lunedì 16 febbraio 2015

Il video della settimana - 8/2015 - Federico Paciotti


Sanremo è finito e devo dire che se mi ha fatto conoscere il talento di Federico Paciotti, vale la pena aver sopportato tutto il resto, vincitori compresi.

Perchè se proprio dobbiamo registrare un ritorno al "bel canto", alle voci impostate, alla tradizione lirica italiana, allora ben venga questo meraviglioso chitarrista/tenore!



Qualcosa che non irriti la vista e l'udito come i tre de Il Volo, che sembrano i nipoti sfigati di Claudio Villa, buoni solo per qualche matrimonio italo-americano e per farci restare ancora una volta ancorati allo stereotipo mafia/pizza/mandolino agli occhi di qualsiasi straniero li ascolti.

Federico Paciotti invece è pure figo.
Occhio chiaro bistrato, look studiatissimo, nessuna mano che gesticola come a recitare la poesiola sulla sedia ma un pugno nello stomaco per chi lo ascolta per la prima volta e non si aspetta niente del genere.

Ma certo che l'avevamo già visto. A 14 anni aveva vinto Sanremo Giovani col gruppo dei Gazosa. Caterina Caselli aveva avuto buon fiuto allora e oggi si riconferma.

Nel frattempo il ragazzo ha studiato lirica all'Accademia di Santa Cecilia e ha collaborato con il maestro Rolando Nicolosi, leggenda vivente dell'opera.

Ha aperto la serata sanremese dedicata alle cover, quella che ho apprezzato di più.

Io non so dove collocarlo, non so se un intero disco di hard rock misto romanze famose non sia troppo da ascoltare tutto in una volta ma quello che so è che mi ha fatto venire la pelle d'oca e l'occhio lucido, altro che Christian Grey!



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martedì 10 febbraio 2015

Il video della settimana - 7/2015 - Elisa


Oggi inizia il Festival di Sanremo e così ho pensato di condividere il video di Elisa, quando ha partecipato nel 2001 con la canzone Luce (tramonti a Nord Est).

Questa è una delle poche canzoni vincitrici che mi sia piaciuta.

Infatti di solito quelle che preferisco si piazzano fuori dal podio se non addirittura ultime.


In ogni caso Elisa è una cantautrice che apprezzo molto.
Canta bene dal vivo, scrive testi piacevoli, è simpatica.

Di solito predilige i testi in inglese ed è così che ha iniziato, ma per fortuna ci ha allietato anche con delle altre stupende canzoni nella nostra lingua.
La media resta comunque bassa: 19 su oltre 100 testi pubblicati.

Questa la amo particolarmente: Eppure sentire (un senso di te), disco d'oro e miglior video del 2007.




domenica 8 febbraio 2015

#unviaggiovintage - 70 giorni/10.000 chilometri


-“Non posso esimermi”-

Così ho risposto alla simpatica Monica del blog Alla ricerca di Shambala quando ha lanciato l’idea di un post che raccontasse un vecchio viaggio con relative foto, rigorosamente analogiche.
Possibilimente qualcuna doveva anche ritrarci, in modo che fosse proprio evidente l'implacabile trascorrere del tempo, dico io!

Ho smesso di viaggiare, nel senso “serio” del termine, negli anni ’80, quindi molto prima dell'avvento del digitale.
Non c'era problema, se non quello di scegliere fra migliaia di diapositive.

In realtà ho subito deciso che cosa vi avrei raccontato o meglio cosa avrei tentato di raccontarvi dato che mi sono resa conto che dopo 40 anni la memoria è leggermente offuscata e molte foto che credevo di avere erano purtroppo solo nella mia mente e altre non mi dicono nulla e non so assolutamente dove sono state scattate.

Comunque in qualche posto tra Verona e Aleppo nell'estate del 1973...


PREMESSA

Noi dovevamo andare in Persia. 
Sì Persia, si diceva ancora così.
C’era lo Scià e non c’era alcuna guerra o tensione religiosa.

In Turchia c’eravamo già stati 3 anni prima ma eravamo rimasti nella parte occidentale.
Ci mancava di visitare la Cappadocia e da lì avremmo proseguito verso est.


SVOLGIMENTO

Prego notare la mappa “homemade”, bisnonna di Google Maps, dove avevo disegnato il percorso e dove compaiono nazioni ormai sparite da decenni.
Comunque grazie a questo cimelio sono riuscita a dare un nome a molte delle tappe che ricordavo solo vagamente.


