Un paio di mie amicizie di Facebook hanno condiviso questo articolo "A 50 ho cambiato vita e sono diventata abitante del mondo".
E giù commenti di altre blogger entusiaste della notizia. Invidia e approvazione.
Allora perchè a me è "salito il crimine" ?
Per fortuna che leggendo molti dei commenti all'articolo del Corriere della Sera ho trovato persone che la pensavano come me, altrimenti avrei pensato di avere qualcosa di sbagliato.
Io mi sento offesa da notizie di questo genere.
Questa tipa, architetto affermato che improvvisamente si è trovata disoccupata, si è permessa il lusso di rinunciare a varie offerte di lavoro ritenute non alla sua altezza e trasferirsi a Tahiti.
Ma il trucco è proprio qui. Lei aveva già questo lavoro!
Era coordinatrice di viaggi per una Agenzia e quindi non ha fatto altro che accettare di farlo a tempo pieno.
Sai che coraggio! Senza problemi di denaro, con un figlio grande e già autosufficiente, evidentemente senza un marito o un compagno e senza problemi di assistenza a genitori anziani.
Chiaramente ha un blog con oltre 10.000 contatti. Perfino la Rai se ne è interessata!
Ma che conforto o illuminazione potremmo mai trarre da questo articolo?
Quelli che perdono il lavoro e nessuno offre loro un'alternativa, quelli che sono bloccati da mille responsabilità perchè hanno figli a loro volta disoccupati o genitori invalidi?
A 50 anni questa è la realtà per la maggioranza delle persone.
Nessuno può permettersi di fuggire dai propri doveri a meno di non essere un irresponsabile egoista di merda.
Prendiamo ad esempio la mia famiglia. Non serve andare lontano.
Se mio marito per disgrazia perdesse il lavoro pensi che potremmo andare a Tahiti a fare gli accompagnatori turistici?
Nessuno dei suoi due figli, pur avento 30 e 26 anni, entrambi laureati, è già autosufficiente. Vivacchiano tra uno stage non pagato e lavoretti part-time spesso in nero.
Li abbandoniamo a loro stessi? Smettiamo di pagare gli alimenti? Il giorno dopo arriverebbe puntuale l'ingiunzione del giudice.
Mio suocero ha l'Alzheimer e mia madre la demenza senile.
Sarebbe bello dimenticarsene. Ma io invece non dormo la notte per la preoccupazione.
Nostra figlia l'anno prossimo andrà all'università. Dovremmo forse impedirglielo? Si arrangi che noi andiamo a rifarci una vita.
No, perchè quando finirà di anni ne avremo 60 circa.
Ma forse allora il Corriere pubblicherà un altro articolo che ci spiegherà come cambiare vita a 60 anni e ricominciare, non so, a Puerto Escondido, col classico baretto sulla spiaggia che sogna sempre mio marito...
Insomma quello che voglio dire è che la storia di questa tipa è un caso a sè, che lascia il tempo che trova, che non insegna a nessun cinquantenne "normale" come rifarsi una vita, come trovare un lavoro, come non sentirsi degli scarti della società oppressi dalle preoccupazioni e dallo sconforto.
Irritante e inutile.
.
.
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venerdì 21 novembre 2014
martedì 18 novembre 2014
Il video della settimana - 47/2014 - Lucio Battisti
É sempre difficile trovare "la canzone" quando si parla di quelli che hanno fatto la storia della musica.
Infatti devo ancora condividere qualcosa dei Beatles o dei Pink Floyd.
Del caro Lucio Battisti avevo già parlato in occasione del 40° compleanno de "La canzone del sole", ma lì era tutto un discorso nostalgico.
Come qui del resto!
Come non avere nostalgia di Lucio Battisti?!? Ancora oggi, quando penso che non ci sarà mai più nessun album di cui aspettare l'uscita mi sento attraversata dallo sgomento e dalla tristezza.
Dopo tanti anni è ancora così.
Pur preferendo tutte le sue canzoni con i testi di Mogol faccio un'eccezione per l'album Don Giovanni, del 1986, che considero un capolavoro unico nel suo genere.
Qui Pasquale Panella è riuscito a creare metafore e giochi di parole che mi colpiscono e affascinano ancora oggi.
C'è ironia, c'è romanticismo, ci sono rime ardite e aggettivi inventati.
Ascoltavo queste canzoni sul lettore a cassette della mia Citroen 2CV, spesso versando lacrime che ben si accompagnavano al testo de "Il diluvio" che condivido oggi.
... e piove piove, siamo annaffiatoi, dopo di noi il diluvio....
Oggi per fortuna c'è il sole!
Infatti devo ancora condividere qualcosa dei Beatles o dei Pink Floyd.
Del caro Lucio Battisti avevo già parlato in occasione del 40° compleanno de "La canzone del sole", ma lì era tutto un discorso nostalgico.
Come qui del resto!
Come non avere nostalgia di Lucio Battisti?!? Ancora oggi, quando penso che non ci sarà mai più nessun album di cui aspettare l'uscita mi sento attraversata dallo sgomento e dalla tristezza.
