lunedì 6 maggio 2013

Il video della settimana - 19/2013 - Coldplay



Questa settimana vi faccio ascoltare una dolce ballata dei Coldplay, The scientist del 2002.
Oltre ad essere una bellissima canzone, ha un video molto particolare e per questo motivo ho scelto di condividerlo.

E’ stato montato completamente in reverse motion, ma il bravo Chris Martin ha imparato tutto il testo al contrario, lettera per lettera, in modo che le sue labbra si muovessero in perfetto sincrono col testo.

Pare abbia impiegato più di un mese, ma ne è valsa la pena, visto il risultato perfetto ed i premi vinti dal video.

Il testo, ispirato ad un racconto di Nathaniel Hawthorne dal titolo The Birthmark, parla di uno scienziato che trascura la donna della sua vita, fino a dimenticarla, per dedicarsi completamente alla scienza. In seguito capisce l’errore quanto però è troppo tardi, poiché lei è morta.

Il video prende spunto da questo tema facendoci vedere il protagonista che torna all’indietro attraverso la campagna inglese fino a farci capire che è stato vittima di un incidente stradale dove la sua fidanzata è morta sbalzata fuori dall’auto in corsa.

Mano a mano che procede il rewind ci accorgiamo che lei, per togliersi la giacca, aveva sganciato la cintura di sicurezza.

E la morale è sempre quella: se si potesse tornare indietro, quanti stupidi errori eviteremmo di fare!
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sabato 4 maggio 2013

L'architettura dei miei viaggi - 2

Sono di nuovo qui a parlarvi di architettura, o meglio di architettura strettamente connessa all'urbanistica...
Monica di Viaggi & Baci mi ha dato il permesso e così ne approfitto per scrivere un altro post su questo argomento che mi piace così tanto.

Dagli Stati Uniti torno in Europa e precisamente a Parigi, perchè ogni scusa è buona per parlare di questa città stupenda.

Mini lezione di storia:

1850 - Napoleone III, dopo un soggiorno a Londra, vedendo i grandi parchi e Regent Street e considerando le proprie mire politiche, si convince della necessità di un cambiamento radicale di Parigi che la trasformi nella prima metropoli-capitale moderna d’Europa. 

Quindi elabora un piano di ristrutturazione completa della città ed incarica un prefetto, il Barone George Haussmann a realizzarlo. 
Questo progetto (15 anni di lavori dal 1853 al 1868) trasformerà completamente la capitale, con grandi strade rettilinee che tagliano l'antico tessuto medioevale, risparmiando solo alcuni monumenti che costituiscono lo sfondo delle nuove arterie. 



Le mie tre foto rappresentano i "punti chiave" dell'Axe Historique di Parigi che sono parte integrante del grande progetto del Barone Haussmann.

Arc du Carrousel, da dove inizia...



... Arc du Triomphe, da dove si irradiano i grandi Boulevards...


  

... e, proseguendo sull'asse originario, Grand Arche de la Défense (o Arcata della Fraternità, in contrapposizione agli altri due archi che celebrano vittorie belliche), voluta negli anni '80 dal presidente Mitterand e progettata dall'architetto danese Otto Von Spreckelsen.


 
Dalla sommità di questa costruzione straordinaria, un cubo svuotato di circa 110 metri di lato, si ha la veduta di tutto l'asse storico fino al Louvre.

Spettacolare.

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giovedì 2 maggio 2013

La Pop Art nelle foto - Andy Warhol

La seconda mostra che abbiamo visitato a Milano la scorsa settimana non era prevista ma, una volta scoperta, non abbiamo potuto esimerci dal farlo.

Al Museo del Novecento, giusto di fianco al Duomo, c'era un enorme cartellone con su scritto: Andy Warhol's Stardust".

Vi è esposta una selezione delle famose serigrafie di Wahrol appartenenti alla collezione della Bank of America Merril Linch, fino all'8 settembre prossimo.

Per chi non lo sapesse i suoi quadri coloratissimi partono da una foto Polaroid.


Warhol mette a punto una procedura standard: con una Polaroid Big Shot realizza circa 60 scatti del soggetto, ne seleziona 4, uno viene stampato, rielaborato, ingrandito e serigrafato.
Spesso con polvere di diamante.

