mercoledì 27 febbraio 2013

Stand-by




E’ difficile scrivere un post in questi giorni.

Da ieri rimugino sui vari argomenti che potrei affrontare ma il pensiero torna lì, al risultato delle elezioni politiche.


Mi sembra che parlare d’altro sia superficiale  e vigliacco ma nello stesso tempo io non sono un’esperta ne’ di politica ne’ di economia o finanza e così mi sento inadeguata ad affrontare la questione.

In ogni caso ho votato e questo conta qualcosa.

Anzi, ho la sgradevole sensazione di aver sprecato il mio voto, ma questo è un problema mio mentre i problemi dell’Italia toccano tutti.

Cosa succederà adesso? 
Di tante belle promesse che ogni schieramento ha fatto, riusciremo a vederne realizzata qualcuna?

Chi farà un passo indietro per accordarsi e poter governare?   
Verrà chiesta la fiducia per ogni decisione che prenderà l’esigua maggioranza?

Quello che mi da’ più fastidio al di là di tutto è l’opinione degli stranieri e come ci dipingono sui loro media.   

Odio ricevere i tweet del mio amico americano che, fortunello, vive a Stoccolma e mi chiede stupefatto perché Berlusconi ha potuto presentarsi di nuovo dopo tutto quello che è successo e soprattutto perché ha ricevuto ancora così tanti voti.

Non so rispondere. Sono annichilita.

Mia figlia si è resa conto con orrore che l’anno prossimo potrebbe dover votare. 
L’ho tranquillizzata subito: “compi 18 anni in maggio…si voterà sicuramente prima!”
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lunedì 25 febbraio 2013

Il video della settimana - 9/2013 - Nightmare


Doveroso omaggio al gruppo cult di mia figlia.

E’ giusto che anche i miei lettori sappiano che musica gira per casa ed in auto da tre anni a questa parte…

I Nightmare, di cui ho già accennato in questo post, sono cinque ragazzi giapponesi, rappresentanti del genere musicale Visual Kei, in attività dal 2000.

Dalle loro parti sono molto famosi come testimoniano i video dei loro concerti davanti a migliaia di fan deliranti e, mio malgrado, devo dire che sono degli ottimi musicisti.

Il mio “genero” virtuale è il chitarrista Hitsugi, il rosso con la bocca piena di piercing, mentre quello che io preferisco è l’altro chitarrista, Sakito, praticamente l’unico che riuscirei a guardare negli occhi, vista la scarsa statura degli altri.
Il cantante, Yomi, è un omino di un metro e 55, dotato di voce baritonale, inquietante da ascoltare all’inizio ma apprezzabile dopo averci fatto l’orecchio.
Il bassista, abbastanza caruccio, si chiama Ni-ya ed il mal mostoso batterista è Ruka.

Passo pomeriggi con i loro live in sottofondo e guido canticchiando frasi in giapponese maccheronico.   
Conosco di loro cose che non dovrebbero interessarmi, tipo i cani che hanno, cosa mangiano, quando compiono gli anni… sono aggiornata in tempo reale, visto che sono sia su Twitter che su Facebook e mia figlia mi rende partecipe di ogni avvenimento che li riguarda con fare sognante.

Questa è solo la punta dell’iceberg, dato che molti altri gruppi fanno parte del genere Visual ed io ne ho continui assaggi.  

Sono strani, truccati e mascherati fino a sembrare senza età e genere. 

Si ispirano al Glam Rock e mi ricordano il primo David Bowie o i Roxy Music.  
Oddio…gli piacerebbe!
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domenica 24 febbraio 2013

INCONTRIAMOCI A MAROSTICA La foto della domenica - 24/02/2013


Lei è Monica, del blog Viaggi & Baci. Ma è molto più di questo.

Lei è stata l`ideatrice, il cuore e l`anima di questo lungo weekend.

Una ventina di blogger si sono ritrovate all'Albergo Due Mori, boutique hotel che gestisce a Marostica, viziate e coccolate, in una tre giorni fatta di amicizia, idee, esperienze condivise, ricordi di vita e di viaggi che rimarrà impressa nel cuore di ognuna indelebilmente.