Dopo tanti anni è ancora così.
Pur preferendo tutte le sue canzoni con i testi di Mogol faccio un'eccezione per l'album Don Giovanni, del 1986, che considero un capolavoro unico nel suo genere.
Qui Pasquale Panella è riuscito a creare metafore e giochi di parole che mi colpiscono e affascinano ancora oggi.
C'è ironia, c'è romanticismo, ci sono rime ardite e aggettivi inventati.
Ascoltavo queste canzoni sul lettore a cassette della mia Citroen 2CV, spesso versando lacrime che ben si accompagnavano al testo de "Il diluvio" che condivido oggi.
... e piove piove, siamo annaffiatoi, dopo di noi il diluvio....
Oggi per fortuna c'è il sole!
giovedì 13 novembre 2014
Trovare un buon argomento
E’
difficile.
Sto sfogliando virtualmente i giornali per ispirarmi.
Di
cosa parlare in questa piovosissima giornata?
Tristezza,
preoccupazione e schifo vanno per la maggiore, ma vorrei evitare.
Mi
butto sui trafiletti laterali e allora sale un misto di divertimento e
raccapriccio.
Le
nuove coppie dell’Isola dei famosi, un poveretto che da undici anni vive a
Sharm con la sua pensione in una specie di perenne vacanza all inclusive, foto
di devastazioni da botox, la moda del “new normal”…
Sì,
quella che ti vesti come vuoi e sei a posto. Non devi dimostrare nulla né
seguire regole di alcun tipo. Speriamo bene.
I
dieci posti dove bisogna aver fatto l’amore almeno una volta.
E
qui son messa male. Solo 4 e gli altri
non mi attirano nemmeno. Sarei troppo in ansia o in preda a un riso isterico.
Non va bene.
Probabile
fotoritocco alle coscione di Beyoncé (sai che novità) e le dieci esperienze
extralusso nel mondo (e qui io non ne ho fatta nemmeno una).
Beccata
con un altro in un bar dall’amico del marito. Video virale su Youtube. Mah…
Sindrome
della campanella: in questo periodo molti studenti si ammalano.
Ma dai? Questo
lo devo far leggere alla prof di latino di mia figlia che ha dato una nota alla
classe perché c’erano 4 assenti su 25 e la lezione veniva penalizzata.
Questo
è interessante: l’anno prossimo sarà disponibile una app che potrà farci
cambiare l’umore solo al tocco del nostro smartphone.
Questa
la tengo d’occhio: hai visto mai che mi fa passare ‘sto giramento di
scatole!?!?
.
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lunedì 10 novembre 2014
Il video della settimana - 46/2014 - Nena
Dovete sapere che per me sentire parlare in tedesco ha lo stesso effetto del gesso che stride sulla lavagna.
Ne consegue che sono ben pochi i pezzi cantati in questa lingua che mi piacciono.
99 Luftballons è uno di questi.
(Gli altri sono Lili Marlene cantato dalla Dietrich e Der Kommissar di Falco)
Quando Nena e la sua band lo pubblicarono nel 1983 il muro di Berlino era ancora in piedi e il testo scritto dal chitarrista Carlo Karges ipotizza la reazione dei soldati di fronte ad un'invasione di palloncini scambiati per un'astronave nel clima di guerra fredda di quell'epoca.
Ieri era il 25° anniversario della caduta del muro.
Come sempre la mia vetustà mi permette di ricordare com'era prima.
Quando esisteva la cortina di ferro. Quando c'era non solo Berlino Est ma anche la DDR.
E l'Urss e la Yugoslavia e l'Albania era qualcosa di inaccessibile come la Cina.
Quanti film e quanti libri su tentate fughe, su scambi di spie.
Specchio di una realtà che per fortuna non esiste più.
Non che la realtà di oggi sia tutta rose e fiori, ma almeno Berlino e la Germania si sono riunite e viaggiare nei paesi dell'Est non richiede più trafile interminabili e controlli di ore alla frontiera.
Accontentiamoci.
P.S.
Il video esiste in ben quattro versioni. Io ho condiviso la più vecchia ma qui sotto beccatevi anche quella del 2009.
Ne consegue che sono ben pochi i pezzi cantati in questa lingua che mi piacciono.
99 Luftballons è uno di questi.
(Gli altri sono Lili Marlene cantato dalla Dietrich e Der Kommissar di Falco)
Quando Nena e la sua band lo pubblicarono nel 1983 il muro di Berlino era ancora in piedi e il testo scritto dal chitarrista Carlo Karges ipotizza la reazione dei soldati di fronte ad un'invasione di palloncini scambiati per un'astronave nel clima di guerra fredda di quell'epoca.
Ieri era il 25° anniversario della caduta del muro.
Come sempre la mia vetustà mi permette di ricordare com'era prima.
Quando esisteva la cortina di ferro. Quando c'era non solo Berlino Est ma anche la DDR.