Da qui il riferimento "stardust" che comunque può facilmente riferirsi anche al fatto che i soggetti ritratti, dai personaggi famosi, ai fiori, ai barattoli di minestra, diventano icone scintillanti ed immortali.

Nella sua Factory, assieme ad un gruppo eterogeneo di artisti o pseudo tali, per una ventina d'anni ha cercato di produrre un quadro al giorno:  le sue sono opere espressamente concepite per essere vendute, ma ugualmente curate e rifinite con grande attenzione.

La sua arte era, e continua ad essere, una provocazione: per la Pop Art l’arte doveva essere infatti “consumata” come un qualsiasi altro prodotto commerciale.

Le sue opere mi sono piaciute.
Sono di grande impatto e sicuramente assolvono al loro compito di riempire degnamente una parete.

Lui come persona invece non mi è mai piaciuto, troppo furbo, superficiale e cinico per i miei gusti. Un paio di film che lo raccontano, Basquiat e Factory Girl, confermano la mia impressione.

Ma il suo ritratto di Marilyn è favoloso e tanto basta.



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lunedì 29 aprile 2013

Il video della settimana - 18/2013 - R.E.M.




Questa settimana vi propongo un video molto particolare dei R.E.M., gruppo americano Alternative Rock, attivo dal 1980 al 2011.

"Imitation of life" è una canzone del 2001 che parla presumibilmente della vita “di facciata” che si deve vivere per avere successo a Hollywood ma anche, in senso lato, ovunque.

Il video che ad una prima occhiata racconta il classico party in piscina americano con barbecue, in realtà è concepito come un puzzle cinematico che merita particolare attenzione.

Il regista ha usato 12 cineprese super8 e ha montato solo 30 secondi di girato, lavorando soprattutto in post produzione e mandando in loop i singoli pezzi.

Ogni personaggio viene evidenziato a turno, mentre Michael Stipe continua a cantare in basso a destra muovendosi avanti indietro secondo la tecnica definita “pan-scan".

Ogni volta che lo guardo scopro situazioni che non avevo focalizzato prima.

Come dicono gli americani: amazing!
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domenica 28 aprile 2013

La foto della domenica 28/04/2013 - Invasioni digitali a Vicenza


Invasioni digitali: per i pochi che ancora non sapessero di cosa si tratta, estrapolo la definizione dal sito ufficiale:

“L’iniziativa  prevede l’organizzazione di diversi mini-eventi (invasioni) presso musei e luoghi d’arte italiani e si rivolge a blogger, instagramer, appassionati di fotografia e a qualsiasi persona attiva sui social media.

L’obiettivo è quello di diffondere la cultura dell’utilizzo di internet e dei social media per la promozione e diffusione del nostro patrimonio culturale.

Ogni invasione sarà organizzata secondo la formula del blogtour e sarà possibile partecipare ad una delle invasioni in  programma o organizzarne liberamente una, tutti i partecipanti potranno realizzare i loro contenuti utilizzando il tag #invasionidigitali, saranno utilizzati i seguenti canali social: Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest & Youtube, tutti i contenuti realizzati saranno aggregati su questo portale.”

Le invasioni sono iniziate il 20 aprile e finiranno oggi. 

Spero veramente che l’iniziativa abbia una seconda, terza, quarta e millesima edizione perché è un’idea grandiosa che promuove praticamente a costo zero le bellezze conosciute e soprattutto semisconosciute del nostro territorio.

Si intuisce che ieri ho invaso anch’io?!?!?

Quello che non viene detto nel sito è che oltre a far conoscere al mondo il patrimonio artistico italiano, l’invasione è soprattutto un’occasione di aggregazione tra persone diverse, tra adulti e bambini, di scambio di conoscenze, di amicizia e stimolo per nuove mirabolanti avventure tra musei e monumenti.

Nel mio caso l’invasione è stata organizzata dalle blogger di “Tips 4 Italian Trips”, che altro non sono che la mitica Monica di Viaggi & Baci, Valentina di The Family Company e Alessandra de I Viaggi dei Rospi.