Monica e la sua famiglia hanno accolto noi, i nostri compagni ed i nostri figli come vecchi amici.

Abbiamo visitato da ospiti privilegiati Villa Godi Malinverni disegnata da Andrea Palladio ed il Castello di Marostica con guide in costume medioevale che ci hanno addirittura dedicato un'esibizione con musiche e sbandieratori.

Abbiamo passeggiato per Bassano, bevendo troppo e cantando sotto il famoso ponte coperto.

Ma tutto questo è nulla in confronto alla possibilità che abbiamo avuto di conoscerci, di rendere reale una relazione fino al quel momento solo virtuale, di entrare se pure per poco nelle vite di persone così diverse ma unite da molte passioni: i viaggi, la fotografia, la scrittura...

Io non sono una travel blogger.
Il mio blog è specializzato, come ho già avuto modo di scrivere, nel salto dal palo alla frasca, sono umorale, incostante e decisamente poco professionale.

Mo ho avuto la faccia tosta di infiltrarmi in un gruppo di serie professioniste del web, con il loro bravo blog mirato, con un look studiato a tavolino, pieno dei giusti riferimenti, con centinaia di followers e migliaia di visite.

Ho cercato di non dar fastidio.  Ho ascoltato molto. Molto invidiato. Ho mentalmente registrato luoghi che andrò a cercare sulla cartina e fatto tesoro di suggerimenti e consigli per ipotetiche future vacanze.

Ho sentito scampoli di racconti di vite degne dei più avvincenti romanzi, ho conosciuto mariti che saranno presto beatificati, ho accarezzato bambini che mi hanno fatto tornare indietro nel tempo con nostalgia.

A Monica va il merito di tutto questo ed il mio grazie dal più profondo del cuore.


La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta
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giovedì 21 febbraio 2013

Un'ipotesi di vacanza



A gentile richiesta di Claudia, travel blogger di La Bussola e il Diario, partecipo alla sua iniziativa che vuole farci raccontare un viaggio che ci piacerebbe fare, come una specie di gioco tipo “nomi, paesi, città, fiori e colori…”.

E allora, visto che sognare non costa nulla, ecco la descrizione di una vacanza che mi frulla in testa da anni.

Due parole: Navigazione Fluviale.

Esistono delle agenzie specializzate che noleggiano barche dai 2 ai 12 posti, da guidare senza patente lungo canali, fiumi e laghi europei, dall’Irlanda alla Germania, dall’Olanda alla Repubblica Ceca.

La zona che vorrei esplorare è in Francia, dove peraltro esiste una rete di canali vastissima, ed è lungo il Canal du Midi, che dal fiume Garonna arriva al Mediterraneo.

E’ stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e tocca località storiche e naturalistiche favolose.

Le cose da non perdere sono queste:

La città fortificata di Carcassonne
Castelnaudary e il suo rinomato « cassoulet »
La città romana di Narbonne ed il suo ponte dei mercanti
La sequenza delle chiuse di Fonsérannes (Béziers)
Le spiagge dell’Etang de Thau, di Narbonne e di Port la Nouvelle
I ristoranti con specialità di frutti di mare
I deliziosi vini del Languedoc e del Minervois
I campi di lavanda e crochi dai quali si ricava lo zafferano.

Si tratterebbe di percorrere in una settimana circa 160 chilometri passando una sessantina di chiuse.

Queste barche sono attrezzate come un camper, con una o più cabine, bagnetto, cucina, “terrazza” esterna ed hanno la possibilità di caricare anche le biciclette (pure a noleggio).

Istruzioni per la guida e regole di navigazione e gestione delle chiuse vengono fornite in anticipo ed anche in loco prima della partenza.

Già in fase di prenotazione ci si potrebbe accordare per avere la cambusa fornita degli alimenti che desideriamo.

In pratica si tratterebbe di arrivare al porto di imbarco e andare, bordesando bordesando, nella campagna francese, fermandosi a visitare i vari paesi che si incontrano, a piedi o in bicicletta.

Ho letto resoconti entusiastici di questo tipo di vacanze e già mi vedo sulla tolda dell’imbarcazione con tanto di binocolo ad esplorare il paesaggio circostante…

Ma… ci sono molti ma.  

Intanto il costo che non è proprio economico. 
Per una settimana si va da 1500 euro a 6000, escluso carburante, noleggio bici e cambusa.

Senza contare il  viaggio fino al porto di imbarco, vitto, costi di attracco, varie ed eventuali. 
Insomma un po’ caretto.

E poi c’è la grande incognita: mio marito.

Spirito di adattamento: non pervenuto.   
Vivere in uno spazio ristretto, usare un water chimico, dover rispettare regole e orari per navigare e passare le chiuse…

E se piovesse, come fa sempre quando andiamo in Francia, per tutta la settimana?

Già mi pare di sentirlo: “lavoro come uno schiavo tutto l’anno: dove cazzo mi hai portato?”….
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martedì 19 febbraio 2013

Tutto torna

Vedi che basta saper aspettare…
Alla fine di marzo ripartirà Carosello (Repubblica.it).

Non solo. Anche il mitico intervallo con la musichetta arpeggiata e le diapositive.

Se mi rifanno anche Settevoci e Chissà chi lo sa mi sembrerà di essere ringiovanita di 40 anni.

Invece sarà solo un’altra occasione per fare confronti con il passato e sospirare amaramente.

Carosello è quello di allora.

Adesso, riveduto e corretto, sarà solo l’ennesimo spazio pubblicitario che ci fa cambiare canale o addormentare.

Una volta c’era solo quello.   
Durava dieci minuti e poi si poteva vedere il film o il programma di varietà in santa pace senza interruzioni.

Anni fa Repubblica ha raccolto in un cofanetto di quattro DVD tutta la storia di Carosello ed io ne ho subito approfittato. 
Sono ricordi impressi a fuoco in ogni bambino degli anni ’60.

Carmencita, il Gringo, Calimero.   
Il ciccione dell’Olio Sasso con la cuoca di colore, i due amici che giocavano a tennis ma solo quello figo beveva l’acqua Fiuggi e dimostrava vent’anni di meno.

Le stelle sono tante milioni di milioni, gigante pensaci tu, lo possiamo torturare? 
Frasi che tornano puntualmente nei nostri discorsi di vecchi babbioni.

C’era il pianeta Papalla, Mammut  Babbut e Filiut, Arrigoni che si compra a scatola chiusa, l’omino che camminava dietro a un altro del vino Folonari.

Nessun profumo con frasi sbiascicate in francese o in americano. 
Solo Cera di Cupra e Brillantina Linetti.

Già a ricordare queste pubblicità mi è venuto il magone. 
Non so se sarà un’operazione vincente per la RAI sfidare la memoria di un’intera generazione e non sono sicura che i bambini di oggi saranno avvinti da qualche storiella così simile a mille che ne hanno già viste.

Noi eravamo il target giusto. 
Quello del bianco e nero, delle braghe corte e calzettoni, quello che prendeva ancora degli sculaccioni e soprattutto che obbediva alla mitica frase: “Dopo Carosello a letto!”.
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lunedì 18 febbraio 2013

Il video della settimana - 8/2013 - Pitura Freska

Come concentrare in un unico video tre realtà: Sanremo, l'imminente elezione del nuovo Papa ed il mio essere veneta.

Orbene, già in tempi non sospetti amavo questa canzone e tutta la produzione musicale dei Pitura Freska.

Sono uno dei pochi, se non l'unico, gruppi reggae italiani e cantano in veneziano "puro".
Il leader, di professione bidello, è Sir Oliver Skardy.  Un mito.

Pietre miliari sono Pin Floi, scritta a seguito del famoso concerto dei Pink Floyd del luglio 1989 a Venezia, Picinin e La Pianta, dove la pianta in questione non è propriamente "legale"...

Adoro la loro versione di 7.40 di Lucio Battisti che trovo struggente quasi come l'originale.
Ma si sa, io sono veneta e quindi un po' di parte.

Purtroppo non suonano più insieme da molti anni, ma ognuno di loro (tranne il povero Ciuke, mancato nel 1998) ha continuato ad orbitare nel mondo della musica.
Skardy è uscito con un album solista chiamato "Grande bideo" nel 2004.

Ascoltarli viaggiando mette di buon umore.
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domenica 17 febbraio 2013

La foto della domenica - 17/02/2013

Domenica in trasferta a Sarezzo in provincia di Brescia.
In occasione della Sagra di San Faustino abbiamo partecipato ad una mostra fotografica con la nostra collezione di Polaroid.


La mostra si intitolava "Diagnosi - terapia - autoritratto".
Pare che farsi il ritratto aiuti a conoscere meglio se' stessi e a diventare più consapevoli e coraggiosi.
Chissà.
Forse avrei dovuto iniziare da più giovane perchè oggi come oggi faccio sempre più fatica a riconoscermi nelle foto.  E questa consapevolezza vorrei non averla mai raggiunta!


Comunque... cosa vogliamo dire dei miei favolosi orecchini con le mini Polaroid?

La foto della domenica è un'iniziativa di Bim Bum Beta .



mercoledì 13 febbraio 2013

Sanremo o del mio masochismo



Sì, siamo stati più di 13 milioni a guardarlo.    
Non riesco a capacitarmi. 
Volevo vedere un film e mia figlia è arrivata dicendomi candida: “ma non guardiamo il festival?”, salvo poi addormentarsi alla prima pubblicità. 

Io invece sono rimasta allocchita, aspettando una bella canzone che non c’è stata, chiedendomi dove tutti volevano andare a parare.

Era il festival dei fiori e non c’è nemmeno un triste garofano all’occhiello di qualche inserviente. 
A ‘sto punto fatelo al forum di Assago, che forse si parcheggia anche meglio.

Per sentire sette cantanti (e chiamarli cantanti per alcuni è già un complimento) abbiamo dovuto tirare fin dopo mezzanotte.

Emeriti sconosciuti hanno calcato il palcoscenico, gente più adatta alla festa di Piedigrotta, alcuni degni di qualche teatrino off off, altri ai quali il buon Dio ha dato il talento di saper suonare ma pretendono anche di saper cantare…

Brutte canzoni, platea imbarazzante, Crozza e Litizzetto chiaramente imbavagliati, fuori dal loro ambiente e visibilmente sulle spine davanti ad un pubblico che non è il loro.

Quanti soldi buttati in questo carrozzone demodè.

Non so se stasera replico.  
Ci saranno i Modà che detesto cordialmente ed altri il cui nome ho già rimosso. 
Forse Malika Ayane merita un po’ di attenzione.

Vedremo cosa offrono gli altri canali… magari farò un po’ di zapping e poi, col capo cosparso di cenere (è la giornata giusta), cercherò di essere più possibilista e ricettiva.
 
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lunedì 11 febbraio 2013

Il video della settimana - 7/2013 - Notting Hill



Settimana di San Valentino . . . ovvero l’imbarazzo della scelta.  

Quante canzoni parlano d’amore? Quasi tutte. 

Però appena ci ho pensato non ho avuto dubbi: un pezzo tratto dalla colonna sonora di Notting Hill.

Questa bella canzone eseguita dall’altrettanto bel Ronan Keating è una cover dell'originale del 1988 di Keith Whitley.

La versione dell'ex Boyzone raggiunse la prima posizione sia in Gran Bretagna che in Italia. 

Il video si svolge nel giardino dove è stata girata una delle scene più romantiche del film.

E' notte ed i nostri due eroi sono entrati scavalcando il cancello (Hugh Grant con grande imbranataggine), si fermano su una panchina dove è incisa una dedica: “A June che amava questo giardino da Joseph che le sedeva sempre accanto”.
Julia Roberts commenta: “Certe persone passano tutta la vita insieme…” e lo bacia.

Alla fine del film vediamo lo stesso giardino di giorno, pieno di persone occupate a passeggiare, fare ginnastica, giocare e loro due seduti sulla panchina, lei visibilmente incinta. Felici.

Adoro questo film….
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