lunedì 9 settembre 2013

Il video della settimana - 37/2013 - Van Halen

Oggi ci vuole un po' di carica.
Le vacanze sono finite e ricomincia la scuola.
Ecco che i Van Halen possono fare al caso nostro con questo video di "Hot for teacher" tratto dal mitico album 1984.

Come direbbe mio marito sospirando: "Ahhhh, i bikini degli anni '80, i capelli degli anni '80, la musica degli anni '80...le DONNE degli anni '80!"

E comunque, quale ragazzino non vorrebbe avere un'insegnante come quella del video?

I Van Halen, tanto per dare un minimo di informazione, sono una band Hard&Heavy e Pop Metal nata nei primi anni '70, formata dai fratelli Van Halen, e cioè Eddie (uno dei migliori chitarristi rock al mondo) e Alex (batterista), dal bassista Michael Anthony e, soprattutto, dal cantante David Lee Roth (e qui ci vorrebbe la faccina con la lingua a penzoloni...).

Il bel biondo ha lasciato la band nel 1985 per rientrarci ben 22 anni dopo, sostituito nel frattempo da altri due cantanti.  Anche lo storico bassista è stato sostituito nel 2006 dal figlio di Eddie, Wolfgang.

Comunque sono ancora vivi e vegeti. Non so se si agitano ancora come nel video Jump, ma il suono è ancora bello potente.






domenica 8 settembre 2013

Home decor - La foto della domenica - 08/09/2013

Questa mattina, al mercatino di Villafranca Veronese, mia figlia ha concluso degnamente la  settimana dedicata ai piccoli acquisti per la sua camera.

E' stato un modo per distrarsi dall'imminente inizio della scuola, qualcosa di carino da alternare alla disperata ricerca di testi scolastici usati, agli ultimi compiti delle vacanze da finire.

Avevamo iniziato con un'incursione all'Esselunga (unica catena di supermercati a tenere il marchio Campbell) per accaparrarci un barattolo di minestra di pomodoro...


...abbiamo proseguito con una rischiosa visita da Hao Mai (dove la mia battuta è sempre che ogni oggetto in vendita contiene uranio impoverito) per comprare degli sticker in 3D.
Alcuni spuntano dalla testata del letto...



... mentre una farfalla si è posata sull'abat-jour e due ragazzini in bicicletta pedalano sopra le tele dipinte con lo spettro della luce bianca ...


... ed oggi un Bulbasaur e un Ivysaur sono arrivati a fare compagnia al Bulbasaur che vigilava a fianco della piantina grassa.

Mia figlia, di fronte al banchetto con tutti i pupazzetti dei Pokemon aveva lo stesso atteggiamento che ho io quando vedo una pallina con dentro la foto di Gimondi o un 45 giri delle Fiabe Sonore...
Comincia presto con i rimpianti!


La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta.




sabato 7 settembre 2013

Kill skill




Finalmente un’altra bella ricerca pseudoscientifica prodotta dalla fervida immaginazione britannica.


E’ stato stilato l’elenco delle 20 abilità indispensabili per sopravvivere nella società odierna e, “sora el conto”, come si dice a Verona, anche quello delle 20 abilità ormai obsolete (Corriere.it).


Dopo l’ illuminante lettura sento una profonda tristezza per la vita che si prospetta alle nuove generazioni e mi domando come possa la Gran Bretagna essere la stessa patria di geni come Isaac Newton e di questi pellegrini che considerano fondamentale sapere fare la raccolta differenziata rispetto a conoscere il galateo a tavola, o saper usare Google Maps rispetto a saper scrivere in modo chiaro e ordinato.

Come minimo la società futura sarà piena di maleducati con calzini rotti, vestiti scuciti, ignoranti, con scaffali da montare, gomme bucate, argenteria ossidata e senza tende alle finestre.

O forse gli snob inglesi danno per scontato che tutti avranno un maggiordomo, evidentemente arrivato lì con un salto spazio/temporale che si occuperà di tutte queste faccende, con esclusione della divisione dei rifiuti, of course, che resta appannaggio del fortunato nativo digitale.

Io mi rendo conto che purtroppo scrivere cartoline sia ormai inutile, dato che praticamente nessuno le vende più, ma tutto il resto? 
Saper cucire, cucinare il pane, fare manutenzione in casa, saper far di conto senza calcolatrice, magari sapere il nome di qualche capitale straniera è così inutile?

Se per disgrazia ci fosse un black-out o, molto realisticamente, bisogno di risparmiare, non sarebbe auspicabile sapersi arrangiare tra cucina, rammendo, piccoli lavori di bricolage…

Ma se ogni attività manuale è superata, come mai è tutto un fiorire di festival e fiere dell’Handmade, di programmi televisivi su restauro di case e oggetti, di corsi di cucina, di knitting-bar eccetera?

Ma quanto ottusi devono essere questi ricercatori? 
Ma chi paga questi sondaggi idioti?
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venerdì 6 settembre 2013

Scelte obbligate



Parlavo con mia figlia, in questi ultimi pomeriggi senza compiti mentre io stiro e lei disegna, del fastidio che ci da’ pensare che dalla settimana prossima la sveglia suonerà alle 6,20.

Che poi è tutta l’estate che ci svegliamo molto prima.   

La luce filtra dalla porta vetrata dell’ingresso, il cane inizia a girare per casa con le sue unghiette rumorose sul pavimento, poi ci viene a chiamare per uscire in giardino e se guardi l’ora non sono nemmeno le sei.

Ma non è la stessa cosa. C’è l’illusione di poter restare a letto fino a quando si vuole.  

E’ la differenza che passa tra una scelta e un’imposizione, tra la libertà e la costrizione, ci siamo dette.