Il loro blog è in inglese (ma c’è anche la versione in italiano) e si rivolge ai turisti che vogliono venire a visitare l’Italia con bambini al seguito suggerendo e consigliando le mete migliori e più adatte ad ogni esigenza "famigliare".

Quindi l’evento di ieri era, per dirla come loro, “family friendly”, con giochini e racconti ad hoc, con momenti dedicati solo ai bimbi mentre i genitori ascoltano “dotte” spiegazioni su quanto stanno visitando.

Dove stiamo stati?
Nella Vicenza di Andrea Palladio, il grande architetto vissuto nel 1500.

La giornata prevedeva anche passeggiate e pranzo al sacco in un parco, ma date le previsioni meteo, le nostre bravissime organizzatrici hanno risolto facendoci mettere a disposizione due bellissime sale del palazzo Barbaran da Porto, dove abbiamo trascorso un paio di piacevoli orette facendo anche un inconsueto pic nic prima di iniziare le invasioni vere e proprie.


La prima invasione è stata organizzata al Teatro Olimpico, ultimo capolavoro del Palladio, morto prima di completare le famose scene prospettiche, realizzate in seguito da un altro grande architetto vicentino, Vincenzo Scamozzi.


Per noi è stato allestito anche un mini spettacolo di Suoni e Luci che ha reso ancora più magica l’atmosfera fiabesca di questo luogo meraviglioso.


La seconda invasione è stata quella del nuovo Palladio Museum, dove uno dei curatori, Marco Riva, ci ha illustrato tutte le caratteristiche del modo di progettare e costruire del Palladio, accompagnandoci attraverso le sale, tra modellini in legno, disegni originali e ologrammi, facendoci scoprire quanto delle idee e delle soluzioni architettoniche palladiane ci sia in tutto il mondo, dall’Inghilterra agli Stati Uniti, alla Russia fino all’Africa.


E’ stata una bellissima giornata nonostante la pioggia battente e adesso non ci resta che rivivere la bellezza di ciò che abbiamo visto nelle centinaia di foto taggate #invasioni digitali ed aspettare con impazienza di trasformarci di nuovo in “Invasori digitali”.


La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta
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sabato 27 aprile 2013

L'ironia nelle foto - Robert Doisneau



Ieri siamo riusciti finalmente ad andare a Milano per visitare la mostra fotografica dedicata a Robert Doisneau che chiuderà il prossimo 5 maggio.

Si intitola “Paris en Liberté” e raccoglie più di 200 foto in bianco e nero scattate dal 1931 al 1994 anche se la maggioranza si collocano tra gli anni ’50 e ’70.

Nonostante fosse stata inaugurata in febbraio c’erano un sacco di visitatori che mi hanno rovinato tutta l’atmosfera.

Comunque l’estro e la bravura di Doisneau sono riusciti ugualmente a colpirmi.

Mi sono divertita.
Mi sono ritrovata a sorridere di fronte ai ritratti irriverenti delle statue dei più famosi generali francesi coperte di guano oppure ai ritratti di cani e padroni a passeggio.
Decine di persone che rischiano la vita attraversando Place de la Concorde, sospese per aria mentre sullo sfondo un muro di automobili sfocate si avvicina minaccioso.
La faccia dei visitatori davanti la Gioconda al Louvre. 
Quella dei passanti che guardano un quadro di una donna nuda in una vetrina.  


Il nostro fotografo è come un pescatore.  Individua un’esca e fotografa quelli che abboccano.

Ha fotografato quelli che scattano foto turistiche.  
Bambini che giocano, donnine allegre, sale da ballo.

La vita quotidiana di una Parigi che forse non c’è più, catturata con occhio benevolo e sornione.

Ha creato divertenti collage di interni domestici e immortalato il dietro le quinte di locali osè, con ballerine annoiate o infastidite pronte a cambiare espressione appena si apre il sipario.

Avendo anche lavorato per la rivista Vogue ha ritratto i più famosi stilisti, da Coco Chanel a Jean Paul Gaultier.

C’era esposta anche la sua famosa foto del bacio dell’Hotel de la Ville, bella ma ormai inflazionata.
Molte altre mi hanno colpito, così evocative e romantiche. 

Un vero street photographer e quando le strade sono quelle di Parigi, il risultato difficilmente sarà deludente!
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