Ho appena finito di rivedere "Il Laureato" con la testa ancora piena delle mitiche musiche di Simon & Garfunkel e degli occhioni di Katharine Ross...
Che film carino, fresco, nonostante i molti, troppi, anni che sono passati da quando è uscito.
Dustin Hoffman così impacciato e la Bancroft gelida seduttrice.
Aneddoto personale: avevo 18 anni e una cotta pazzesca per un mio coetaneo, figlio di amici di famiglia.
Alto, ricco, molto figo insomma.
Ci si vedeva alle varie cene e dopocene tra parenti e conoscenti.
Dopo avermi ignorata per lungo tempo, iniziò a frequentarmi.
Molto "castamente" però: mi portava in gelateria, al cinema, a mangiare la pizza e poi, puntualmente alle 23.00, mi riaccompagnava a casa.
Io, comunque esaltatissima, aspettavo con ansia il momento della sua "capitolazione".
Ad un certo punto i suoi genitori chiamarono i miei e, molto imbarazzati, chiesero se non fossero preoccupati che "i nostri ragazzi" stessero fuori fino all'alba...
Così si scoprì che dopo avermi accompagnata a casa, il ragazzo raggiungeva una signora separata con due figlie, che faceva parte della compagnia dei nostri genitori.
Io servivo solo come "copertura" e per far arrivare l'ora in cui le bambine fossero addormentate.
Che batosta!
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mercoledì 13 aprile 2011
martedì 12 aprile 2011
L'isola degli inconcludenti
Seguo l'Isola dei Famosi a pezzi e bocconi.
Di più, onestamente, è difficile fare.
Ho visto interamente la prima edizione, così come il primo Grande Fratello, ma dopo tutto perde in freschezza, diventa ripetitivo e costruito a tavolino.
Di solito guardo il day time, così evito di sentire le urla sguaiate della Ventura e mi faccio un'idea di come sta andando.
Ormai le tipologie dei concorrenti sono fisse: un poker di sgallettate, una cinquantenne ex bella, il modello tenebroso, l'intellettuale e/o artista impegnato, lo sportivo in disarmo, il cantante da rilanciare... la nonna in gamba, qualche nobile e qualche sconosciuto, a caso.
Stessi ingredienti e stessi risultati tutti gli anni: litigi, piccoli flirt, alleanze, strategie (?), pianti.
Io noto soprattutto la mancanza di senso pratico: cosa state facendo sempre sdraiati a prendere il sole o a fare yoga? Ma andate a pescare! Datevi da fare un po'! Inventatevi una rete, una nassa, qualcosa... invece sono lì a guardarsi in cagnesco, a parlare di aria fritta, a preoccuparsi della salsedine nei capelli.
Sarà che mi è rimasto molto impresso il film Cast Away, ma questi, su una vera isola deserta, non durerebbero una settimana...
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Di più, onestamente, è difficile fare.
Ho visto interamente la prima edizione, così come il primo Grande Fratello, ma dopo tutto perde in freschezza, diventa ripetitivo e costruito a tavolino.
Di solito guardo il day time, così evito di sentire le urla sguaiate della Ventura e mi faccio un'idea di come sta andando.
Ormai le tipologie dei concorrenti sono fisse: un poker di sgallettate, una cinquantenne ex bella, il modello tenebroso, l'intellettuale e/o artista impegnato, lo sportivo in disarmo, il cantante da rilanciare... la nonna in gamba, qualche nobile e qualche sconosciuto, a caso.
Stessi ingredienti e stessi risultati tutti gli anni: litigi, piccoli flirt, alleanze, strategie (?), pianti.
Io noto soprattutto la mancanza di senso pratico: cosa state facendo sempre sdraiati a prendere il sole o a fare yoga? Ma andate a pescare! Datevi da fare un po'! Inventatevi una rete, una nassa, qualcosa... invece sono lì a guardarsi in cagnesco, a parlare di aria fritta, a preoccuparsi della salsedine nei capelli.
Sarà che mi è rimasto molto impresso il film Cast Away, ma questi, su una vera isola deserta, non durerebbero una settimana...
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lunedì 11 aprile 2011
Quando Sting era figo
Stavo riguardando con un misto di nostalgia e ammirazione i video che ho caricato questa settimana.
Ma quanto meglio era Sting quando era allegro e saltellante? Prima di diventare santone e profeta di sfighe? Tantrico e membro dell'elitario Chiantishire?
Non dico che non sia un ottimo musicista anche adesso, anzi migliore, ma lo trovo veramente insopportabile quando trasforma i successi dei Police in nenie malinconiche.
Questa sua evoluzione non mi è mai piaciuta fino in fondo...sì sì...molto bravo, impegnato su tutti i fronti del buonismo, ormai icona intoccabile dell'impegno sociale.
Ma che noia!
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Ma quanto meglio era Sting quando era allegro e saltellante? Prima di diventare santone e profeta di sfighe? Tantrico e membro dell'elitario Chiantishire?
Non dico che non sia un ottimo musicista anche adesso, anzi migliore, ma lo trovo veramente insopportabile quando trasforma i successi dei Police in nenie malinconiche.
Questa sua evoluzione non mi è mai piaciuta fino in fondo...sì sì...molto bravo, impegnato su tutti i fronti del buonismo, ormai icona intoccabile dell'impegno sociale.
Ma che noia!
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domenica 10 aprile 2011
Due ruote....due palle!
In primavera, oltre alle erbacce infestanti che crescono rigogliose nel mio prato, c'è un altro tipo di infestazione costituita dalle fiumane di pseudo partecipanti al Giro d'Italia che pedalano compatti nelle nostre strade.
Appena viene voglia di farsi una gitarella in provincia, verso il lago di Garda o sui monti Lessini, ecco che ci si imbatte nel maledetto gruppo di ciclisti amatoriali, tutti impegnati a superarsi l'un l'altro, padroni di entrambe le corsie, concentrati sulla volata finale che li porterà alla sagra dell'asparago o a quella della tinca, sperabilmente in f..a a loro madre come gli augura cordialmente mio marito.
Che odio profondo....che poi guardandoli ci si chiede con che coraggio indossino quelle tutine da professionisti, fuori taglia e fuori età come sono nella maggioranza dei casi.
Anche suonando il clacson non si spostano e anzi, si incazzano pure, perchè stanno facendo l'andatura e hanno le loro tattiche per vincere la tappa, neanche fossero al Tour de France.
Ma questo tormento mi raggiunge anche a domicilio. Infatti attraverso il mio paese alcuni simpatici organizzatori fanno passare delle gare che purtroppo si svolgono su diversi giri.
Così la mattina presto o il primo pomeriggo della domenica si viene svegliati dagli altoparlanti che intimano agli automobilisti di accostare perchè è in corso la gara ciclistica.... e passano le moto, le ambulanze, la macchina degli sponsor e poi loro.... i bastardi sulle ruote lenticolari, che si incitano a vicenda e si credono Contador o Armstrong.
Ma perchè non fanno come me? Io vado a pedalare lungo le stradine bianche, dove al massimo si incontra qualche trattore o qualcuno a cavallo.
Perchè non si buttano sul ciclismo su pista o anche su una cyclette da camera?
Perchè non si buttano semplicemente in un burrone?!?!
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Appena viene voglia di farsi una gitarella in provincia, verso il lago di Garda o sui monti Lessini, ecco che ci si imbatte nel maledetto gruppo di ciclisti amatoriali, tutti impegnati a superarsi l'un l'altro, padroni di entrambe le corsie, concentrati sulla volata finale che li porterà alla sagra dell'asparago o a quella della tinca, sperabilmente in f..a a loro madre come gli augura cordialmente mio marito.
Che odio profondo....che poi guardandoli ci si chiede con che coraggio indossino quelle tutine da professionisti, fuori taglia e fuori età come sono nella maggioranza dei casi.
Anche suonando il clacson non si spostano e anzi, si incazzano pure, perchè stanno facendo l'andatura e hanno le loro tattiche per vincere la tappa, neanche fossero al Tour de France.
Ma questo tormento mi raggiunge anche a domicilio. Infatti attraverso il mio paese alcuni simpatici organizzatori fanno passare delle gare che purtroppo si svolgono su diversi giri.
Così la mattina presto o il primo pomeriggo della domenica si viene svegliati dagli altoparlanti che intimano agli automobilisti di accostare perchè è in corso la gara ciclistica.... e passano le moto, le ambulanze, la macchina degli sponsor e poi loro.... i bastardi sulle ruote lenticolari, che si incitano a vicenda e si credono Contador o Armstrong.
Ma perchè non fanno come me? Io vado a pedalare lungo le stradine bianche, dove al massimo si incontra qualche trattore o qualcuno a cavallo.
Perchè non si buttano sul ciclismo su pista o anche su una cyclette da camera?
Perchè non si buttano semplicemente in un burrone?!?!
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giovedì 7 aprile 2011
Quando c'era Canzonissima
La notizia della morte di Gianni Brezza mi ha fatto ripensare alla televisione della mia infanzia. Siccome io ho sempre avuto la fissa di leggere tutti i nomi elencati nelle sigle, sapevo bene chi era.
I primi programmi serali che i miei genitori mi hanno concesso di vedere erano proprio quelli del sabato sera e, quando ero molto piccolina, solo la sigla e poi a nanna.
La prima che ricordo è quella di Scala Reale. C'era il mago Silvan che faceva un gioco di prestigio con le carte e uscivano i vari personaggi. Allora mi sembrava veramente qualcosa di magico.
Poi ricordo canzoncine stupidissime cantate da Sylvie Vartan o da Raffaella Carrà.
Erano così radicate nella mia memoria che quando mia figlia era piccola le canticchiavo per farla divertire.
"Mamma canta ancora Zum Zum Zum o Machemu-machemu-machemusica maestro!" mi chiedeva sempre.
Ricordo Don Lurio che parlava in modo ridicolissimo e Pappagone. Lola Falana e le gemelle Kessler.
Il bello è che sono tutti ricordi in bianco e nero, ma vividissimi.
Ricordo gli ospiti, per esempio quando arrivavano Gassman o Sordi a presentare "L'armata Brancaleone" o "Fumo di Londra".
E Mina, stupenda, quando cantava "Non gioco più" oppure "Parole parole parole" con Alberto Lupo.
Fred Bongusto con Minnie Minoprio che gli zompettava intorno, Johnny Dorelli, Sandra e Raimondo...
Credo di aver smesso di guardare i cosiddetti varietà da almeno vent'anni. Non so, adesso nonostante i colori, le scenografie e quant'altro, mi annoio.
E' tutto già visto, tutto copiato, e copiato male.
In più: i titoli passano così veloci che non riesco neppure a leggerli! Mi hanno tolto anche questo piccolo passatempo...
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I primi programmi serali che i miei genitori mi hanno concesso di vedere erano proprio quelli del sabato sera e, quando ero molto piccolina, solo la sigla e poi a nanna.
La prima che ricordo è quella di Scala Reale. C'era il mago Silvan che faceva un gioco di prestigio con le carte e uscivano i vari personaggi. Allora mi sembrava veramente qualcosa di magico.
Poi ricordo canzoncine stupidissime cantate da Sylvie Vartan o da Raffaella Carrà.
Erano così radicate nella mia memoria che quando mia figlia era piccola le canticchiavo per farla divertire.
"Mamma canta ancora Zum Zum Zum o Machemu-machemu-machemusica maestro!" mi chiedeva sempre.
Ricordo Don Lurio che parlava in modo ridicolissimo e Pappagone. Lola Falana e le gemelle Kessler.
Il bello è che sono tutti ricordi in bianco e nero, ma vividissimi.
Ricordo gli ospiti, per esempio quando arrivavano Gassman o Sordi a presentare "L'armata Brancaleone" o "Fumo di Londra".
E Mina, stupenda, quando cantava "Non gioco più" oppure "Parole parole parole" con Alberto Lupo.
Fred Bongusto con Minnie Minoprio che gli zompettava intorno, Johnny Dorelli, Sandra e Raimondo...
Credo di aver smesso di guardare i cosiddetti varietà da almeno vent'anni. Non so, adesso nonostante i colori, le scenografie e quant'altro, mi annoio.
E' tutto già visto, tutto copiato, e copiato male.
In più: i titoli passano così veloci che non riesco neppure a leggerli! Mi hanno tolto anche questo piccolo passatempo...
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lunedì 4 aprile 2011
Cin cin
Allora si svolgeva in settembre e durava ben 9 giorni.
Roba da farsi venire la cirrosi epatica.
Una mia amica aveva trovato da lavorare tramite conoscenze varie (funzionava così anche allora) presso lo stand della Regione Toscana.
Da raccomandazione nasce raccomandazione e eccomi sistemata allo stand della Fattoria XY, produttrice di Chianti.
Era proprio un lavoro da donna oggetto...ma quanto mi sono divertita!
Non si doveva far altro che ciondolare nei pressi dello stand, in tiro e su altissimi tacchi, per attirare torme di avvinazzati ad assaggiare il nostro Chianti.
Si versava il vino e dopo con calma si sciacquavano i bicchieri.
Intanto il titolare concludeva i suoi affari.
Le giornate passavano così, in una specie di annebbiamento perenne, dato sia dall'atmosfera artificiale della fiera che dai numerosi assaggi ai quali ero giocoforza costretta.
Infatti dagli stand vicini partivano sfide e richieste di confronti, neanche io fossi una intenditrice.
E giù ombre!
Ho vissuto di vino, pezzetti di grana e crostini per una settimana.
Solo il mio giovane fegato mi ha salvato.
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venerdì 1 aprile 2011
I bimbi crescono, le mamme imbiancano
Quando da un autobus in corsa apostrofano tua figlia 14enne con un "rossa de cavei, golosa de osei" capisci che non è più una bambina... e anche che ha sbagliato il colore delle meches.
Sembra ieri quando faceva il bagno con tutti i pupazzetti dei dinosauri e la sera recitava con me "Stella stellina".
Invece eccola qua, un cucciolo di donna. Una che conserva la paura di andare nel seminterrato perchè potrebbero esserci i mostri, ma che sa smanettare sul computer quasi come un hacker.
Una che sta studiando da sola il giapponese, scritto e parlato, ma che ha ancora difficoltà ad usare bene il coltello.
Guardandola a fondo vedi che è sempre lei, con tutte le piccole manie di quando era piccola, gli stessi difetti e le stesse espressioni. Le sue lentiggini e il suo pollice che si piega tutto all'indietro.
Ma è anche diversa.
La voce più bassa, i fianchi rotondi, le unghie multicolore e un piercing sul padiglione dell'orecchio di cui va così orgogliosa...
Uno spettacolo in continuo divenire...una fonte di preoccupazioni sempre diverse... la prova vivente che ho fatto qualcosa di buono nella vita...e che gli anni sono passati, ma non inutilmente.
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