E allora mi sono venute in mente altre situazioni simili e ho pensato che si inizia fin da piccoli.

La nostra cameretta è piena di giochi dimenticati e appena un altro bambino prova interesse per uno di questi anche noi lo vogliamo fortissimamente e cominciamo a piangere e a volerci giocare.

Mia madre ha sempre odiato i dolci ma da quando è diabetica continua a lamentarsi passando dal reparto pasticceria del supermercato.

In “Harry ti presento Sally” (Bibbia per ogni situazione della vita) lei dice che col suo vecchio ragazzo non volevano figli per poter essere liberi di fare l’amore sul pavimento della cucina quando volevano.
Allora Harry le chiede se l’hanno mai fatto e lei risponde “Ma quando mai!”

E’ l’idea di poter scegliere liberamente di fare quello che amiamo che ci piace, anche se poi siamo così cretini che non lo facciamo per davvero, salvo star male se le circostanze ci impediscono realmente di farlo.

Insomma limiti reali si sommano ai limiti che ci creiamo più o meno inconsciamente o a desideri fittizi che servono solo a farci recriminare quando in realtà eravamo già a posto così.

Perché siamo così complicati? 
Ma soprattutto: perché devo mettere la sveglia?
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mercoledì 4 settembre 2013

La rossa che incanta


La settimana scorsa, prima di partire per il mio week end romantico, siamo andati tutti insieme a Maranello.
Per quelle due o tre persone che non lo sapessero, Maranello è il paese, in provincia di Modena, dove si trova la fabbrica automobilistica della Ferrari.
Lì molte vie hanno i nomi dei piloti, le statue li rappresentano e per strada la densità di “Rosse” è decisamente più alta della media.


A Maranello ha sede anche il Museo Ferrari, del quale vorrei raccontarvi.

C’ero già stata molti anni fa, precisamente quando ero incinta, e allora avevamo anche visitato la fabbrica. 
Che poi chiamarla fabbrica è fuori luogo. 
Più un laboratorio di design, con tecnici e meccanici elegantissimi, nessuna macchia di olio per terra.   

Mi ricordo che mi colpì il reparto “sellerie”, con pile di pelli di prima qualità e di ogni colore per rivestire sedili ed interni e qualche volta anche le valige in dotazione.

Il museo da allora è stato completamente rinnovato e mi ha lasciata veramente senza fiato.


Decine e decine di auto, da quelle storiche ai prototipi.   
Bolidi di Formula 1 e Granturismo.


Alle pareti spiegazioni, foto, filmati dove Luca di Montezemolo spiega la “visione” anche se sembra di vedere Crozza che lo imita chiamando Giorgetto e Giulia Sofia…


La sala cinema dove vengono proiettati tutti gli spezzoni di film dove compare una Ferrari, e si va da Sabrina ai vari 007, da The Rock a Ieri, oggi e domani  arrivando perfino a Cars con la Ferrari che parla con la voce di Schumacher.



Il momento più emozionante per me è stato la visita della Sala delle Vittorie, un emiciclo con le Ferrari di Formula 1 che hanno vinto il campionato del mondo (16 costruttori e 15 piloti) e dall’altra parte tutti i trofei allineati su tre lunghe mensole (e qui ho visto da vicino anche gli orrori di cui avevo scritto nel post Premio o punizione?)





In quel momento mi sono sentita orgogliosa, per quanto azzardato possa sembrare in questo momento, di essere italiana. 
Qui siamo davanti a qualcosa che il mondo ci invidia, una volta tanto!

Le Ferrari sono prima di tutto belle da vedere.  
Poi sono belle da ascoltare, con il loro rombo inimitabile e poi, purtroppo lo posso solo immaginare, magnifiche da guidare.



Volendo togliersi la soddisfazione, al museo ci si può mettere alla prova su due simulatori dove percorrere il circuito di Monza, mentre fuori si possono prenotare alcuni giri su diversi tipi di vetture, compresa la Ferrari 4 posti, accompagnati da un pilota esperto.


Chi si accontenta, come noi, può trovare tutti i modellini in scala e ogni gadget possibile, libri e quant’altro nel Ferrari Store.

Tutte le informazioni qui (www.museoferrari.com)
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lunedì 2 settembre 2013

Il video della settimana - 36/2013 - Train

Una canzone e un gruppo che amo molto: Drive by dei Train.

Il video  è proprio nelle mie corde in quanto si svolge tra i vigneti e le cantine della California.

Io che ho vissuto con mio marito l'avventura di gestire un'azienda vitivinicola sono sempre sensibile all'argomento e vedere Pat Monahan che guida la sua Pontiac tra le vigne e che degusta vino vicino alle botti per l'invecchiamento mi fa sospirare di nostalgia.

Tra l'altro l'atmosfera mi ricorda tantissimo il film Sideways che è uno dei miei preferiti sull'argomento "vino, cantine e affini".

Tornando ai Train, sono nati a San Francisco negli anni 90' ma hanno sfondato veramente nel 2001 con la bellissima Drops of Jupiter.
Da allora hanno inciso parecchi successi, tipo Hey, soul sister, e venduto milioni di dischi.

Io li ascolto molto volentieri e ci canto pure sopra con gusto!







domenica 1 settembre 2013

Campiglio - La foto della domenica - 01/09/2013


Eccomi qui, stanca ma felice dopo qualche giorno di vacanza a Madonna di Campiglio.

Io e mio marito abbiamo lasciato casa e cane alle cure di nostra figlia e ci siamo fatti un regalo per i nostri vent'anni d'amore.

Un bell'albergo, paesaggi mozzafiato, strudel a gogo, saune e coccole...







La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta