Questo fine settimana è stato dedicato a ben 3 manifestazioni.
Venerdì pomeriggio io e mia figlia siamo andate a visitare l'edizione primaverile di Abilmente a Vicenza.
Solito caos di donne impazzite e di trolley assassini ma anche solita abbondanza di idee meravigliose e di manualità e creatività ai massimi livelli.
Bellissimi lavori patchwork, cake design vero e "crocchettato" e mille stand per soddisfare desideri e bisogni di chi ama il craft & diy, il cucito in tutte le sue forme, la creazione di bigiotteria, la decorazione...
Sabato mattina è stata la volta del Mercante in Fiera di Parma.
Erano anni che volevo tornarci ed ogni volta c'era qualche altro impegno che ci impediva di andare.
Mobili ed oggetti di antiquariato e modernariato stipavano tre padiglioni interi.
Non tutto era di buon gusto, ma sicuramente tutto è stato interessante da vedere e da commentare.
In qualcuno dei miei incubi tornerà lo sgabello ricavato da una zampa di elefante, ma rimpiangerò di non essere stata milionaria ripensando ai vasi Gallè e Lalique, alle radio Catalin, agli antichi secretaire pieni di cassettini nascosti, alle ceramiche Lenci...
Questa mattina ultima spedizione della serie "mostre e mercati" al Valpolicella Vive Vintage di Sant'Ambrogio.
Qui, in forma molto più ridotta, c'erano esposti oggetti di modernariato tipo Mercante in Fiera, ma l'attenzione era posta più sull'abbigliamento e sugli accessori vintage.
Uno spazio a parte era dedicato alle Vespe ed alle automobili d'epoca.
Una cosa simpatica era la possibilità di farsi pettinare e truccare in stile anni '50/'60 e noleggiare i vestiti adatti per una foto d'altri tempi...
Molti ragazzi erano attratti da questa cosa ma a me sembra ieri che mia madre e le mie zie avevano questo look.
Nel mio caso ci sarebbero volute le crinoline per convincermi ad un travestimento!
La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta.
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domenica 10 marzo 2013
domenica 21 ottobre 2012
Il bello ed il brutto delle donne - Abilmente a Vicenza
Odio quando tutti i più triti luoghi comuni sulle donne trovano conferma.
Ieri sono stata ad Abilmente, la mostra internazione della manualità
creativa.
Mi ha accompagnato mio marito, trasformatosi in breve tempo da “autista-chaperon”
a “santo-martire”.
Si è iniziato a vedere qualcosa di strano già all’uscita dal casello, con
utilitarie piazzate a cavallo degli svincoli in attesa di decidere quale
imboccare.
Si è proseguito prima nella rotonda e poi nel parcheggio, con
tentennamenti, indecisioni e discutibili manovre per finire con incauti
attraversamenti della strada da parte di signore intente a chiacchierare anziché
cercare di non essere investite.
Classico intasamento scomposto in zona biglietteria e blocco davanti ai
tornelli, dato che la maggioranza faceva passare il biglietto coprendo il
codice a barre con la mano.
Una volta entrate nei quattro padiglioni, maree di appassionate si
chiamavano, si fermavano a baciarsi e abbracciarsi, procedevano contromano o
attraversando continuamente le corsie trascinandosi trolley da riempire con gli
acquisti, incuranti di seguire le più elementari regole del transitare, senza
logica alcuna e producendo un costante e fastidioso rumore di fondo fatto di
urletti, risate sguaiate e richiami vari.
Il discorso bagni meriterebbe un post a parte, ma si conferma la tradizione
che vede quelli destinati alle donne perennemente con la coda e quelli degli
uomini vuoti.
In questo caso mio marito ha trovato donne anche in quello perché,
gli hanno detto ridacchiando, si poteva…
Tutto quello descritto finora è il rovescio della medaglia.
Il dritto è costituito da tutto quello che era esposto alla mostra.
Che era fatto da donne.
Ho visto, purtroppo in alcuni casi solo intravisto, tali e tante meraviglie
che mi hanno fatto fare pace con il mio genere di appartenenza.
Riusciamo a sembrare galline irrazionali e nello stesso tempo a creare e
produrre oggetti che sono opere d’arte.
Ricami, arazzi, decorazioni, oggettistica.
Lavori eseguiti con tale
maestria che sembravano il frutto di un progetto computerizzato e realizzato da qualche macchinario se guardandoli
più da vicino non si fossero visti tutti i minuscoli punti o nodi che li
componevano.
Trapunte e pannelli che riproducevano quadri famosi, quasi più belli dell’originale.
Biancheria ricamata finemente, bigiotteria di vetro, smalto, legno e
feltro.
Le più belle decorazioni
natalizie, che facevano venire voglia di trasformare la propria casa in uno
chalet perennemente addobbato e lavori all’uncinetto e a maglia divertenti e
particolari.
Una zona dedicata al riciclo ed alla carta, con origami giganti ed una
riproduzione, scala 1:1 del biplano di Francesco Baracca fatto tutto di cartone
(in questo caso da un uomo).
Tutti gli articoli di merceria che non riusciamo mai a trovare se non
girando mille posti, tutti gli schemi ed i cartamodelli per realizzare
qualsiasi cosa, attrezzi e lampade con lenti ingranditrici per ricamare senza
sforzo.
Il paradiso per tutto quell’universo femminile che ama il “crafting”.
Verso mezzogiorno il mio matrimonio già vacillava pericolosamente e quindi, con la promessa di andare al prossimo SPS di Parma (Fiera
sulle tecnologie per l’automazione elettrica), abbiamo guadagnato l’uscita (dopo
aver brillantemente dribblato un'enorme comitiva di appartenenti al club del ricamo
di Vattelapesca).
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