acrobatica corrida camarguese, che per fortuna non prevede l’uccisione del toro, con grande divertimento di mio marito che lì ha scattato più di 400 foto.


Abbiamo risalito il piccolo Rodano in battello, incontrando decine di specie di animali e imbattendoci per la prima volta nella vita nel volo di uno stormo di fenicotteri.   
Uno spettacolo che ci ha lasciati a bocca aperta.


Ci siamo immersi nell’atmosfera lunare delle saline di Giraud, dove vasche di acqua color lilla si alternano a mucchi di sale bianco e a ruscelli azzurrissimi.


Siamo andati ad Aigues Mortes, una cittadina fortificata perfettamente conservata dalla quale partirono i crociati. Anche questa circondata da una spettacolare salina rosata.


Ma i punto forte della vacanza è stato il Parco Ornitologico di Pont de Gau dove siamo stati due volte.
Lì l’ornitologo gode. Ma anche il semplice appassionato.


Più di sette chilometri di sentieri tra gli acquitrini, con postazioni nascoste per poter osservare da vicinissimo i vari uccelli.


E ogni volta che si alzano in volo sopra la tua testa la meraviglia si rinnova.


Penso sia stato un bel regalo di compleanno per mia figlia, perché la Camargue è come lei, un po’ ostica e scontrosa, con poca passione per i lussi e le mondanità, una bellezza non banale e non per tutti.



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#camargue #saintesmariesdelamer #Pontdegau 

lunedì 12 maggio 2014

Il video della settimana - 20/2014 - Queen


Da ieri si fa un gran parlare della drag queen che ha vinto lo Europe Song Contest (l'Eurofestival della mia gioventù), tale Conchita Wurst, austriaca/o.

Questo è uno di quegli argomenti che bisogna sempre trattare con le molle, dato che comunque si giudichi si rischia sempre di passare per omofobi, o troppo libertari, o che ne so.

Ma io mi espongo: se non avesse avuto questo aspetto, questo bel personalino e questa barbetta che ricorda lo stratega di Hunger Games, la canzone sarebbe piaciuta?


E cosa vogliamo dire della voce? Niente di che, così come la canzone, antiquata e scopiazzata dalle sigle di 007.

Ma non votarla avrebbe fatto pensare che si era d'accordo con Putin o con Calderoli o con qualche altro genio della tolleranza 0.
Insomma tutto questo per dirvi che staremo a vedere se basta travestirsi per essere talentuosi.

C'è chi l'ha fatto decenni fa, come Freddy Mercury nel video che condivido (I want to break free), con ironia e senza tanti proclami.
Bastava la sua voce e il suo carisma per togliere ogni dubbio sui suoi meriti di performer.

Conchita...ne hai da mangiare di polenta prima di raggiungere certe vette!


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domenica 11 maggio 2014

La foto della domenica - 11/05/2014 - Seborga



Sono appena tornata da una breve vacanza in Camargue, ma ve la racconterò in un post dedicato non appena avrò fatto chiarezza tra le oltre mille foto che abbiamo scattato con  due Polaroid, tre macchine digitali e tre cellulari (follia pura...).

Intanto vi mostro alcune immagini del Principato di Seborga che abbiamo visitato il giorno prima di arrivare in Francia.

E' un piccolo borgo abbarbicato sulle colline sopra Imperia e per uno strano caso burocratico la sua annessione al Regno d'Italia non è mai stata ufficializzata.


Era un antico feudo dei conti di Ventimiglia, passato poi ai monaci benedettini, al Sacro Romano Impero, poi nel 1700 al Regno di Sardegna senza che vendita venisse registrata e quindi manca anche dagli atti di unificazione dell'Italia nel 1861.



Ovviamente fa comunque parte dell'Italia, i cittadini pagano le tasse e usano l'euro, però esiste un Principe (Marcello I) e viene battuta una moneta, il Luigino, che vale cinque euro e si può usare nei negozi del paese.




E' un luogo molto pittoresco, con strette viuzze, scalinate e sottoportici.
Le case di sasso hanno spesso affreschi ed insegne medioevali, c'è un museo degli strumenti musicali, la vecchia prigione, la Zecca e la barocca chiesa di San Martino.



Il panorama verso il mare è molto bello e sembra che l'aria faccia bene anche alla vastissima comunità gattesca.




Decidere di visitare questo borgo ha fatto sì che facessimo una tappa intermedia (abbiamo dormito a Sanremo) e questo ci ha dato modo di passare a trovare una blogger che vive a pochi chilometri da lì, in un luogo altrettanto bello e panoramico, sempre sopra a Imperia.