La prima foto dovrebbe essere di fronte al parlamento di Belgrado.
Eccomi lì, con mia madre, sgraziata come solo una tredicenne può essere…


Segue foto scattata su qualche spiaggia vicino a Salonicco, dove mi sto togliendo la sabbia dai piedi.


Noi dentro ad una moschea o forse è Santa Sofia a Istanbul ma forse no. (Se riconoscete il posto vi prego di dirmelo)
P.S. Ho scoperto che è la chiesa ortodossa di San Marco a Belgrado...


Dopo Ankara, verso Kayseri, vicino ad un ponte romano sul fiume Kizilirmak.


In Cappadocia, nella valle di Goreme.




Io con la guida nella città sotterranea.


Verso il nulla e nel nulla, tra terra e sabbia, pecore, pastori e bambini cenciosi.

In basso dei bambini ci salutano. Gli regalerò alcuni Topolino

Si aspetta la corriera. Sullo sfondo un paese con case a cupola. Come si chiamerà?

Incontri abituali. A volte pecore a volte cicogne.

Mio padre ha chiesto il permesso per fotografare l'acconciatura tipica

Senza parole....

L’IMPREVISTO

All’altezza di un posto chiamato Tunceli la strada verso la Persia finiva.
Nel senso che i turchi la stavano rifacendo completamente.

Dopo un tentativo da parte di mio padre di percorrerla ugualmente (che aveva dato come risultato la rottura del pavimento della roulotte e di un ammortizzatore) si è deciso di tornare sui nostri passi e di proseguire poi verso sud per andare a visitare Palmira, in Siria.

Questa foto dovrebbe essere stata scattata vicino a Tarso. 


Ricordo vagamente battute sulla luce che doveva colpirci sulla strada di Damasco…

Aleppo, famosa per i suoi pini, ci è apparsa arida e torrida.



Io sono quella col cappello, di spalle

C’erano 46 gradi e per un paio di giorni siamo usciti solo dalle 7 alle 9 del mattino, passando il resto del tempo sotto i pochi alberi del campeggio, facendoci una doccia ogni mezz’ora per sopravvivere.

Ad un certo punto mio padre ha preceduto di molti anni Forrest Gump con la battuta: “sarei un po’ stanchino” e ha deciso di tornare indietro in Turchia, verso la costa meridionale.

Sempre di spalle....
Lì ricordo campeggi bellissimi, gestiti dalla BP, con cucine a disposizione degli ospiti e bagni immacolati.
Un mare meraviglioso e una brezza che ci ha rimesso in forze dopo le disavventure precedenti
(tipo quella raccontata nel post "Le disavventure dei miei viaggi").

 
Spiagge deserte nonostante fossimo a fine luglio.
Il castello di Korikos, di fronte a Silifke.





IL RITORNO

C’è un vuoto di memoria e di foto fino alla Bulgaria. 

Probabilmente mio padre non ha voluto fare doppioni dato che tutta la zona di Efeso, Smirne, Troia, Pamukkale, così come Istanbul era già stata ampiamente fotografata tre anni prima.

Si è deciso di cambiare strada e puntare verso Vienna, passando dalla Bulgaria e dall'Ungheria.
Qui sotto il Monastero di Rila.


Sosta a Budapest.



Visita prolungata a Vienna, da dove eravamo scappati l’anno prima a causa della pioggia incessante.


'Sti calzettoni, non si possono vedere!



CONSIDERAZIONI FINALI

I miei ricordi di quell’estate sono quelli di una ragazzina. 
Cosa mi aveva colpito durante quei 70 giorni?
  • Un cane randagio incontrato nel campeggio di Kayseri.
    Gli davamo una porzione di pastasciutta e quando ci vedeva arrivare la sera ci correva incontro velocissimo tanto da meritarsi il soprannome di Fiasconaro (antico atleta italiano…).
  • Delle specie di piccole donnole, che in turco si chiamano “ghelenghe” (scrivo come si pronuncia) che correvano veloci tra i camini delle fate e le chiese rupestri in Cappadocia.
  • I Lokum, dolcetti ad alto peso specifico, profumati di rosa, di mandorle o di agrumi.
  • I bambini che toccavano i nostri vestiti e scappavano via ridendo.
  • Gli uomini che chiedevano a mio padre di aprire il cofano della sua Fiat 124 Special perché era appena uscita anche in Turchia, dalla fabbrica di Bursa.  Alcuni si buttavano anche a terra per vedere sotto la macchina.
  • Le donne che ci offrivano il te bollente su vassoi tenuti da catenelle e volevano vedere dentro la roulotte e poi ci invitavano nelle loro casette, e tutti ci guardavamo sorridendo parlando a gesti.
  • Tutte le bibite e i gelati che mi sono stati proibiti per paura della dissenteria.
  • La super dissenteria che ha colpito mia madre….
  • Le tre ore al confine tra Ungheria e Austria, sotto tiro di una sentinella col mitra, mentre funzionari doganali passavano lo specchio sotto auto e roulotte e ispezionavano ogni cosa. Moduli e moduli da compilare spiegando ai miei cosa scrivere (mio padre sapeva un po’ di francese e l’unica che capiva l’inglese ero io).
  • Appena entrati in Austria il sollievo di essere tornati alla civiltà e alla libertà (Bulgaria e Ungheria ai tempi erano drammatici da attraversare…).
  • Gli uccellini e gli scoiattoli del parco di Schoenbrunn che mangiavano dalle mie mani.


martedì 3 febbraio 2015

Il video della settimana - 6/2015 - Maroon 5


Non si può continuare ad ignorarli.

Ormai sono in giro da più di 15 anni e alla fine ci si ritrova sempre a canticchiare la loro ultima canzone.

Adam Levine e i suoi sono pop, che più pop non si può.


Il frontman ha il suo bel perchè anche quando non canta, ma quando lo fa raggiunge un falsetto difficile da uguagliare.

Nei video cerca sempre di mostrare il suo bel torace e ci riesce sistematicamente.
In quello che condivido questa settimana, Payphone del 2012, si tiene una squallida canottiera ma il bicipite tatuato è comunque in bella vista...

La storia è un filo illogica ma va bene così: lui è un impiegato di banca che durante una rapina (da parte degli altri membri del gruppo) fa l'eroe, ruba una pistola e porta in salvo una collega gnocca.

Viene scambiato per uno dei rapinatori e invece di fermarsi e spiegare la situazione, molla la tipa e scappa su una spider, provocando danni ovunque e arrivando tutto sporco e ferito nella cabina telefonica del titolo.
Boh.

In ogni caso si muove bene davanti la cinepresa e se ne sono accorti pure a Hollywood.
Infatti ha iniziato a fare anche l'attore.

L'ho visto la settimana scorsa in un film molto carino: Tutto può cambiare - Begin again, con Keira Knightley e Mark Ruffalo.
Fa la parte di un cantante (ma va?!?) un po' stronzo ma pronto a pentirsi...

Canta questa dolce canzone per farsi perdonare dalla bella Keira:




domenica 1 febbraio 2015

La foto della domenica - Febbraio/1*2015 - Cinema Astra


In un vecchio post avevo già raccontato della triste fine di tutti i cinema in centro a Verona.

Ieri, durante la consueta passeggiata del sabato mattina, ci siamo trovati davanti a quel che resta dell'Astra.


Ai suoi tempi era bellissimo.
Grande, con la galleria e soprattutto con il soffitto che si poteva aprire durante la bella stagione.

Sarà perchè allora uscivano meno film, sarà perchè andare al cinema aveva un peso diverso da oggi, fattostà che io ricordo quasi tutti i film che ho visto in quella sala.

Lì ho fatto la coda per vedere Guerre Stellari, il primo.  Eravamo io ed i miei genitori sotto la galleria che sta difronte al cinema, allora piena di negozi oggi chiusi da tempo, e vedevamo uscire gli spettatori che parlavano tra loro, ancora esaltati dalla magnificenza delle scene e dalla storia così avvincente.

Lì, in una di quelle serate in cui la compagnia non si mette d'accordo su cosa vedere, ho visto malvolentieri Fuga da Alcatraz rendendomi conto mano a mano che la storia proseguiva che mi stava piacendo molto.

Col mio amico Sergio, una sera che eravamo entrambi tristi perchè tutti e due non trovavamo mai l'amore, abbiamo optato per un film dove non se ne parlasse nemmeno per sbaglio: Caccia a ottobre rosso.

Lì, con la fida Elena, ho visto Pretty Woman.  Mi sembra ieri che all'uscita ci siamo dette che avevamo sbagliato tutto nella vita e che noi non avremmo mai incontrato uno come Richard Gere perchè facevamo le impiegate in un ufficio anzichè darla via per strada...


C'era la bigliettaia seduta in alto, c'era il baretto dove compravi le Morositas, c'era l'omino che strappava il biglietto... c'erano purtroppo quelli che ti fumavano vicino... quelli che arrivavano a metà e ti facevano alzare per andare a sedersi ... c'era il cinegiornale .... eravamo giovani ... c'era la lira ... sob ....  sob ... sob ...


La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta.


sabato 17 gennaio 2015

É gradita la prenotazione



Avrei voluto scrivere proprio un post diverso.

Da due settimane pregustavo l’appuntamento di questa mattina: avrei assistito alla presentazione del nuovo libro di Alberto Angela presso la Cantina di Borgo Rocca Sveva a Soave.

In quanto buoni clienti (sia come privati che come azienda per conto di mio marito) siamo nella loro mailing list e ci inviano sempre gli inviti ai loro eventi.

Non avevamo mai partecipato perché di solito erano in giorni e orari troppo scomodi per noi.

Però questo sembrava perfetto: sabato mattina alle 10,30 e la possibilità di incontrare un personaggio che ammiriamo e seguiamo da sempre.

Così avevo prenotato subito due posti a nostro nome e avevo ricevuto immediatamente la conferma e ieri la riconferma: ci aspettavano!
Già mi vedevo a fare domande, chiedere l'autografo sulla mia copia, farmi fare la foto per il blog...

Alle 10,15 arriviamo a Soave e ci accorgiamo che c’è uno strano movimento: troppe macchine, tutti i parcheggi esauriti.
Impossibile avvicinarsi alla cantina.

Riusciamo a trovare un buco dalla parte opposta del paese e corriamo verso il nostro appuntamento, ma già davanti l’ingresso si capisce che sono tutti lì, una massa eterogenea che spinge per entrare.

Due signorine distribuiscono il buono per un bicchiere di Durello.  
Nessuno chiede la prenotazione.
Allora chiediamo noi e con un sorriso una di loro trova un foglietto con una quindicina di nomi e annuisce dicendo: “Eh sì, siete i primi della lista!” senza che questo significhi nulla ovviamente.

Infatti la grande sala da 2500 posti è già strapiena e ci sono solo posti in piedi.
Un caldo terrificante e un tavolo in un angolo dove tutti si fionderanno alla fine per accaparrarsi il bicchiere di spumante gratuito.
Là in fondo due poltroncine dove il nostro eroe si siederà intervistato da qualcuno di cui non saprò mai il  nome.

Mentre guadagnamo velocemente l’uscita, restituendo il  buono per il bicchiere di Durello, facciamo in tempo a sentire alcuni che accalcandosi all'ingresso chiedono “Ma ci elo che parla?” “Boh, uno de la television”…


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martedì 13 gennaio 2015

Il video della settimana - 3/2015 - Ed Sheeran

Un bel video romantico questa settimana: Thinking out loud di Ed Sheeran.
Questo cantautore inglese è diventato popolare pochi anni fa con Lego House.
Niente orpelli, solo lui, la sua musica, la sua chitarra e la sua voce.
Semplice e piacevole.

Ha i capelli rossi.
Io-ho-sempre-avuto-un-debole-per-gli-uomini-con-i-capelli-rossi-ma-non-ditelo-a-mio-marito...
Il mio primo amore "adulto" è stato proprio per un crudele ragazzo pel di carota che non mi ha mai filato nemmeno di striscio.
Bello e impossibile.

Ma tornando al nostro Ed in questo video si è proprio superato: è dimagrito e ha preso lezioni di danza per cinque ore al giorno per un mese.
Il testo della canzone è quanto di più dolce e sentimentale si possa desiderare in vista del prossimo San Valentino: una dichiarazione d'amore che è una promessa per la vita, pensata ad alta voce.

Condivido anche il video di Lego House perchè il protagonista, che interpreta uno stalker dello stesso Sheeran è Rupert Grint, il mitico Ron Weasley di Harry Potter.
Neanche a dirlo che la famiglia Weasley era la mia preferita...