Dopo qualche tenue raggio di sole, adesso piove di nuovo!
Io sarei un po’ stanchina di questa primavera così fredda e umida.
Lo so, l’estate
scorsa vi ho tediato con molti post sul caldo e su quanto questo mi stava
stressando e incattivendo.
Non sono mai contenta.
Detto questo: sono comunque infastidita da questa pioggia
incessante che mi allaga il prato, mi impedisce di stendere all’aperto, mi fa
puzzare il cane e mi sporca i vetri e il pavimento dell’ingresso.
Così, facendo vagare la mente - unica cosa che può andare a
spasso senza bagnarsi - mi sono ricordata del film Ritorno al Futuro II.
I miei coetanei, o comunque chi l’ha visto, ricorderanno che
si svolge per la gran parte nell’ottobre del 2015.
Quindi tra due anni.
I nostri eroi arrivano nel futuro con la DeLorean
trasformata in auto volante alimentata dalla spazzatura.
Sta piovendo ma Doc comunica a Marty McFly che di lì a pochi
minuti cesserà.
Lasciando perdere l’abbaglio preso da molti film di
fantascienza circa le macchine volanti, cosa vogliamo dire del controllo meteorologico?
Perché invece di continuare a lavorare a nuovi armamenti o
anche a nuovi cellulari, qualcuno non inventa la pioggia “a comando”?
Che meraviglia far piovere dove e quando serve.
Potersi organizzare per quanto riguarda lavori
di giardinaggio, abbigliamento, panni stesi, inviti per barbeque e party all’aperto!
Tre o quattro ore di pioggerella notturna, che concilia anche il
sonno.
Oppure un breve temporale
pomeridiano per togliere la calura estiva e consentire ai maniaci di Instagram
la foto dell’arcobaleno.
In montagna una nevicata ogni notte per avere sempre piste
fresche e in campagna la pioggia appena seminato anziché appena fatti i
trattamenti antiparassitari.
Devo proporlo. Non so a chi ma devo.
Io non ce la faccio più…
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