E l'Urss e la Yugoslavia e l'Albania era qualcosa di inaccessibile come la Cina.
Quanti film e quanti libri su tentate fughe, su scambi di spie.
Specchio di una realtà che per fortuna non esiste più.
Non che la realtà di oggi sia tutta rose e fiori, ma almeno Berlino e la Germania si sono riunite e viaggiare nei paesi dell'Est non richiede più trafile interminabili e controlli di ore alla frontiera.
Accontentiamoci.
P.S.
Il video esiste in ben quattro versioni. Io ho condiviso la più vecchia ma qui sotto beccatevi anche quella del 2009.
domenica 9 novembre 2014
La foto della domenica - 2/11 - Fiera Cavalli
Eccoci qui, un anno dopo, con la stessa giornata uggiosa durante la sfilata in piazza Brà per il concorso "Eleganza in carrozza"; uno dei tanti eventi in programma nell'ambito della Fiera Cavalli.
Carrozze, birocci, calessi e carretti.
Equipaggi rigorosamente in costume.
Tiri singoli, pariglie e tiri a quattro.
Un bellissimo spettacolo, con una certa nostalgia per un tempo che non c'è più e una grande ammirazione per questi meravigliosi animali che indirette vittime della crisi economica rischiano di sparire a poco a poco.
Chiudono molti allevamenti, maneggi, ippodromi e sale corse ...
La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta
Carrozze, birocci, calessi e carretti.
Equipaggi rigorosamente in costume.
Tiri singoli, pariglie e tiri a quattro.
Un bellissimo spettacolo, con una certa nostalgia per un tempo che non c'è più e una grande ammirazione per questi meravigliosi animali che indirette vittime della crisi economica rischiano di sparire a poco a poco.
Chiudono molti allevamenti, maneggi, ippodromi e sale corse ...
La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta
venerdì 7 novembre 2014
Il giubbotto maledetto
Domenica
scorsa, come forse avete letto nel post precedente, abbiamo trascorso tutta la
mattinata in centro, prima al mercatino di San Zeno e poi in passeggiata.
Era
una di quelle mattine fresche ma soleggiate che in questo periodo bisogna
cogliere al volo.
Il
problema è come vestirsi.
Al
sole c’è caldo, all’ombra c’è freddo.
Soffia un venticello frizzantino, ma
camminando si suda pure.
Insomma
il marito era in crisi.
Il
vestito no, lo porto tutta la settimana, l’impermeabile no perché non piove,
col maglioncino ho caldo, con la camicia ho freddo.
Mettiti
il giubbotto di pelle scamosciata! – dico io.
No,
lo odio, ce l’ho da una vita, è “da vecchio”, ce l’hanno tutti – risponde lui.
Ma
noooooo! – ribatto - È un passepartout,
l’ideale per queste giornate, ti sta bene, non è vero che è da vecchio e sì, se
ne vede qualcuno in giro, ma proprio perché è perfetto per questa stagione…
Insomma
cede e se lo mette, dicendomi però che avrebbe contato tutti quelli che
incontravamo con lo stesso giubbotto.
E’
stato un disastro: a mezzogiorno, mentre degustavamo il nostro aperitivo Barolino
al bar, è passato davanti a noi il 48esimo, indossato dall’ennesimo uomo di
mezza età, per non dire terza età!
Ce
n’erano ovunque.
Ti giravi e ne vedevi qualcuno passeggiare, alcuni anche
claudicanti (ne abbiamo contati 5), tutti con i capelli bianchi o pelati, col
giornale sottobraccio o il nipotino per mano.
Avanzavano
verso di noi, anche due al colpo, e mio marito ad un certo punto se l’è tolto,
dicendo che aveva caldo.
Ma
si vedeva che soffriva…dentro e fuori.
Beh,
adesso piove.
Domenica
potrà indossare il suo impermeabile blu.
Un classico, un passepartout, glielo
dico sempre!
.
.
.
lunedì 3 novembre 2014
La foto della domenica - 1/11 - Verona antiquaria
Dal luglio di quest'anno ogni prima domenica del mese c'è Verona Antiquaria, un mercatino di antiquariato e modernariato che si svolge nel quartiere di San Zeno per tutto il giorno.
Questa è la vecchia Verona.
Essere un "Sanzenate" vuol dire essere veronese davvero.
La basilica che dà il nome al quartiere è un capolavoro romanico.
All'interno vari tesori tra cui una pala del Mantegna.
Il famoso portale è ricoperto da 48 formelle bronzee che raccontano vari episodi biblici.
Poi c'è il Rosone della fortuna, la statua del santo africano, la cripta ed il chiostro....
Invece il mercato raccoglie i banchi di circa 200 espositori, alcuni veramente interessanti, tipo quelli con mobili e complementi di design anni '50 e e '60.
Ogni mese c'è anche un tema gastronomico ed artistico, per cui i locali della zona offrono menù dedicati e nelle piazzette si esibiscono artisti vari.
Veramente piacevole.
La foto della domenica è un'idea di Bim Bum Beta.
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