Si tratta di Nella del blog "Rock Music Space" che è stata l'ennesima conferma di come le amicizie virtuali si trasformino spesso in ottime amicizie reali.
Una donna splendida, con una vita e un passato affascinanti e particolari.

Da lei si possono trovare cimeli di Bob Dylan, Bruce Springsteen, Patty Smith, passando per i Talking Heads ed i Rolling Stones.

Saremmo stati ad ascoltare i suoi aneddoti per ore ma il tempo era veramente poco e purtroppo tante curiosità sono rimaste senza risposta...ma chissà che ci si possa incontrare ancora per poter condividere altri bei momenti. Grazie Nella!


La foto della domenica è un'idea di "Bim Bum Beta"


martedì 6 maggio 2014

Perchè tutte abbiamo incontrato uno stronzo - 3



Il Dog Trainer

Lei era proprio stanca.  Non c’era nulla che andava bene.

I problemi si accavallavano da anni. 

Un matrimonio finito, il lavoro che non rendeva quasi nulla, i figli ormai grandi pieni di esigenze e con poca voglia di studiare.

Tra l’altro il padrone di casa voleva anche che liberasse l’appartamento.
Così come ciliegina sulla torta.

Di uomini non voleva proprio sentirne parlare. 
Aveva già dato.

Aveva ceduto ad alcune avventure senza futuro, perché, come si dice, la solitudine è una brutta bestia.
Però adesso era arrivata alla conclusione che stava veramente meglio da sola.

L’unico momento felice della giornata era la sera, poltrire sul divano coccolandosi la sua nuova cagnolina, così dolce e fedele. 
Lei.
Un po’ indisciplinata però.

C’era un centro addestramento cani proprio vicino a casa sua. Quasi quasi …

Così aveva iniziato a farle dare lezioni da un istruttore di mezza età.
Un tipo dall’aspetto molto stropicciato che le era stato subito simpatico.

Avevano iniziato a chiacchierare ed era stato piacevole. 
Lui andava dicendo che era separato in casa. 
Con la moglie le cose non funzionavano più da anni e ognuno faceva la propria vita.

Era iniziata una storia che al principio doveva essere poco impegnativa, ma che poco a poco era cresciuta e li aveva portati a frequentarsi assiduamente, a fare progetti insieme.

Perché non è mai troppo tardi per sognare una vita felice in due.

Lui era trasformato.
Le persone che lo conoscevano raccontavano che non era mai stato così in forma, curato e di buon umore.

Lei quando ne parlava aveva gli occhi che le brillavano.  
“Lo vedi” mi diceva mostrandomi una sua foto “non è bello ma io starei con lui per tutta la vita, mi fa stare bene, mi calma, mi dà sicurezza, mi fa sognare di nuovo…”

Ad un certo punto, dopo alcuni mesi, avevano iniziato a parlare di vivere insieme. 
Lui sembrava convito. Anzi, era lui ad aver lanciato l’idea.

Avrebbe  chiesto la separazione legale e tutto sarebbe andato per il meglio.

E’ arrivato a casa di lei dicendole che non se ne faceva più nulla.

Con la moglie avevano una casa in comproprietà e un mutuo da pagare. 

Non c’era possibilità di accordo e quindi lui aveva deciso di restare ad abitare lì, che in fondo era anche casa sua e almeno avrebbe pagato le rate per qualcosa.

Oltre a tutto la moglie si era molto incazzata e l’aveva minacciato, diceva lui per giustificarsi, allargando le braccia e sparendo dalla sua vita.
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martedì 29 aprile 2014

Il video della settimana - 18/2014 - Indila


Due scadenze molto vicine mi spingono a condividere questo video e a parlare di quest'artista, recente scoperta di mia figlia e quindi sottofondo costante nelle ultime settimane.

Stiamo per partire per una breve vacanza in Francia e mia figlia sta per compiere gli anni.

Così le regalo questo post dove vi parlerò brevemente di questo astro nascente della musica d'oltralpe: Indila.




Derniére danse” è il singolo d’esordio di questa giovane cantautrice r’n’b che mescola il pop con le sonorità retrò in una melodia sincopata e minimale e avvolge l’ascoltatore in un’atmosfera magica, come il testo della canzone, che tratteggia poeticamente una storia finita sullo sfondo della Parigi degli anni 50.

L'album si intitola "Mini world" e contiene brani cantati in francese con contaminazioni in inglese e  hindi, viste le origini della ragazza.

Le canzoni sono piacevoli e poi, si sa, il francese è così musicale!

Qui sotto un pezzo rap con un altro fenomeno del panorama musicale francese: Youssoupha.