domenica 24 marzo 2013

La foto della domenica - 24/03/2013

Tanto per cambiare una bella domenica piovosa.








Tabù in cima alla scala guarda fuori sconsolato sperando di poter fare una passeggiata...
















...marito che ne approfitta per restaurare una delle tante Polaroid acquistate distrutte su e-bay...

















...figlia che studia per la verifica di storia di domani....















 ...ed io, che tento di evitare l'ennesima figuraccia a Ruzzle!












La foto delle domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta.




venerdì 22 marzo 2013

Blind auditions



E’ questa la novità che ho potuto apprezzare a The Voice of Italy, sorta di talent show in onda su RaiDue il giovedì sera.

Il genere reality/talent  non è mai la mia prima scelta quando guardo la televisione.

Io sarei una da film, in seconda battuta da serial, poi da fiction ma con poche puntate. 

Però capita che mi distragga, che salti a destra e sinistra come una mosca impazzita durante le pubblicità e così possa appassionarmi a un programma che mi fa vedere un obeso che dimagrisce 60 chili in 8 mesi, o due gemelli di bell’aspetto che ristrutturano case oppure uno sconosciuto che canta, appunto.

Così sono approdata a questo programma, che è un format olandese, dal quale avrei voluto subito fuggire appena vista la Carrà, ma che invece mi sta piacendo.

Questi quattro coach male assortiti, la Carrà appunto, Noemi, Pelù e Cocciante ascoltano gli aspiranti partecipanti dando loro le spalle.

La voce è quella che conta. 
L’intonazione, l’emozione che sa trasmettere, la personalità che si può solo intuire.
Nessuno è giudicato per l’aspetto esteriore o per l’età. 

Almeno finchè non finisce l’esibizione e viene anche visto e allora parte l’ormone impazzito della Carrà e di Pelù, che sembrano perennemente in calore.   
Più seri e concentrati gli altri due, per fortuna.

In queste due ultime settimane (mi sono persa la prima puntata) ho sentito delle belle voci.   
E tanto mi è bastato per passare un paio d’ore in serenità, distraendomi dall’orrore in cui mi getta l’ascolto del telegiornale serale.

Una volta finite queste audizioni alla cieca partirà il confronto diretto tra i prescelti di ogni squadra, fino ad arrivare ad un solo cantante per coach e quindi al vincitore tra i primi quattro.

La qualità c’è.
Spero che vengano scelte anche delle belle canzoni. 

Quindi non resta altro che accomodarsi e, magari sognando di imitare Abatantuono in Puerto Escondido,  godersi lo spettacolo.
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mercoledì 20 marzo 2013

Non ci sono più certezze




Ecco, io ero rimasta a quando la primavera iniziava il 21 di marzo.  

Ché poi era San Benedetto, la rondine sotto il tetto.

Adesso viene fuori che l’equinozio è oggi, per non parlare di San Benedetto che viene festeggiato l’undici luglio (San Benedetto, la zanzara nel letto…).


Facendo un breve excursus nei cambiamenti ai quali la mia povera mente ha dovuto adeguarsi si parte dai nuovi nomi di molti stati, dalla Rhodesia alla Birmania, città tipo Bombay o Leningrado, passando per le nuove province italiane che non ho fatto in tempo a memorizzare che sono state abolite.

Anni per imparare ad usare la tabella dei logaritmi e scoprire che adesso non se la caga più nessuno.

Vincere il concorso di velocità per stenografi (sistema Meschini) e raccontarselo da soli perché nessuno ormai ha la minima idea di cosa significhi stenografare.

Parliamo di cibo? 
Prima la pastasciutta fa bene, poi fa male, poi bisogna cuocere bene, poi bisogna mangiare crudo.  
La cioccolata no, la cioccolata sì. 
Il vino rovina il fegato, il vino fa bene alla pelle.

Abbigliamento? Accostamenti di due fantasie, colori discordanti, tacchi con i pantaloni, paillettes di mattina, scollature in chiesa…
Ma le righe orizzontali allargano ancora?

Non si dice piacere né buon appetito. Anzi, farlo è da maleducati.

Lo sci deve essere lungo come lo sciatore con il braccio alzato. 
Lo sci deve arrivare alla spalla.   
Ma la misura dei calzini si prende ancora intorno al pugno chiuso? 

Sono molto confusa…
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lunedì 18 marzo 2013

Il video della settimana - 12/2013 - Craig David


Ecco un video che mi è piaciuto subito.  

Riprende le tematiche trattate dal film “Ricomincio da capo” (di cui avevo parlato qui), nel senso che il protagonista rivive innumerevoli volte la stessa giornata fino a trasformarla alla fine nella “giornata perfetta”.

Il nostro cantante è l’inglese Craig David, astro del pop, dell’R&B e della musica UKGarage.

La sceneggiatura è carina. 

Mentre il testo della canzone parla di questo conquistatore infallibile che il lunedì conosce una bella ragazza e solo dicendole l’ora si guadagna una settimana di sesso sfrenato e un futuro luminoso, nel video vediamo che la storia è andata così solo dopo che mille contrattempi hanno rischiato di mandare a monte il suo bel sogno.

Alla fine, quando finalmente riesce ad arrivare alla cena con la sua bella - preludio di future ore d’amore - malauguratamente rovescia un bicchiere di vino, quindi esce letteralmente dalla pellicola, la spinge indietro manualmente e riprende da prima del fattaccio presumibilmente stanco di dover sempre ricominciare la giornata daccapo.

Questa storia di rivivere alcuni momenti potendo fare delle correzioni mi ha sempre intrigato. 
Quante cose si potrebbero fare meglio o evitare!!!  

Per completare il mio omaggio a Craig David condivido anche questo bel duetto che ha inciso nel 2008 con il nostro Nek.  Sì proprio Nek, e allora? E’ carino e quando parla ha quest’accento emiliano ruspante che fa sangue…




domenica 17 marzo 2013

Fare un ritratto - La foto della domenica - 17/03/2013

Una domenica tranquilla e pigra.

Guardare come procede il ritratto che mia figlia sta facendo alla sua migliore amica...


...e domandarsi perchè mai l'abbiamo iscritta al Liceo Scientifico!

L'immagine di questo disegno finito la potrete trovare prossimamente sulla sua pagina di DeviantART (qui)

La foto della domenica è un'iniziativa di  Bim Bum Beta.

giovedì 14 marzo 2013

Io e i Papi

Non sono una brava cattolica.
Della serie che vado a Messa due volte l’anno, qualche volta in più solo se sono invitata ad un matrimonio o se purtroppo mi capita un funerale.

Non mi confesso dalla Cresima e prego solo nei momenti di bisogno. 
Quando mio padre si è ammalato di cancro, quando mio marito è stato operato alle coronarie, quando volo.

Vivo nel peccato perché se un assassino può essere perdonato per il suo crimine, chi invece sposa un divorziato no.

Mi piacciono quei preti un po’ di frontiera. 
Quelli che se non ti casca l’occhio sulla croce sul bavero nemmeno ti accorgi che lo sono.
Il mio curato di quando ero piccola. Che giocava a pallone con noi bambini in fianco alla chiesa. 
 
Il prete che accompagnava nei boschi mia figlia ed i suoi amici del grest estivo, elencando i nomi dei fiori selvatici.
Il parroco del mio quartiere di una volta, che ha creato una delle prime case famiglia di Verona.

Quelli di Roma non mi piacciono molto.  Troppo lusso. Troppi paludamenti. Gerarchie. Misteri.

Però ogni Papa a suo modo mi ha lasciato un segno. 
Qualcosa di divino allora deve esserci.

Ero piccolissima e credo proprio che il mio primo ricordo sia di mia madre che parla al telefono con qualcuno dicendo che Papa Giovanni è morto.  Mi ricordo discorsi con i vicini di casa e la TV in bianco e nero che mostra la gente che piange in Piazza San Pietro.

Passano diversi anni e siamo in Portogallo.   
Nelle nostre lunghe vacanze ci disinteressiamo completamente delle notizie e telefoniamo a casa ogni quindici giorni.
Però quel 6 agosto 1978 nel paesino di Nazarè la notizia della morte di Paolo VI circola in tutte le lingue e mi lascia attonita. 
Per me era il Papa di sempre. Quello nominato in tutte le Messe, quello citato nel mio Catechismo, in pratica quello con cui sono cresciuta.

Siamo ancora in vacanza quando viene nominato Giovanni Paolo I, ma siamo contenti perché è veneto ed è un uomo semplice, vicino ai poveri, agli operai di Marghera, aperto verso una modernizzazione della Chiesa.

Dopo poco più di un mese mi sveglio per andare a scuola ed ecco la notizia scioccante: il Papa è morto.   
Sono arrivata in motorino sotto casa della mia amica Elena e ricordo che abbiamo parlato di quando inquietante fosse stato quell’anno. 
Le Brigate Rosse, l’assassinio di Moro, la morte di due Papi.
Ma cosa stava succedendo?  

Però quando hanno eletto Giovanni Paolo II mi sono tranquillizzata. 
Finalmente uno straniero, uno dell’Est (ma non erano tutti laici comunisti?) uno abbastanza giovane che rompe i protocolli e chiede aiuto alla folla perché non sa bene l’italiano.

Mi piaceva. 
Non che per questo fossi diventata praticante. Anzi.

Nell’aprile del 1988 il Papa viene due giorni a Verona. 
La città sembra impazzita. Vengono asfaltate strade, piantati alberi e sistemate aiuole. Tutti sono in fibrillazione ed io sono abbastanza esterrefatta nel sentire e vedere tutta l’eccitazione dei miei concittadini.

Il secondo giorno di visita sto seguendo alla TV gli spostamenti del Papa, così,  perché mi piace sempre vedere Verona in televisione e guardo se riconosco qualcuno. 

Dicono che sta per partire alla volta di Negrar e quindi passerà con la “Papa-mobile” molto vicino a casa mia. 
Non so cosa mi è preso, ma sono uscita di corsa e sono arrivata sotto al ponte del Saval col fiatone ed ho fatto in tempo a vederlo passare sulla jeep bianca. 
Giurerei che ci siamo guardati negli occhi ed è stato pazzesco. 

Ero davanti la televisione anche quando è morto è mi è dispiaciuto veramente seguire tutta la sua agonia.

Papa Ratzinger non mi è mai piaciuto. Tedesco. E ho detto tutto.  

Tra l’altro ha la colpa di aver deluso mia figlia e centinaia di altri bambini delle elementari di tutti i paesi vicino l’aeroporto di Verona, quando nel 2006 invece di sfilare lentamente come previsto, è passato facendo scattare tutti gli autovelox.   
Paura degli attentati ci è stato detto. 
Dopo giorni che tutte le maestre avevano fatto preparare bandierine bianche e gialle e striscioni.
Dopo che tutte le transenne erano state sistemate bloccando il traffico per ore. 
Neanche un salutino con la mano.

E’ riuscito a scalfire la mia scorza dura solo il giorno delle sue dimissioni. 
Lì ho visto un po’ di umanità.

Ieri sera invece sono rimasta piacevolmente colpita. 
Ho delle buone sensazioni, come usano dire gli sportivi prima delle gare.
Papa Francesco (ma quanto bello è questo nome?) è riuscito a far posare la forchetta a me e mio marito e a farci recitare un Padre Nostro e un’Ave Maria a tavola.  Mai successo.
Dev’essere un segno. 

Buon lavoro Papa!
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martedì 12 marzo 2013

La dea bendata


Bisogna dirlo piano…ma se il 2013 fosse il mio anno fortunato?

Tutto sta ad interpretare i segni e soprattutto a non pretendere di vincere al Superenalotto.   
Per quello non c’è verso ed è inutile farsi delle illusioni.

Ma le piccole cose. 
Quelle cose carine che ti raddrizzano la giornata.

Quei momenti in cui ti emozioni come quando da bambina trovavi 10 lire rimaste nel distributore di semi di zucca…

Andando con ordine si inizia la sera di San Valentino, quando nel bel ristorante dove sono stata invitata da mio marito è stata organizzata un’estrazione di regali da distribuire ad una decina di signore presenti.

A tutte (forse più di un centinaio) era stato dato un numerino ed io davo già per scontato che non sarebbe successo nulla.

Invece mi hanno estratta! 
Purtroppo non ho vinto né il week end a Venezia né la giornata in un mega centro benessere per due…però se fossi una che usa la terra per il viso ne ho ricevuto una confezione di gran marca con tanto di pennello di martora.  

Come si dice “a caval donà….”

La settimana scorsa invece ho ottenuto un piccolo successo come blogger.   
Ai vari follower del blog Viaggi & Baci era stato chiesto di trovare il tema per il prossimo post su “I sensi dei miei viaggi”, appuntamento mensile al quale partecipo sempre con entusiasmo. 

Tra le varie proposte la mia è stata quella più votata. 
Quindi la mitica Monica mi ha coinvolta nell’organizzazione dell’evento ed io vi dò appuntamento al 5 di aprile per leggere il mio post su “Lo shopping dei miei viaggi”.   
Tutti potranno descrivere quali souvenir hanno comprato e dove, oppure a cosa hanno rinunciato a malincuore o peggio quale impulso incontrollato ha fatto sì che si trovino con il più kitsch degli oggetti a rovinare lo stile minimalista di casa.

Last but not least oggi sono stata una delle due estratte al Giveaway di Anna del blog Tulimami
Per festeggiare il “compleblog”, Anna aveva messo in palio due sue creazioni da regalare alle sue follower che sono davvero tantissime.

Potrei aver vinto uno dei suoi pupazzi “stralocchi” (mia figlia sarebbe felice) oppure una collana lavorata a maglia con un megabottone di madreperla per un look “gggiovane” che va sempre bene. 

In ogni caso sarà un piacere ricevere questo “Tuliregalo” perché Anna è un’artista bravissima ed io la ammiro molto.

Insomma sono contenta. Tutto qui.
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